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"Perugia Domani" in appoggio ad Andrea Romizi: intervista al capolista Federico Mazzi

L'Intervista

Federico Mazzi è un giovane avvocato con l'ambizione di portare scompiglio nello stagnante panorama politico umbro. Capolista della lista civica "Perugia Domani", appoggia Andrea Romizi, candidato Sindaco di un'ampia coalizione di orientamento liberale che punta a rinnovare l'amministrazione del capoluogo di regione.
 
Signor Mazzi, perché "Perugia Domani" e da quali esigenze essa nasce?
Perugia Domani è l'espressione locale del movimento, liberale e liberista, di Fare per Fermare il Declino, fondato a suo tempo dal giornalista economico Oscar Giannino. In particolare, Perugia Domani è la sfida della politica laica, liberista, riformatrice e radicale fatta da uomini e donne che hanno il coraggio di usare parole quali liberalizzazioni, concorrenza, libero mercato, sburocratizzazione, efficienza dell'elefantiaco apparato comunale. E' la sfida degli uomini liberi contro chi ha fatto dell'immobilismo e della cultura "dell'aiutino" il proprio credo. È la sfida libertà individuale contro un'amministrazione locale di sinistra esclusivamente impegnata ad assicurarsi il voto dei garantiti, dei protetti e dei tutelati come esige la sua componente sindacale.
Come giudica l'esperienza della giunta Boccali e in generale delle amministrazioni di sinistra a Perugia?
Il fallimento della sinistra è sotto gli occhi di tutti. Imprese chiuse, scarsa capacità di attrarre i capitali, degrado sociale e potrei proseguire per ore. Ma questo è conseguenza del fatto che la sinistra perugina ha sposato un concetto di libertà collettiva a discapito di quello di libertà individuale: ci ha imposto la cultura per cui il gruppo prevale sul singolo e lo assorbe completamente, fino ad annullarlo. In altre parole: la colpa principale di questa, come delle precedenti amministrazioni di sinistra, è quella di averci fatto credere che per qualunque cosa si dovesse ricorrere esclusivamente a papà Comune e mamma Amministrazione. Scelta che ha prodotto effetti devastanti sulla città e sui cittadini. In primis, ha causato l'esplosione della spesa pubblica locale, che ha determinato, a sua volta, il raggiungimento di una fiscalità assolutamente insostenibile: basta considerare che nonostante la leva fiscale sia ormai arrivata al massimo consentito dalla legge, l'amministrazione – per alimentare il mostro della spesa pubblica – si vede costretta ad utilizzare sistematicamente lo strumento dell'anticipazione di tesoreria; strumento che ha carattere eccezionale e che ha costi elevatissimi in termine di oneri finanziari. Ma oltre all'effetto economico, vi è un effetto di carattere culturale ancora più devastante. Tale politica ha annichilito il merito e l'iniziativa individuale. La sinistra ha fatto sì che Perugia diventasse la città del "siediti ed aspetta" perché c'è qualcun altro che penserà e farà le cose al posto tuo. Questa politica, che poteva funzionare in tempi di vacche grasse, ora ha manifestato tutti i propri limiti.Il risultato: Perugia è agli ultimi posti nelle start up innovative giovanili, nella capacità di attrarre capitali ed investitori. Eccelle solo – tristemente – nella classifica dei fallimenti delle attività imprenditoriali.
Osservando l'offerta politica nel Capoluogo di regione, si nota la preponderanza di una linea che, grosso modo, tende ad allargare ulteriormente il perimetro della mano pubblica anche in ambito comunale, con promesse di maggiori servizi pubblici da offrire ai cittadini, su questo piano "Perugia Domani" come si pone?
L'ampliamento del perimetro dell'intervento della mano pubblica è funzionale alla cultura politica della sinistra che le ho descritto poco fa. Perugia Domani crede fermamente che un altro modello di città sia possibile: una città dove ognuno sia libero di potere fare le proprie scelte, di commettere errori; una città in cui chi ha un'idea si possa sentir libero di poterla sviluppare senza dover chiedere "l'aiutino" di nessuno; in cui l'impresa sia considerata per quello che: l'asse attorno al quale far crescere e sviluppare la città! Insomma, vogliamo realizzare il passaggio dalla città del "siediti ed aspetta" alla Perugia "dell'alzati e fallo".
Molti perugini lamentano da anni una carenza di manutenzione sul piano delle infrastrutture, divenuta vera emergenza soprattutto dal lato della viabilità, con strade ridotte a percorsi di guerra. La sua lista cosa propone in merito?
Il nostro programma prevede l'integrale rifacimento di 200 chilometri delle nostre strade. L'occasione è rappresenta dalla necessità di passare sotto il piano stradale la canalizzazione dei cavi in fibra ottica, tanto più che è oramai arrivato il tempo di mettere mano -radicalmente- al rifacimento della nostra principale infrastruttura cittadina. Nell'eseguire lavori del genere, l'occasione è quella giusta anche per rinnovare i sottoservizi, ovvero, per quanto di competenza del Comune, gli scarichi, così da non dover più intervenire, per i prossimi 30 anni almeno, con continue manutenzioni all'inseguimento dell'ultima rottura.
Altro tema caldo è quello della fiscalità locale, il quale include un sistema di servizi pubblici - tra cui lo smaltimento dei rifiuti - che nei fatti nascondono forme occulte di crescente tassazione. "Perugia Domani" ritiene che qualcosa si possa fare per alleggerire almeno a livello comunale l'ingente massa di balzelli che gravano sui cittadini e sulle imprese?
Le dico un numero: 37. Sono i soggetti – tra partecipate, fondazioni ed enti di varia natura – che il Comune di Perugia controlla. E sono soggetti che agiscono al di fuori di qualunque regime concorrenziale e che possono fare qualunque scelta gestionale (anche la più spericolata) con la consapevolezza che mai falliranno, perché il Comune – quindi noi – sta li a ripianare i debiti. Il tutto a discapito dei cittadini (che pagano imposte e tariffe per i servizi) e di chi produce una ricchezza reale per tutta la città: artigiani, agricoltori, imprenditori e liberi professionisti (che quando sbagliano falliscono, eccome). Perugia Domani si batterà in Consiglio per portare avanti un riassetto di tutti i servizi pubblici che passi attraverso una forte e coraggiosa politica di privatizzazioni e liberalizzazione dei servizi in una allo smantellamento di tutti gli altri soggetti, a partire dall'AFAS, controllati a vario titolo dal Comune. In questo modo, verranno liberati nuovi spazi di mercato per essere restituiti al regime di libera concorrenza e le risorse comunali - oggi usate in maniera totalmente improduttiva - torneranno ai cittadini in termini di maggiori e migliori servizi.
Infine, "Perugia Domani" si presenta in coalizione con altre liste appartenenti alla cosiddetta area moderata e sostiene il candidato Sindaco Romizi. Si tratta di una scelta puramente tattica, oppure essa presuppone un discorso strategico di ampio respiro, come il tentativo di rappresentare una solida alternativa alla storica egemonia della sinistra?
È stata una scelta di responsabilità fondata sulla necessità di poter offrire alla città una seria possibilità di alternanza di governo. Abbiamo creduto nella persona di Andrea per le sua indiscusse capacità umane oltre al rinnovamento generazionale e politico che rappresenta.
 
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