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“Con il centrodestra Todi ha voltato pagina", il sindaco uscente Antonino Ruggiano rinnova la sfida

L'Intervista

Il cambiamento politico quasi radicale di Todi alle elezioni di cinque anni fa, gli interventi attuati nella legislatura arrivata ormai alla fine, i progetti da mettere in atto nella prossima, qualora il voto dei cittadini dovesse risultare ancora favorevole. E poi ancora, le sfide proposte da un futuro caratterizzato da una crisi economica nazionale, i giovani e l’Umbria. Di tutto questo, in una intervista esclusiva per “La Goccia”, parla Antonino Ruggiano, attuale sindaco uscente di Todi e ricandidato alle prossime elezioni di maggio con il suo gruppo di centrodestra, coeso più che mai nelle tre liste “Popolo della libertà”, “Antonino Ruggiano sindaco” e “Cattolici uniti per Todi”.

Torniamo a cinque anni fa quando Todi decide di voltare pagina e passare da Catiuscia Marini a Antonino Ruggiano, dal centrosinistra al centrodestra. Perché secondo lei è accaduto questo?
“Semplicemente perché Todi era stanca dell’amministrazione della sinistra, del modo vecchio e stantio con cui veniva gestita la città e con cui ancora oggi viene gestita l’Umbria a e gran parte delle province regionali. A Todi tutto era incentrato sul settore pubblico. L’ente locale governava ogni singolo aspetto della vita. I cittadini erano stanchi di amministrazioni ossessive, di leggi e regole opprimenti”.

Cinque anni di legislatura, quali sono stati gli interventi più importanti?
“Sono davvero tanti è anche difficile ricordarli tutti. Ciò a cui tengo molto è il lavoro svolto per il centro storico che siamo riusciti a riportare in vita con una serie di interventi messi in piedi per la sua valorizzazione: dalla gestione del traffico al ricollocamento degli uffici. In tema di tagli abbiamo ridotto la spesa corrente di milioni di euro, ridotto il personale pubblico di 50 unità e eliminato affitti passivi al punto che il Comune adesso non spende neanche un euro per questa voce. Importante è stato aver vinto la gara per il nuovo depuratore, aver ottenuto riscontri positivi dal contratto di quartiere con 29 milioni di investimenti tra pubblico e privato e altri 7 dal bando di ristrutturazione del centro storico. Poi ancora ci siamo impegnati per la raccolta differenziata e il servizio porta a porta, aperto musei e dato vita al corpo di protezione civile. E tutto questo lo abbiamo fatto con entusiasmo e con amore per la città, impegnandoci a fondo per il bene dei cittadini. Lo dimostra il fatto che tra le tante misure di risparmio effettuate, siamo tra i pochi comuni in Italia a non aver tagliato neanche un euro nella spesa per il sociale riservata ai poveri, agli emarginati, alle classi svantaggiate”.

Con quale programma elettorale si ripresenta alle prossime elezioni?
“Vogliamo proseguire sulla strada intrapresa. Ridurre la spesa del personale, valorizzare gli immobili e le proprietà comunali, concludere il terzo step del polo museale riservato a Piero D’Orazio, maestro di arte moderna, sviluppare le frazioni limitrofe e il turismo che nell’ultimo periodo è incrementato grazie alle tante manifestazioni create praticamente dal nulla. C’è ancora tanto da lavorare ma tutto va fatto nella prosecuzione del lavoro svolto. E’ il momento insomma per noi e per Todi di raccogliere i frutti di questi primi 5 anni. Abbiamo fatto più del massimo e con questi programmi la squadra del consiglio comunale si ricandida con grande entusiasmo. Nelle nostre liste sono entrate anche persone provenienti dai partiti di sinistra che hanno capito come importante non sia fare politica, ma fare il bene dei cittadini”.

La sfida più importante da vincere è forse quella con la crisi economica
“E’ sicuramente la sfida più difficile. Ma non riguarda solo Todi o gli altri comuni, riguarda l’Umbria e colpisce soprattutto i giovani. La regione non sa in quale settore strategico investire, non c’è una strategia, manca una cabina di regia in grado di indirizzare tutti gli sforzi delle varie realtà dell’Umbria, comuni compresi, verso un’unica direzione. Questo è il forte handicap dell’Umbria che va assolutamente risolto. Ne va del futuro dei giovani e dell’economia regionale”

In una frase: perché Todi dovrebbe votare ancora per Antonino Ruggiano?
“I cittadini di Todi sono intelligenti e sanno quello che devono fare”.

 
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