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Umbri, popolo di giocatori. Ne parliamo con il neuropsichiatra Francesco Fioroni

L'Intervista

In Italia si è passati dalle 3 occasioni di gioco autorizzato alla settimana degli inizi del '90 con totocalcio, lotto e scommesse ippiche, alle 15 occasioni di gioco nel 2006: 10 settimanali,  più lotterie istantanee, sale bingo con oltre 200 sale, slot machine (con oltre 200.000 apparecchi diffusi in tutto il territorio nazionale), sale scommesse (circa 1.400), scommesse on line con carte prepagate. Inoltre, con il decreto Bersani, la proposta di giochi è  aumentata ulteriormente. Ne parliamo con il neuropsichiatra Francesco Fioroni.

L’Umbria è la Regione dove vengono spesi più soldi per il gioco d’azzardo, c’è un motivo specifico?

 In Umbria abbiamo dei riscontri storici del gioco d'azzardo sia negli ambienti aristocratici sia in quelli popolari e questo costituisce una predisposizione antropologica e culturale al gioco d'azzardo legale ed illegale, comunque dobbiamo considerare che il trend di crescita del gioco autorizzato nel nostro Paese è sicuramente attribuibile anche agli impulsi generati dalle manovre economiche.

Nell’era multimediale il giocatore d’azzardo cambia faccia: mentre prima era facilmente individuabile, “segregato” nei luoghi a lui deputati, ora chiunque sia in possesso di un computer, di un collegamento a internet e di una carta di credito può essere un giocatore compulsivo. Il gioco on-line è pericoloso?

Il gioco on line è estremamente pericoloso in quanto il giocatore nella solitudine della propria casa non ha freni, né inibitori né di tipo pratico: ha infatti 24 ore su 24 la possibilità di accedere al gioco senza incorrere nello sguardo giudicante degli altri. Viene in questo modo a mancare anche la funzione socializzante del gioco, che diviene un rituale solitario e, facilmente, una compulsione. Anche qui, come nelle altre net-patologie, si crea un circolo vizioso in cui il soggetto rimane incastrato, trascurando i rapporti sociali e familiari.

Cosa porta un soggetto a tentare continuamente la fortuna?

Il giocatore patologico mostra una crescente dipendenza nei confronti del gioco d'azzardo, aumentando la frequenza delle giocate, il tempo passato a giocare, la somma spesa nel tentativo di recuperare le perdite, investendo più delle proprie possibilità economiche e trascurando i normali impegni della vita per dedicarsi al gioco.

Nonostante ci si renda conto che non vi sia un guadagno ma anzi una perdita consistente perché si continua a sfidare la Dea Bendata? In che cosa consiste nel giocatore d'azzardo il termine comportamento compulsivo?

I giocatori compulsivi (o patologici) sono  quegli individui che si trovano cronicamente e progressivamente incapaci di resistere all'impulso di giocare. Il loro comportamento compromette e distrugge le loro relazioni personali, matrimoniali, familiari e lavorative. In questi casi il giocatore è eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo per esempio, il soggetto è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a valutare o pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare i modi per procurarsi denaro con cui giocare e ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato.

È possibile per un giocatore compulsivo ridurre o interrompere il gioco d’azzardo?

Chi gioca d’azzardo tende a sfuggire problemi esistenziali e tende ad alleviare un umore disforico, per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione e dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora, rincorrendo le proprie perdite. Pertnto il tentativo di ridurre, controllare il gioco d'azzardo avviene sempre senza successo.

I familiari lamentano che quando scoprono un loro membro dedito al gioco d'azzardo, questi tende a minimizzare il problema.

Il giocatore d'azzardo mente ai membri della propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo e fa affidamento sugli altri per reperire il denaro per alleviare una situazione economica disperata causata dal gioco come default finaziario individuale che richiede una “operazione di salvataggio.

Che problemi può comportare per una persona e quanto si può diventare schiavi di questo vizio?

