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Elezioni europee: intervista a Tommaso Consigli

L'Intervista

Abbiamo posto alcune domande al coordinatore umbro di Fare, candidato alle elezioni europee nella lista Alde. Tommaso Consigli si presenta: 
"Mi chiamo Tommaso Consigli. Ho 42 anni. Sono sposato con Cecilia. Sono nato a Città di Castello (PG) dove vivo e lavoro. Laureato in Economia e Commercio all'Università di Perugia dove ho anche concluso il Dottorato di ricerca in internazionalizzazione delle PMI. Ho conseguito il Master in Business Administration alla Solvay Brussels School of Economics and Management di Bruxelles. Sono un libero professionista. Svolgo la professione di dottore commercialista e revisore legale dei conti". 
Ha mai fatto politica?  
Allora, ho iniziato a fare politica in Fare per Fermare il Declino nel 2012. Ora sono il coordinatore di FARE della regione Umbria. Ma di sicuro non sono un professionista della politica. Ho il mio lavoro bello e faticoso a cui tengo molto. 
E questa candidatura alle elezioni europee con Scelta Europea? 
Io mi candido a queste elezioni europee nella circoscrizione centro che comprende Umbria, Marche, Lazio e Toscana. Mi candido da convinto europeista con FARE in Scelta Europea nella lista ALDE, Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, con presidente Guy Verhofstadt, ex premier belga dal 1999 al 2007. Quello che ha ridotto il rapporto debito pubblico/PIL del Belgio. Lo ha ridotto portandolo fino all'80% del PIL, partendo da oltre il 100%, senza toccare il welfare e l'istruzione. Mi permetta, noi di Scelta Europea, siamo gli unici ad aver indicato in maniera trasparente, il nostro candidato alla Commissione Europea. E appunto il nostro candidato è Guy Verhofstadt. Io credo che sia fondamentale portare anche in Europa una forza politica nuova che voglia davvero lavorare per il cambiamento dell'Italia e dell'Europa per ritornare ad un periodo di crescita economica. Una forza politica nuova che sia in grado didare ai cittadini italiani ed europei le risposte di cui questi hanno bisogno. Non credo che si possano trovare risposte nelle dissennate e disastrose soluzioni dei populisti e in quelle irresponsabili e superficiali del PPE e del PSE.
Quindi Lei è un europeista convinto? 
Ha detto bene. Io sono un europeista convinto. Sono convinto che la situazione economica attuale dell'Italia sia il risultato di venti anni di politiche sbagliate. 
La situazione italiana attuale quindi non è addebitare all'UE e/o all'Euro? 
Direi proprio di no. Allora ascolti, in tutte le classifiche internazionali sulla libertà economica ma anche sulla possibilità di fare impresa nel nostro paese facciamo ridere per non piangere. Le do due dati. Nella classifica internazionale sulla libertà economica Index economic freedom l'Italia è 86-esima su 178 paesi. Prima di noi troviamo Romania, Bulgaria, Armenia ma anche Guatemala e Barbados. In un'altra classifica internazionale, quella sul Doing Business della Banca Mondiale, siamo 65-esimi su 189. Prima di noi troviamo paesi come Ungheria, ancora Armenia, Panama e Colombia. Dico questo con tutto il rispetto per questi paesi ma capisce che il problema non può essere l'Euro e non può essere l'Europa. In Italia fare impresa è un'impresa. Tassazione, burocrazia e corruzione sono mali che soffocano la crescita economica. Ma sono mali italiani che soffocano le nostre PMI. Senza poi contare il fatto che i tassi di interessi che paghiamo sul debito pubblico sono bassi proprio perché siamo in Europa e abbiamo l'Euro. 
Quindi Voi di Scelta Europea non proponete di uscite dall'Euro?
Assolutamente no. Sarebbe la fine. Noi non vogliamo uscire dall'Euro vogliamo che più Euro entrino nelle tasche degli italiani. In Italia si è diffusa una visione negativa dell'Euro perché alla classe politica di governo fa comodo trovare un capro espiatorio. Fa comodo dare la colpa a qualcuno mentre in realtà la colpa è di chi ci ha governato in questi ultimi 20-30. Degli incapaci capaci di tutto. Dire è colpa dell'Euro o è colpa dell'Europa li, loro i governi degli ultimi 20 anni, autoassolve. Io credo che dobbiamo imparare a sfruttare i vantaggi e le opportunità che l'UE e l'Euro ci offrono. Noi sfruttiamo poco più della metà dei fondi europei. Gli altri paesi li sfruttano eccome. In Irlanda ci sono le Italian Highways che gli irlandesi hanno costruito con i soldi che noi abbiamo ricevuto e non avendoli spesi li abbiamo restituiti all'Europa. Questo è solo un esempio di occasione mancata dal nostro paese che gli altri paesi hanno saputo cogliere.  
