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"L'ignoto che riappare" nella raccolta di poesie del perugino Diego Farfanelli

L'Intervista

"L'ignoto che riappare" (con prefazione di Renzo Pavese), edizioni Guerra, Perugia 2010, è una raccolta di poesie, lavoro del giovane scrittore perugino Diego Farfanelli. La raccolta è divisa in due parti e in questo percorso articolato bisogna avanzare con la consapevolezza che "l'idea di fondo e il significato intimo di ogni lirica appartengono all'autore, custode delle sue sensazioni irripetibili", come è ben chiaro dalla premessa all'inizio del libro. 

Il titolo dell'opera trae ispirazione da "L'ignoto che appare" di Hugo Von Hofmannsthal: titolo preso in prestito in omaggio al grande scrittore viennese, ma, al contempo finemente rivisitato secondo i propri canoni stilistici ed estetici. La poesia di Diego Farfanelli nasce come uno sfogo naturale, passione pura e viscerale; quando il lettore prende in mano la raccolta, il lamento diventa canto: la sofferenza interiore libera tutta la sua potenza espressiva attraverso una "danza di parole". Parole vive che trasmettono il messaggio della propria esperienza, il vissuto dell'autore interiorizzato e rielaborato. Un libro voluto e dovuto, destinato e costretto a fissare in sé un carico di vita alleggerito dall'arte, come in una terapia dell'anima. "L'ignoto che riappare" è stato accostato alla corrente artistica dell'impressionismo dal prof. Renzo Pavese, docente universitario e critico letterario curatore della prefazione che apre la raccolta; e l'autore stesso ci dice che i suoi versi contengono "impressioni, cioè immagini che potreste ben materializzare in un dipinto impressionista". Non bisogna, però, commettere l'errore di pensare ad un'etichetta, col rischio che diventi troppo stretta per questa raccolta, che basti a contenere l'arcobaleno di espressioni artistiche presenti nelle poesie del giovane poeta perugino. "A volte suggeriscono più immagini le parole, delle immagini stesse. L'immagine fissa qualcosa, mentre la parola evoca", spiega Diego.

C'è un grande gusto nella scelta delle parole, che con precisione s'incastrano l'una con l'altra, formando un cocktail di sensazioni vive, capaci di avvolgere e coinvolgere mente e cuore di chi legge. 

Come ha sapientemente sottolineato Riccardo Boggi, saggista, studioso di storia e responsabile del Museo San Caprasio di Aulla, la raccolta "regala al lettore sensazioni sempre diverse: lo costringe a leggere e rileggere le stesse poesie e ogni volta si apre un nuovo orizzonte". L'uomo ha ancora bisogno di lasciarsi trasportare dalla potenza della parola: " la poesia è musicalità, è necessaria una costante ricerca del ritmo; le parole devono dare fiducia, non spaventare". Questo libro di poesie ne è la prova. La raccolta è stata pubblicata nel dicembre 2010, in due anni ha già ricevuto molti apprezzamenti e due riconoscimenti importanti: nell'agosto 2011 ha ottenuto il "Premio della Critica" alla XXV edizione del Concorso "Roberto Micheloni" e, nel febbraio 2012, è stata premiata da Alessandro Quasimodo con il primo premio nella "sezione B: Volume edito di poesia" del concorso "Cinque Terre - Golfo dei Poeti - Sirio Guerrieri".

 

 
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