Il Gioco d'Azzardo Patologico (GAP) è una malattia mentale che è stata classificata dall'Associazione Psichiatrica Americana (APA American Psychiatric Association) all'interno dei "Disturbi del controllo degli impulsi" e che ha grande affinità con il gruppo dei Disturbi Ossessivo-Compulsivi (DOC) e soprattutto con i comportamenti d'abuso e le dipendenze. Il gioco d'azzardo patologico è un disturbo del comportamento che, anche se rientra tuttora nella categoria diagnostica dei disturbi ossessivo-compulsivi, ha in realtà una grande attinenza con la tossicodipendenza, tanto da rientrare nell'area delle cosiddette "dipendenze senza sostanze".

Si tratta di soggetti tendenzialmente dissociati, come se avessero una doppia Personalità ?

Questa patologia comporta una disregolazione dei propri affetti e una incapacità ad utilizzarli adeguatamente nei contesti interpersonali. I soggetti malati di GAP ricorrono al comportamento dipendente, e questa condotta è essa stessa in qualche modo un sintomo dissociativo volto a modulare gli stati affettivi ed allontanare emozioni non elaborabili, avvertite come traumatiche e sopraffacenti. Tutto  questo può comportare in questi soggetti azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo

Si possono riscontrare comportamenti violenti?

Spesso la situazione economica debitoria induce ulteriori comportamenti illeciti al fine di procurarsi il denaro necessario per continuare a scommettere spesso possono commettere azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo

Possono essere gravemente colpite le famiglie di chi è affetto dalla “febbre del gioco”?

Il 'Gioco d'azzardo patologico' (GAP) e' il sintomo di una malattia psichica compulsiva che si manifesta con disturbi dell'affettività gravi, disadattamento alla realtà e gravi forme di autolesionismo. Lo stabilisce una ricerca universitaria, finanziata dalla Regione Toscana che evidenzia come il GAP sia un disturbo che si puo' manifestare in diversi contesti culturali, economici e relazionali. La tipologia di gioco d'azzardo più comune è quella da scommesse, con ben il 43,75% dei casi che presentano una dipendenza da punti Snai (dove si effettuano soprattutto giocate su cavalli e calcio). Ma è elevata anche la prevalenza della dipendenza da slot-machine (15,6%). E' alto, inoltre, in questi pazienti, il livello di "dissociazione", cioé  un'alterazione della coscienza che comporta una disconnessione dalla realtà esterna (disturbi dissociativi descritti nei manuali di diagnosi psichiatrica).

 Quali trattamenti possono essere proposti nel gioco d'azzardo patologico?

Un elemento fondamentale dell'intervento terapeutico consiste in un lavoro profondo di psicoterapia che possa ricostruire le dinamiche relazionali dell'infanzia e che consenta di prendere coscienza di come alcuni aspetti disfunzionali possano compromettere la possibilità di costruire relazioni affettive profonde e durature nella dimensione adulta del soggetto. Per quanto riguarda il trattamento psicofarmacologico si utilizzano antidepressivi di nuova generazione associati a stabilizzanti dell'umore che presentano un'efficacia solo in un terzo dei casi trattati.

Quanto sono presenti i servizi sanitari nel dare risposte a queste persone, e cioè vi sono dei centri o dei punti d’ascolto per queste persone?

E'  auspicabile che il governo, i tecnici e i gestori delle attività di gioco si siedano intono ad un tavolo per giungere alla stesura di un protocollo di intesa per l'adozione di un politica di 'Gioco Responsabile', analogamente a quanto già promosso in altri paesi europei ed in linea con la politica avanzata dalla European Association for the Study of Gambling – Easg". In quanto soltanto da una concertazione sulle strategie complessive da attuare nei confronti del gioco, si possono creare delle misure di tutela. E' di pubblico interesse per la nostra Regione il convegno del 30 marzo prossimo al museo Santa Croce di Umbertide “ Il gioco d'azzardo patologico: la cura oltre l'eccesso” e proprio in quest'ottica l'Istituto Prosperius di Umbertide, clinica di riabilitazione integrata, è intenzionato a promuovere un percorso di sostegno e cura per chi è affetto da gioco d'azzardo patologico ed attualmente sta valutando  i modi ed i tempi più adeguati per un intervento mirato ed adeguato.

 

 

 
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