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Sempre caro ci fu lo Zibaldone. L'avvocato Gatti illustra la raccolta dello storico giornale

L'Intervista

Chi ha memoria storica della Perugia che fu, non può non ricordare (con affetto) lo Zibaldone, la pubblicazione nata negli anni '50 grazie alla volontà degli studenti del Liceo Classico Mariotti, fondata da Giovanni Tarantini insieme ad Eugenio Spagnoli. Un'esperienza rimasta nel cuore dei lettori ma anche degli attori di quel progetto. Attori che, in alcuni casi, hanno fatto del giornalismo la loro professione, altri invece sono diventati professori, presidenti della Corte d'appello, banchieri, politici e principi del foro. Come nel caso di uno dei direttori storici dello Zibaldone, l'avvocato Gerardo Gatti, che ben volentieri ricorda quegli anni e racconta la nuova pubblicazione che è stata presentata il 17 novembre , presso l'auditorium Santa Cecilia di Perugia.  "Giorgio Panduri  - svela l'avvocato Gatti - ha avuto l'idea di raccogliere tutti i numeri dello Zibaldone, dal 1952 al 1969. Ognuno di noi aveva qualche giornale in casa, Panduri (che con Patrizia Brutti ha curato la pubblicazione, ndr) li ha radunati e messi insieme,  e così è nata questa pubblicazione”.  Sempre caro ci fu lo Zibaldone, edito da Futura, è un libro con il quale si ripercorre la Perugia passata, vista attraverso gli occhi di studenti mossi dall'impegno civile. "Io - ammette Gatti - riscriverei ogni riga, mi riconosco in quelle idee", idee che a volte hanno creato qualche problema, "mi ricordo - racconta - che una volta il preside ci portò dal provveditore agli studi, Aldo Tornese, per un articolo che il Vescovo dell'epoca non aveva apprezzato.  Io spiegai che il nostro era un giornale regolarmente registrato in tribunale e che aveva un direttore responsabile, per cui se c'era qualcosa che non andava avrebbero dovuto seguire l'iter che si segue per qualsiasi altra pubblicazione e che fa riferimento alla legge sulla stampa. Tornese apprezzò la nostra determinazione e chiamò il cameriere di un vicino bar per farci portare paste e vermut". 

E se lo spirito in molti dei protagonisti dello Zibaldone è rimasto lo stesso, ad essere cambiata è la città. "Perugia è mutata molto, non solo sotto un punto di vista urbanistico. Allora eravamo poche famiglie e tutte si conoscevano tra loro. Nel tempo sono arrivate persone di altre città e regioni, arricchendo la nostra realtà. Sono convinto che quando il territorio viene "colonizzato", si abbia un miglioramento. Sono favorevole all'arrivo dei cervelli. Credo invece vi sia stata troppa tolleranza verso la criminalità che man mano ha invaso Perugia, centro e periferia". 
La Perugia di allora, le idee ancora attuali, uno spirito intatto. Tutto questo si ritrova nella pubblicazione che questi "giovanotti" hanno presentato  con l'introduzione di Lucio Biagioni ex redattore dello Zibaldone, Capo Ufficio Stampa della Regione, e gli interveti, tra gli altri, dei docenti universitari Cecilia Cristofori e Pier Giorgio Giacchè, e dei protagonisti  Massimo Bucchi, ex illustratore dello Zibaldone, giornalista de "la Repubblica"  uno dei più incisivi e graffianti vignettisti italiani, che ha regalato anche la copertina della pubblicazione, e ovviamente i curatori della pubblicazione e l’ex direttore, nostro Cicerone in questo viaggio, l’avvocato Gerardo Gatti. 

 

 
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