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Spending review: Farmaci generici, la posizione di Federfarma Umbria

L'Intervista

All'interno del maxiemendamento sulla spending review, c'è un provvedimento che riguarda la stretta sui farmaci griffati. Atto che conferma l'obbligo per il medico di famiglia di indicare sulla ricetta il principio attivo. Il decreto stabilisce la facoltà' di indicare sulla ricetta il nome del farmaco giustificando la scelta con una sintetica motivazione scritta e che deve essere vincolante per il farmacista.
Questa in sostanza l'ultima versione del provvedimento che interessa due categorie: medici e farmacisti. Noi abbiamo chiesto un parere al riguardo al presidente di Federfarma dell'Umbria Augusto Luciani.

"I generici sono medicine definite come essenzialmente simili ad un prodotto del quale imita la formulazione, ed è quindi costituito dalla stessa composizione di principio attivo e da una forma farmaceutica equivalente. Per questa ragione sono stati ridefiniti medicinali equivalenti".

Quale risparmio conduce questo provvedimenti nelle casse dello Stato?

"I medicinali equivalenti sono registrati e commercializzati con la denominazione comune internazionale del principio attivo seguito dal nome del produttore (titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio) e devono avere un prezzo inferiore di almeno il 20% rispetto a quello del prodotto innovatore o brand (che ha un nome di fantasia).

L'attuale normativa italiana incentiva la scambiabilità tra il prodotto brand e l'equivalente, in quanto dopo la scadenza della copertura brevettuale, rimborsa al farmacista il prezzo dell'equivalente di riferimento piuttosto che quello del prodotto innovatore, brand.

Lo scopo è di ridurre o contenere il prezzo dei medicinali il cui brevetto è scaduto, facendo risparmiare il Servizio Sanitario Nazionale ed i cittadini, al tempo stesso mantenendo un equivalente livello di benefici e rischi terapeutici".

Cosa cambia per la vostra categoria?

"Praticamente niente. Fino ad ora avevamo l'obbligo, su presentazione di una ricetta medica con medicinali brand, di suggerire l'alternativa del generico. Ora lo fa il medico per noi".

Che differenza c'è tra i brand e i generici?

"I medicinali generici o equivalenti possono avere risposte diverse rispetto ai brand. Gli eccipienti che contengono si possono disgregare in maniera diversa. Tra l'altro molti cittadini preferiscono utilizzare quelli tradizionali e 'griffati' per una questione di abitudine, perché insomma ci si trovano bene. Nonostante il principio attivo sia lo stesso possono aver un assorbimento diverso".

Quali sono i casi in cui la nuova normativa deve essere applicata?

"Con questa legge l'Italia si è uniformata all'Unione Europea. Il medico deve prescrivere il generico nel caso in cui sia di fronte a nuove cure. Diversamente si attiene a prescrivere i farmaci che il paziente ha sempre utilizzato".

Secondo una recente indagine di Federconsumatori,  sulla conoscenza dei farmaci equivalenti/generici, risulta che fino ad ora i cittadini non sono stati adeguatamente informati dal medico o dal farmacista della presenza di medicinali equivalenti. In Italia solo il 16-18% della popolazione ricorre ai farmaci equivalenti, mentre la media europea si attesta su una percentuale attorno al 40-50%. Il maggior utilizzo di questi farmaci potrebbe permettere, al sistema sanitario italiano, di risparmiare ogni anno tra i 600 e i 700 milioni di Euro.

 

 
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