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Droga: l'uso di cannabis aumenta il rischio di schizofrenia?

L'Intervista

Il consumo di droghe leggere in Italia ha raggiunto cifre record. Secondo quanto è emerso da un rapporto pubblicato dalle Nazioni Unite, che ha raccolto una serie di dati nel 2011, il 14,6% della popolazione fuma hashish e marijuana. I fumatori abituali hanno tra i 15 e i 65 anni. Di questo e del rapporto tra consumo di droghe leggere e malattie mentali, parliamo con il dottor Francesco Fioroni, neuropsichiatra.
 

Cosa è cambiato in quel mondo che viene definito droghe “leggere” ?
In primis si deve riflettere su un dato importante: oggi la concentrazione di tetraidrocannabinolo (THC e suoi derivati), il neuromediatore presente nella cannabis, è di oltre venti volte la concentrazione che si poteva assumere negli anni '70, dove si è sviluppata la cultura delle droghe “leggere”. A queste concentrazioni la sostanza determina stati di vera e propria depersonalizzazione con allucinazioni uditive e visive. Attualmente, sul mercato illegale della cannabis predominano varietà estremamente ricche in THC, fino a 20 volte i livelli normali, ovvero fino ad una concentrazione del 30%  in più. Dal 1995 al 2005 è addirittura raddoppiata. A facilitare il percorso verso percentuali più elevate è stata la tecnica di coltura indoor che permette di ottimizzare la qualità del prodotto.
L'uso di cannabis può aumentare il rischio di malattie mentali?
L'uso di cannabis aumenta il rischio di psicosi, in particolare della schizofrenia. Così dimostra il risultato di una ricerca svedese basata su uno studio di follow-up durato 35 anni, che ha valutato come varia il rischio di disturbi psicotici tra coloro che hanno fatto uso o meno di cannabis. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Medicine, ha confermato pertanto la forte associazione tra uso di cannabis e psicosi evidenziando, per esempio, che il rischio di schizofrenia è significativamente maggiore (ben 4 volte superiore) per coloro che ne fanno uso.
Questo dimostrerebbe che gli effetti nocivi di questa sostanza (e dei suoi derivati) sono stati sottovalutati?
Esatto. La sua pericolosità è stata fortemente e erroneamente sottostimata, soprattutto perché in grado di compromettere il regolare sviluppo cerebrale negli adolescenti e causa della comparsa della slatentizzazione e di importanti patologie psichiatriche, quali appunto la schizofrenia. E' importante ricordare che i principi attivi della cannabis e dei suoi derivati sono in grado di produrre nel tempo alterazioni della memoria, delle funzioni cognitive superiori quali l'attenzione, compromettendo quindi l'apprendimento e i tempi di reazione.
Quali sono le manifestazioni più frequenti negli adolescenti che fanno uso di cannabis? 
Gli episodi di rabbia incontrollata sono molto più frequenti negli adolescenti. Negli Usa, due terzi degli adolescenti hanno avuto attacchi di rabbia, con minacce, violenza e distruzione di oggetti altrui almeno una volta nella vita. Circa il 6-8 per cento di questi adolescenti ha avuto una diagnosi per "intermittent explosive disorder" (IED), una condizione che causa proprio attacchi incontrollati. Molti di questi, per ridurre l'ansia e l'aggressività fanno ricorso a sostanze tipo la cannabis spesso associata al consumo di alcol, ritenendo a torto che possa svolgere un'azione sedativa con la conseguenza di avere una perdita del controllo degli impulsi con delle conseguenze imprevedibili, come comportamenti autosoppressivi o eteroaggressivi.
Che tipo di correlazione può esserci tra consumo di cannabis ed incidenti stradali?
I maschi giovani, tra i quali il consumo di cannabis è frequente e in aumento, e tra cui è anche comune il consumo di alcolici, sono la categoria più a rischio di incidenti stradali, sia a priori che a posteriori. Questo è collegabile tuttavia anche ad inesperienza e a fattori maggiormente presenti in quella fascia d'età, inerenti alla percezione, l'accettazione o perfino la ricerca del rischio, alla micro-delinquenza, ecc. Queste variabili demografiche, psicologiche e sociologiche possono correlarsi sia con l'uso di droga sia col rischio di incidente, influendo sulla correlazione tra uso di droga e coinvolgimento in incidenti. Nel 4-12% di quelli mortali si sono riscontrati livelli dei principi attivi della cannabis nel sangue. Tuttavia, nella gran parte degli studi si è appurato come nella maggioranza degli incidenti mortali dove si era riscontrato un uso cannabis, si era altresì verificata un'assunzione anche di alcol.
Se la cannabis venisse legalizzata, quali sarebbero le conseguenze?
Rendere più disponibile e facilitare l'uso di una sostanza tossica di questo tipo, soprattutto per le giovani generazioni, significa incrementare un grave problema di sanità pubblica esponendo in particolare i giovani vulnerabili a rischi e danni in grado di minare il loro futuro.

 

 

 
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