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Controlli anti-evasione anche in Umbria, il punto del Comandante regionale Gdf, Generale Cuneo

L'Intervista

Si chiama effetto Cortina, che è diventato anche effetto Milano. Come in tutta Italia la nostra regione non è immune dalla lotta all'evasione che con il Governo Monti sta diventando più pressante e presente sul territorio. Così le cronache ci riferiscono quotidianamente di operazioni della Guardia di Finanza di repressione del fenomeno.
Ci spiega meglio il Comandante regionale dell'Umbria, il Generale Fabrizio Cuneo.

Ultimamente i controlli e le azioni delle Fiamme Gialle, si sono intensificati, verso chi e cosa sono diretti?

"Noi partiamo da due presupposti, dalla selezione dei casi di evasione sostanziale, ovvero dall'individuazione dei veri e grandi evasori, che una volta scoperti portano sicuramente ad un recupero di denaro tale da incrementare notevolmente le casse dello Stato. Poi lavoriamo anche nella selezione degli obiettivi. In questo caso abbiamo ritenuto importante rinforzare la collaborazione anche con altri soggetti come l'Agenzia delle Entrate, l'Ordine dei Commercialisti e l'Autorità Giudiziaria. Stiamo avendo ottimi risultati".

Quale è la situazione umbra?

"La lotta all'evasione non è una novità per noi, è il nostro impegno da quando esiste il Corpo della Guardia di Finanza. È comunque vero che abbiamo intensificato i controlli che sono diretti in maniera trasversale verso diversi settori, come l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, il mancato rilascio degli scontrini fiscali, la fraudolenza nelle vici di bilancio. In Umbria i parametri sono più bassi rispetto al resto del Paese, ciò non vuol dire che non ci sia tendenza ad evadere. Non siamo un'isola felice."

Come fate ad individuare gli evasori?

"Le tecniche si sono affinate, abbiamo a disposizione metodologie all'avanguardia e sono convinto che se si può sfuggire nel breve periodo, nel medio e lungo periodo è impossibile. Prima o poi arriviamo a tutti. "

Crede sia possibile che la crisi si possa superare anche con la lotta all'evasione?

"Un fatto è certo. Con la crisi aumenta la propensione a commettere l'illecito. La nostra azione è motivata non soltanto ad aumentare le casse dello Stato, siamo vigili sentinelle per garantire il regolare funzionamento del mercato, per contrastare i casi di concorrenza sleale. Ad esempio, chi non paga i contributi può abbassare i prezzi e essere concorrenziale. Questo è il nostro contributo per combattere la crisi."

È vero che l'attenzione delle Fiamme Gialle si dirige verso l'indebito utilizzo delle prestazioni sociali agevolate? Insomma verso chi denuncia falsi redditi per avere sconti nei servizi sociali come asili, scuole, università, sanità o quanto altro?

"Certo. L'illecito non avviene soltanto in grandi ditte o società, è a tutti i livelli. La lotta all'evasione è un fenomeno complesso che si contrasta con la repressione e con la cultura della legalità."

Dunque la vera arma è la cultura della legalità.

"Si. siamo convinti che il nostro lavoro quotidiano sia un investimento per il futuro. La legalità deve essere insegnata soprattutto ai giovani, per questo abbiamo avviato numerose collaborazioni con l'Ufficio Scolastico Regionale e l'Università per diffonderla tra i ragazzi"

 
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