Get Adobe Flash player
Home L'Intervista Il questore di Perugia D'Angelo: Dobbiamo stare vicino alla gente
Condividi

Il questore di Perugia D'Angelo: Dobbiamo stare vicino alla gente

L'Intervista

Ha un curriculum di tutto rispetto. La maggior parte della sua carriera si è svolta a Roma dove ha avuto a che fare con criminali di primo pelo, la Banda della Magliana ad esempio. All’arrivo nella piccola Perugia, il nuovo questore, Nicolò D’Angelo, non ha creduto nemmeno per un attimo di avere a che fare con una situazione facile. Nonostante la piccola realtà del capoluogo, l’allarme sicurezza è forte e appena insediatosi nel suo ufficio al quarto piano della Questura, a Pian di Massiano, ha capito subito che occorreva mettere in campo un’azione complessiva di controllo e repressione di fenomeni come l’immigrazione clandestina e lo spaccio di sostanze stupefacenti.  Nicolò D’Angelo si è messo immediatamente in moto e in un mese e mezzo dal suo insediamento ha già ottenuto risultati notevoli.  Si è messo a disposizione della gente incontrando in prima persona i comitati cittadini per ascoltare da vicino le loro esigenze. Soddisfatto ce lo afferma nel corso della nostra intervista.

Come giudica la situazione di Perugia rispetto alle altre città dove ha lavorato?
"La lotta delle Forze dell’Ordine per il controllo della sicurezza deve essere costante in ogni città in cui ci si trova. Senza distinzione. Nell’arco di un mese e mezzo abbiamo ottenuto grandi risultati. Le basti pensare che sono stati rimpatriati più di cento clandestini. Nel novanta per cento dei casi si è trattato di cittadini che avevano già precedenti penali legati allo spaccio. La Polizia è stata impegnata in una serie di pattuglioni che devono servire da deterrente per chi viene in città per delinquere e a recuperare il senso di sicurezza tra i cittadini".

Ha avuto modo di notare che i perugini hanno paura a vivere tranquillamente la città?
"I perugini devono sapere che sono protetti e tutelati e il nostro lavoro costante sul territorio otterrà questo risultato. Presto o tardi ho intenzione di recuperare il loro senso di sicurezza".

Perché secondo lei Perugia è diventata il punto di riferimento per lo spaccio e delinquenza comune?
"I prezzi della droga che viene spacciata in città sono concorrenziali. Molti ragazzi arrivano qui perché sono attratti dal mercato, appositamente per spacciare o per consumare".

Lei parla spesso di sicurezza partecipata. Come la definisce?
"La sicurezza si ottiene grazie alla sinergia di azioni e di intenti. Deve coinvolgere tutti, dalle Istituzioni alle Forze dell'Ordine, per mettere in campo strategie condivise. Il confronto costante con le Amministrazioni è dunque fondamentale".

Che rapporto ha con i perugini?
"E' mia intenzione avvicinarmi a loro. Ho infatti cominciato a colloquiare e ad incontrare vari comitati che mi contattano per ascoltare le loro esigenze e i loro problemi. Ho appuntamenti fissati con tre o quattro al giorno. Ritengo che Perugia non abbia bisogno di essere militarizzata, non è un campo di concentramento". 

Che cosa devono fare secondo lei le Istituzioni?
"Devono intervenire in quelle zone dove la gente soffre il degrado urbano, ad esempio mettere in sicurezza gli edifici abbandonati che vengono occupati da senza tetto o spacciatori. Nel corso di numerosi pattuglioni ne abbiamo sgomberati molti, ma il Comune dovrebbe obbligare i titolari delle strutture a chiuderle bene e sigillarle, qualora non vengano utilizzate. Occorre potenziare la video sorveglianza in città e rivedere le ordinanze per il consumo di alcool".

Secondo lei, dopo le recenti scoperte di azioni e affari di mafia a Perugia, nel quartiere di Ponte San Giovanni, la gente si deve preoccupare anche di questo fenomeno?
"In Umbria non c'è controllo mafioso del territorio. Le infiltrazioni mafiose sono ovunque, ma non si può  parlare assolutamente di vera e propria presenza di mafia". 

 

 
Articoli Correlati
Seguici su Facebook    Seguici su Twitter    Feed Rss Atom    Seguici su Google +    Guarda i nostri video

HOME | MAPPA DEL SITO | POLITICA | ECONOMIA | CRONACA | CULTURA E SOCIETA' | SPORT | LIBRI | DIRITTO E ROVESCIO | CASI GIUDIZIARI

LOGIN | WEBMAIL | LA REDAZIONE