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Paolucci: "Sono i giovani gli Angeli della Marcia"

L'Intervista

Strumenti alla mano, sorriso in bocca e tanta gioia all’Associazione “La Marcia degli Angeli”, gestita da Luciano Paolucci, il papà del piccolo Lorenzo, ucciso dal tristemente noto mostro di Foligno. Un mix perfetto di solidarietà e arte fanno di questa associazione un vero e proprio punto di riferimento per tutti quei bambini costretti a subire abusi o molestie. “Il nostro compito – spiega Paolucci - è quello di aiutare il prossimo cercando non solo di garantirgli un sostegno psicologo e legale (in tutto sono cinque gli psicologi e sei gli avvocato, ndr.), ma anche di donargli gioia e felicità attraverso la musica”. Poche stanze, ma ben attrezzate, fanno di questo posto un luogo di quiete, in cui la gioia della vita può essere assaporata ascoltando le risate dei ragazzi intenti a suonare, a scherzare o semplicemente a bersi una bevanda calda per scacciare il freddo e riscaldare il cuore. E come sottolinea Paolucci “la forza di questa Associazione sono i giovani. Con la loro voglia di fare e il loro animo allegro sono infatti migliori di cento adulti e riescono a coinvolgere anche tutti coloro che non hanno avuto un’infanzia felice”. 

Tra poco per tutti coloro che vorranno imparare a dipingere sarà aperto anche un corso di pittura, così che i giovani possano divertirsi in maniera sana. “Le spese sono numerose – si lascia sfuggire il patron della Marcia degli Angeli – e le donazioni purtroppo scarseggiano” non è quindi tutto idilliaco come si crede, ma una lotta continua per mantenere in piedi questo nobile progetto. Sono tutti invitati a contribuire per aiutare i meno fortunati, donando così un sorriso a chi per  troppo tempo ha versato lacrime amare. “Elementi essenziali comunque per sostenere questi bambini non è solo il denaro, ma la gioia del cuore. Scacciare tutti pensieri brutti che ogni giorni governano il mondo e sostituirli con il sorriso e la volontà di guardare avanti”. Un’associazione che nasce dall’impegno di Luciano Paolucci nel 1994. Un uomo che ha tramutato il dolore della perdita di un figlio nella forza di aiutare tutti quei bambino costretti a subire degli abusi inenarrabili. Secondo il papà di Lorenzo, infatti, “è necessario prendersi cura di questi piccolini, così che non si tramutino in futuri Luigi Chiatti. Chiunque, infatti, subisca abusi, se non aiutato potrebbe da adulto commettere gli stessi crimini”. Un Uomo forte che porta avanti una battaglia contro la violenza di soggetti deviati e si prodiga per bambini da un passato tetro e un futuro incerto. 

 
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