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Suicidi da crisi economica inducono altri suicidi. Evitare la spettacolarizzazione

L'Intervista

In relazione ai recenti fatti di cronaca si evidenziano numerosi suicidi legati all'aggravarsi della crisi economica in atto, ce ne parla il neuropsichiatra Francesco Fioroni. 

Che tipo di relazione può esserci tra crisi economica e suicidio?
Studi clinici epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso 'effetto domino' con comportamenti psicopatologici di tipo etero aggressivo, come ad esempio aggressività verso i propri familiari o a comportamenti autosoppressivi con o senza atteggiamenti dimostrativi di spettacolarizzazione. 
La crisi economica, che colpisce i lavoratori licenziati ma anche gli imprenditori falliti, e inoltre le crisi sentimentali, le separazioni e i divorzi sono fatti che toccano tutti nel corso della vita ma i più fragili non reggono lo stress e il dolore, e questo si traduce nel drammatico dato di 4.000 suicidi ogni anno in Italia.

Questi dati  potrebbero crescere nei prossimi anni?

In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio vengono riportati  dati allarmanti: nel mondo ogni anno si stimano un milione di morti per suicidio, un tasso di 14,5 ogni 100.000 abitanti, e in Italia negli ultimi 30 anni si registra un aumento continuo, con picchi a meta' degli anni '80 e a meta' dei '90. Nel 2000 circa un milione di individui ha perso la vita a causa del suicidio, mentre un numero di individui variabile da 10 a 20 volte più grande ha tentato il suicidio. Ciò rappresenta in media una morte per suicidio ogni 40 secondi ed un tentativo di suicidio ogni 3 secondi. Questo porta a concludere che muoiono più persone a causa del suicidio che per i conflitti armati di tutto il mondo e per gli incidenti automobilistici, morti verosimilmente correlate all'abuso di bevande alcoliche e droghe.
La crisi economica si fa sentire in tutta la sua durezza e, molte volte, diventa impossibile da superare soprattutto dal punto di vista psicologico. La soluzione, in 34 casi da inizio 2012, è stata solo una: il suicidio. Ma cosa c’è dietro questo fenomeno? Lo si può paragonare a quanto accaduto in France Telecom tra il 2008 ed il 2009? E, soprattutto, c’è un rischio emulazione?

Tra le cause indubbiamente in questi ultimi due anni ha un ruolo cruciale la crisi economica, tra operai e impiegati licenziati e imprenditori in difficoltà. Ma poi contano molto le perdite relazionali: i lutti, e soprattutto separazioni e divorzi, sempre in crescita e non più surrogati dalla presenza della famiglia che in passato era un cuscinetto fondamentale per affrontare le difficoltà. Quindi tutto lascia pensare che il numero dei suicidi potrebbe aumentare negli anni prossimi.

Esistono cause specifiche nel comportamento suicidario?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera il suicidio come un problema complesso, non ascrivibile ad una sola causa o ad un motivo preciso. Sembra piuttosto derivare da una complessa interazione di fattori biologici, genetici, psicologici, sociali, culturali ed ambientali.

Esistono differenze di genere?

Ad avere tendenze suicide sono soprattutto i giovani maschi con un rapporto di 3 a 1 rispetto alle donne, con il nord est e la Sardegna zone statisticamente piu' a rischio del resto del paese. Un particolare campanello d'allarme viene dai piu' piccoli: in una ricerca italiana condotta sul fenomeno del suicidio infantile dal 1980 al 2007 sono stati  registrati 374 suicidi tra bambini dai 10 ai 14 anni. Un dato allarmante, su cui non si interviene e non si sa nulla.

 Quali tipi di intervento di prevenzione possono essere messi in atto contro il fenomeno del suicidio?

In questo caso servono investimenti che migliorino i servizi sul territorio che sono pochi e male organizzati. L'obiettivo principale è quello di offrire un sostegno alle persone che vogliono tentare o hanno tentato in passato il suicidio, e a quelle che hanno perso un caro per suicidio. Attualmente le incertezze economiche aumentano il carico psicologico legato all'incertezza esistenziale e così risulta un aumento del consumo di farmaci antidepressivi, cresciuto di oltre quattro volte in una decade.

Quali consigli pratici possono essere messi in atto?

Il consiglio per chi è in difficoltà è rivolgersi con fiducia, ai primi segnali di disagio, al proprio medico di famiglia o meglio ancora, a uno specialista psichiatra, un ruolo fondamentale è rivestito  dalla sensibilità dei familiari spesso sono gli stessi ad attivarsi ai primi sintomi di malessere. Oggi abbiamo un vantaggio rispetto al passato ovvero poter affrontare la sofferenza mentale con minor vergogna, maggior scientificità e migliori opportunità di cura.

 
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