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Home L'Intervista Riccardo Zampagna: "La vittoria della Ternana vale doppio. I colori rossoverdi li porto nel cuore"
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Riccardo Zampagna: "La vittoria della Ternana vale doppio. I colori rossoverdi li porto nel cuore"

L'Intervista

Nato a Terni nel novembre del 1974, ha mosso nella sua città i primi passi da calciatore con la maglia della Virgilio Maroso, dell'Amerina e della Pontevecchio in serie D, prima di spiccare il volo come calciatore professionista. Una carriera che lo ha portato, oltre a vestire i colori della squadra della sua città, la Ternana, fino alla serie A dove il suo modo di giocare e segnare ha impressionato tutti, tifosi e addetti ai lavori dell'Atalanta e del Messina. Nel 2010 però, questo ragazzone semplice, dallo sguardo deciso e un fisico possente, ma dallo spirito leale e un cuore grande come le sue spalle, capisce di non voler più far parte di ciò che è diventato il calcio e nonostante un contratto in C2 con la Carrarese, decide di interrompere la sua carriera da calciatore e appendere gli scarpini al chiodo. Riccardo torna così da dove era partito, ritorna nella sua Terni. Rileva una tabaccheria a Piazza Tacito e si schiera con la squadra dei tifosi rossoverdi, i Primidellastrada, nel campionato amatoriale di calcio a 11 della Uisp. Da ternano, come tanti ternani, resta legato ai colori rossoverdi e anche lui festeggia il meritato e tanto atteso salto in serie B della Ternana. A seguire l'intervista di Riccardo Zampagna rilasciata a La Goccia.

Riccardo Zampagna, era difficile pronosticare una vittoria simile..

"Devo essere sincero, non mi aspettavo che la Ternana potesse vincere il campionato in questo modo. Prima dell'inizio di questa stagione, avevo visto l'ultima partita dello scorso anno, i play out contro il Foligno che sono costati la retrocessione sul campo (Ternana poi ripescata ndr). Invece in estate è stata creata una buona rosa e si è subito creato un ottimo gruppo. In campo ho visto giocare una squadra che a volte ha fatto divertire, a volte no, ma questo fa parte del calcio e che comunque è rimasta sempre unita. Vincere, poi, quando tutti i giocatori hanno un contratto in scadenza il prossimo giugno non è facile. Ho vissuto anche io queste situazioni e so che in certi casi c'è anche chi tira indietro la gamba. Alla Ternana non è stato così, tutti hanno dato il massimo e per tali motivi questa vittoria non è come tante altre, ma vale il doppio".

Toscano che meriti ha in questi vittoria?

"In campo vanno i giocatori, è vero, ma il mister in questo caso ha fatto un buon 50 per cento. Ha saputo fare la differenza sia dal punto di vista tattico che quello mentale, motivando al meglio ogni giocatore della squadra".

E' stata la vittoria del gruppo, ma chi secondo te si è distinto nei vari reparti?

"L'esperienza di Ambrosi è stata fondamentale, così come la presenza di Pisacane in difesa. In mezzo al campo sono andati tutti benissimo da Carcuro, Miglietta fino a Diandà. In attacco mi è piaciuto molto Litteri, un talento che ancora deve esplodere e poi la fantasia e la tecnica di Nolè. Da Sinigaglia mi aspettavo qualcosa in più. Lui è un giocatore di categoria superiore e in Prima divisione ha fatto quello che era scontato facesse uno come lui. Per le caratteristiche che ha, poteva fare molto di più".

Cosa c'è da cambiare nella rosa per affrontare la serie B?

"La Prima Divisione e la serie B sono come il giorno e la notte per tanti motivi: qualità, quantità, fisicità dei giocatori e durata delle partite. Serve una rosa ampia di 30 giocatori di qualità per cercare di vincere. Come primo anno la Ternana dovrà puntare alla salvezza, ma non sarà facile. Nel calcio niente e scritto: c'è chi vince la C1, mantiene la stessa rosa e poi in B si salva, però è sempre meglio correre ai ripari perchè quello cadetto è un torneo davvero difficile".

Che impressione ti ha fatto rivedere così tanti tifosi al Liberati?

"A Terni c'è tanta voglia di calcio. In questa città i tifosi nascono e crescono con le Fere, questa squadra è fondamentale per chi vive a Terni e per troppo tempo e per le varie vicissitudini, il tifo è rimasto soffocato. Vedere adesso 10mila tifosi al Liberati è stato bellissimo". 

Per te cosa significa vedere la Ternana in serie B?

"Mi ricordo nel 2004, quando io giocavo in serie A con il Messina, dovevamo affrontare la trasferta a Palermo e nello stesso momento in serie B c'era il derby tra Ternana e Perugia. Ho sofferto davvero tanto per il fatto che non potevo assistere a quella partita. Io sono nato a Terni e questi colori li porto sempre dentro. Ogni volta che vado al Liberati mi tornano in mente tutti i campionati giocati qui nelle giovanili e poi quell'anno in serie B. Per un calciatore ternano, giocare nella Ternana è il massimo e io sono stato fortunato. Tornerei anche domani a vestire questa maglia, però ho fatto la scelta di abbandonare il calcio e sono ancora convinto di aver preso la decisione giusta".

 
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