Che cosa pensa delle altre forze che si presentano a queste elezioni europee? 
Il PPE di Juncker e il PSE di Schulz per me sono le due facce della stessa medaglia "conservatrice" che continuano a proporre austerità ma che non propongono soluzione per uscire dalla situazione attuale. Credo che i partiti del NO Euro, dalla Lega a Fratelli d’Italia, non si rendono conto o non si vogliono rendere conto, perché gli fa comodo, che i problemi italiani non derivano dall'Europa ma derivano dall'Italia medesima. Grillo poi non fa altro che urlare, dire cose non vere e non serie. Io credo che la vera strada non sia né quella dell’anti-europeismo tout-court e nemmeno quella dell’austerità del Fiscal Compact ma sia quella di una gestione corretta dell'economia nei singoli stati in un'Europa migliore e più moderna. 
Andiamo avanti. Qual è la sua visione dell'Europa? 
Io voglio una Europa diversa in Italia e in Europa. Un'Europa in cui i cittadini non siano considerati sudditi e in cui il lavoro sia veramente un diritto di tutti e non un privilegio di pochi. In cui ci siano valori come competenza, trasparenza e merito, per me fondamentali, che siano accettati e rispettati. Voglio che l'Europa diventi federale e che l'Italia, in questa Europa, possa avere un ruolo importante e possa essere degnamente rappresentata e altamente rispettata. E non derisa come spesso e troppe volte è accaduto in passato. Vede, in passato ma anche recentemente alcuni paesi hanno mostrato la tendenza a prevaricare altri paesi. Noi questo lo vogliamo evitare e per questo vogliamo che l'Europa sia veramente federale. Credo che sia fondamentale privilegiare la crescita economica con politiche adeguate, con una moneta unica forte e sostenibile e con mercato del lavoro veramente libero. Credo che dovremo agire per creare posti di lavoro e ridurre la disoccupazione. Dovremo trovare forme di tutela dei disoccupati, penso a sussidi di disoccupazione europei. Poi dobbiamo garantire la libertà di movimento dei cittadini europei. I cittadini europei devono essere liberi di muoversi dove vogliono in Europa. Questa mobilità deve essere garantita anche attraverso il riconoscimento dei titoli di studio all'interno dell'Unione. Voglio poi regole comuni in materia fiscale, finanziaria, economica e di bilancio per tutti i paesi dell'UE. La BCE deve poi diventare una banca federale. 
Che mi dice del problema dell'immigrazione, degli sbarchi e delle frontiere europee?
Quello degli sbarchi non è un problema italiano, portoghese, spagnolo e greco. Questo è un problema europeo. E' un problema che deve riguardare i 28 paesi dell'UE. Ritengo che insieme alla difesa e alla politica estera debba diventare materia di competenza dell'UE. Serve un Ministro europeo dell'immigrazione che gestisca il problema europeo degli sbarchi. Io penso che sia anche necessaria una gendarmeria comune europea che controlli le frontiere comuni con competenze doganali, di polizia e d'immigrazione e che, al tempo stesso, garantisca la libera circolazione dei cittadini e delle merci.
Faccia un appello. Perché il sig. Mario Rossi dovrebbe votare per Scelta Europea e dare a Lei la sua preferenza?
Il sig. Rossi dovrebbe votare per Scelta Europea nella lista ALDE e per il sottoscritto per almeno due buone ragioni. La prima è che Scelta Europea è l'unica lista che ha chiaramente indicato il candidato alla presidenza della Commissione Europea. E questo candidato è Guy Verhofstadt. La seconda è che il sottoscritto non è un professionista della politica e con la sua preferenza alla mia candidatura il sig. Rossi potrà essere sicuro del mio impegno a dare una forte e decisa rappresentanza in Europa alla parte più produttiva e moderna del nostro paese che vuole stare in Europa per realizzare un vero cambiamento, in Europa e in Italia, e per ritornare ad un periodo di prosperità economica. 
 
 
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