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Depuratore di Bettona: Marcantonini si toglie qualche "masso" dalla scarpa, "Elezioni influenzate"

L'Intervista

Il pubblico ministero Manuela Comodi aveva chiesto  tre anni per l’allora sindaco Lamberto Marcantonini, il vicesindaco Valerio Bazzoffia e un tecnico del comune, due anni per tutti gli altri componenti della giunta di Bettona, al termine dell'inchiesta dal nome spagnoleggiante "Laguna de cerdos" in merito al depuratore comunale  gestisto dalla Codep. Il giudice Luca Semeraro ha invece  prosciolto, perché il fatto non sussiste,  tutta la ex giunta comunale, compreso il sindaco uscente Lamberto Marcantonini. Ha invece rinviato a giudizio alcuni esponenti della  Codep, degli imprenditori  e dei tecnici dell’Arpa.
Il tutto pochi giorni dopo che lo stesso Marcantonini, ripresentatosi alle elezioni amministrative, era stato sconfitto da Stefano Frascarelli nella corsa al palazzo comunale. La decisione del gup è accolta con soddisfazione ma anche con amarezza dall'ex primo dittadino di Bettona.

Ma facciamo un salto indietro nel tempo: Marcantonini, come ha inizio questa storia.

“Gli allevamenti industriali dei suini a Bettona – racconta Marcantonini - parte da lontano, da più di trenta anni fa. Brevemente le vicende recenti sono queste: nella primavera del 2006 l'allora sindaco (Frascarelli ndr) fece un esposto alla magistratura denunciando che erano "spariti" all'improvviso circa 24.500 metri cubi di "reflui" dalla laguna di stoccaggio del depuratore Codep. Oltre alla denuncia non prese nessun provvedimento per regolare una situazione che ormai era, da tempo, insopportabile. Verso la fine del 2006 cominciarono le indagini. A metà 2007 entra in carica l'amministrazione comunale guidata da me. Noi iniziamo immediatamente gli incontri con gli allevatori e con gli esponenti della Codep. A metà settembre prendemmo i primi provvedimenti: dimezzamento dei capi presenti a fine ciclo; messa in regola degli allevamenti; adeguamento dell'impianto di depurazione entro 18 mesi. In seguito abbiamo approvato il nuovo regolamento d'igiene e un nuovo regolamento sulla conduzione delle stalle conforme alle ultime leggi e direttive Europee.  Abbiamo emesso più di 50 provvedimenti a salvaguardia dell'ambiente”. 

E come si arriva ai vostri avvisi di garanzia?

“Nel 2008 ci comunicano gli avvisi di garanzia per abuso di ufficio. Certi della nostra innocenza e correttezza amministrativa (l'atto che ci è costato il rinvio a giudizio è stato scritto con la consulenza di due legali) abbiamo chiesto il giudizio immediato, con la formula del rito abbreviato. Da allora abbiamo subìto le offese dei titoloni dei giornali e la relativa associazione alla posizione che vede coinvolti degli esponenti della Codep. Più volte abbiamo chiesto di essere processati velocemente”.

Tropppo facile dire che questo ha influenzato la campagna elettorale in cui lei si ripresentava come sindaco?

“Beh, il nostro avversario ha fatto una campagna elettorale parlando esclusivamente del fatto che noi eravamo sotto processo per reati connessi all'inquinamento ambientale. Due settimane dopo elezioni, però, è arrivata la sentenza che ci assolve con formula piena "perchè il fatto non sussiste".

In fondo dunque è soddisfatto di come sono andate le cose, almeno a livello processuale.

“La sentenza ci rende giustizia, onore al Giudice. Ci ridà l'onorabilità. Le elezioni, però, sicuramente, e sottolineo sicuramente,  se non ci fosse stata questa brutta storia di mezzo, avrebbero avuto un esito completamente diverso”.

 

 
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