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Riccardo Scosta torna dalle zone terremotate dell’Emilia: “La gente ha paura. Felice di aiutare"

L'Intervista

E’ stato quattro giorni nelle zone terremotate dell’Emilia Romagna come volontario della Protezione civile e ora, ritornato a casa a Terni, giura di avere già voglia di ripartire per la stessa destinazione. Aiutare e rendersi utile: questo ha fatto e questo vorrebbe fare di nuovo. Riccardo Scosta, giovane ternano di soli 24 anni, di cui due passati nel gruppo “Prociv Collescipoli”, ha visto la paura negli occhi della gente, ha provato di persona cosa vuol dire sentir tremare forte la terra sotto i propri piedi. E proprio perché ha conosciuto tutto questo, ha capito che ora come ora è di vitale importanza tendere una mano a tutti quei paesi, quelle zone, quelle persone, che hanno vissuto e stanno ancora vivendo l’incubo del terremoto. A seguire l'intervista rilasciata a Lagoccia.eu

Dove eravate di preciso con il tuo gruppo?
“A San Prospero in provincia di Modena. Siamo arrivati il 2 giugno e siamo tornati proprio ieri (6 giugno NDR). Eravamo lì quando ha fatto una delle scosse più forti di tutto lo sciame sismico: circa 5,1 gradi della scala Richter”

Quali compiti hai svolto?
“Il primo giorno abbiamo fatto una ricognizione per il centro del paese. C’erano alcuni edifici inagibili, altri con delle crepe vistose sui muri e a molti abitanti non era concesso tornare nelle proprie case. Così è stata allestita una tendopoli in un centro sportivo. La nostra mansione principale era di provvedere alla manutenzione, al montaggio e all’allestimento delle tende. A noi era relegata l’organizzazione dell’accampamento e poi tante altre mansioni come l’inventario dei container. Quello che c’era da fare, facevamo”

Qual’è stata la tua prima impressione sul posto?
“Sono rimasto molto sorpreso dai comportamenti delle persone. Noi siamo praticamente degli estranei per loro, però sapendo che eravamo lì apposta per aiutarli e pur essendo molto provati e impauriti, sono stati tutti molto cordiali e collaborativi con noi. Si può dire che si sono lasciati aiutare e questo ci ha facilitato il compito”

A proposito di paura.. la terra ha continuato a tremare anche nei giorni che eravate a San Prospero
“E’ stata una brutta impressione. Si è fatta sentire soprattutto la scossa di magnitudo 5.1 di tre giorni fa. Io sapevo di essere al sicuro perché eravamo in una zona aperta nel centro sportivo. Ma così non è stato per gli abitanti di San Prospero. A molti di loro il terremoto ha portato via la casa, lo hanno vissuto sulla propria pelle e quindi si sono spaventati molto. Anziani, famiglie e soprattutto delle mamme preoccupate per i loro figli. Per fortuna la scossa non ha intaccato la struttura dei bagni. Si sono verificate solo alcune crepe, ma i vigili del fuoco dopo i controlli l’hanno dichiarata agibile”

Che esperienza è stata per te?
“Per me è stato il battesimo del fuoco, come si dice. Era la prima volta che operavo in una zona ferita dal terremoto. Però sicuramente mi ha colpito molto. Rendermi utile, non stare mai fermo, aiutare le persone era quello che volevo fare. Nel rispetto della tragedia personale di tutti gli abitanti è stata per me una bella esperienza. Spero che possa tornare tutto alla normalità”

Torneresti in Emilia a dare una mano?
“Anche domani se fosse possibile”

 

 
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