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Tutto quel che c'è da sapere sull'Imu. Intervista al dottor Sandro Paiano

L'Intervista

In tanti, tutti gli interessati, la giudicano come l'ennesimo balzello messo lì per risanare il bilancio dello Stato, che si presenta come una vera e propria salassata per le tasche degli italiani. Stiamo parlando dell'Imu, la spada di Damocle alla quale non ci si potrà sottrarre a partire da giugno prossimo. Viste le continue e progressive modifiche al provvedimento che sono in corso in questi giorni, il parere di un esperto è fondamentale per capire che cosa ci aspetterà. Abbiamo intervistato Sandro Paiano, noto commercialista di Perugia, di lunga ed importante carriera, che ha uno studio associato e ha ricoperto, tra le altre cose, la carica di presidente dell'Ordine dei Commercialisti.

Può spiegare, per chi ancora non lo sapesse, che cosa è l'Imu?

"E' una new-entry nella babele di tasse e sinceramente, credo che nessuno ne sentiva la mancanza o il bisogno, non solo per la naturale diffusa allergia a questo genere di balzelli, ma anche per la sua “natura” patrimoniale, per l’onerosità, per l’ingresso nel sistema fiscale italiano in una fase storica di gravissima crisi economica e di difficoltà delle famiglie che fanno fatica a sbarcare il lunario. L'Imu è l’acronimo di Imposta Municipale Unica, ma anche in questo è una singolarità, per usare un eufemismo, perché non si capisce quale sia l’unicità, atteso che sostituisce solo l’Ici e non anche altri oneri, balzelli e tasse locali".

Che differenze contiene rispetto alla vecchia Ici?

"Per capire le differenze con l’Ici è un’impresa, al momento, perché è una normativa ancora in elaborazione, nonostante sia già imminente il primo appuntamento per pagare, ed è veramente una cosa assurda e intollerabile. La confusione è a livelli altissimi, la gente vuole capire e noi professionisti non possiamo dare alcun contributo proprio per la mancanza di norme certe e definitive. L’unica certezza è che bisognerà pagare molto di più".

Quanto secondo lei l'Imu servirà a risollevare le casse dello Stato?

"In realtà è destinata a risollevare sia le casse dello Stato, che quelle dei Comuni. Ci sarà una spartizione per ovviare al problema dei sempre più ridotti trasferimenti. Ma che si tratti dello Stato o degli Enti Locali la situazione non può essere mai risolta con inasprimenti fiscali se non si mette mano seriamente alla riduzione degli sprechi. Poi in una situazione di scarsissima liquidità, sia per le imprese che per le famiglie, è veramente difficile ottenere maggiori entrate. Nella migliore delle ipotesi con aumenti di aliquote ed aggravi vari ci potrà essere una invarianza di gettito."

Secondo lei quanto peserà sulle famiglie?

"L’incidenza è ancora difficile da stimare per via delle numerose variabili che incidono, a parte l’aliquota che ciascun Comune deciderà di applicare. Circolano invece numeri abbastanza impressionanti per l’impatto che avrà sulle imprese, si parla di un incremento che va dal 60 a oltre il 100% rispetto all’ICI a seconda delle aliquote stabilite dai Comuni (la minima è 7,6 per mille e la massima 10,6 per mille). Altro interrogativo che “mette pensiero” è la revisione del catasto. Non è difficile ipotizzare che i valori di riferimento lieviteranno e di conseguenza la mazzata Imu  potrà essere letale per molti".

Perché secondo lei ogni volta che si parla di provvedimenti anti-crisi si intaccano sempre i beni di prima necessità (come la casa),  che è un valore aggiunto e non un onere per lo Stato. Non si capisce come mai si debba inserire una tassa per il solo possesso!

"Vede, secondo me, non è solo un problema di scelte ideologiche, ma più semplicemente di misurabilità. E non servono i Professori o i tecnici, basta un ragazzo di scuola media che sa usare la calcolatrice. Gli immobili si sa quanti sono (a parte quelli abusivi), così come si conoscono bene i dati delle autovetture che circolano nel Paese, per cui basta una semplice moltiplicazione ed il gioco è fatto: so in anticipo quando incasso facendo in un modo piuttosto che in un altro. Ecco perché si punta sempre agli immobili, alla benzina, alle sigarette. E’ condivisibile lo stupore per la tassazione basata sul possesso del bene casa, ma ancor più grida vendetta il fatto che per la quasi totalità delle famiglie e dei contribuenti l’acquisto di immobili è fatto con redditi già tassati, e/o con mutui che oggi sono diventati molto onerosi per l’aumento dei tassi di interesse, per cui almeno la prima casa dovrebbe essere risparmiata da ulteriori tassazioni e vessazioni".

Perché secondo lei il Governo in questi giorni, modifica in continuazione il provvedimento? 

"Le modifiche continue al provvedimento istitutivo dell’Imu denotano un livello dilettantistico di chi sta gestendo (governando) l’operazione. Pur con tutta la comprensione possibile e l’urgenza di fare cassa, non è mai accaduto che in prossimità della scadenza dei pagamenti non si conoscano i fondamentali, ossia le aliquote applicabili, né le modalità di pagamento (due o tre rate)".

Come la sua categoria può intervenire a sostegno dei contribuenti?

"Data la farraginosità ed il “work in progress” è veramente arduo riuscire a dare assistenza, a fornire consulenza qualificata e puntuale ai contribuenti. Da considerare, inoltre, le difficoltà per l’aggiornamento professionale, nonostante gli sforzi del Consiglio Nazionale dei Commercialisti e del nostro Ordine locale per mettere in piedi corsi di aggiornamento, per emanare circolari informative a ripetizione. Ma il nostro mestiere è questo, il nostro Paese è questo, il nostro Governo per ora è questo e bisogna fare di necessità virtù. La categoria dei Commercialisti è in trincea anche per l’Imu e comunque a disposizione per consentire l’applicabilità anche di questa nuova tassa come per tutte le altre leggi tributarie dello Stato e degli Enti Locali".

 

 
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