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La mamma di Fabrizio Catalano: "Otto anni senza arrendersi con il sogno di riabbracciarlo"

L'Intervista

"In questo momento sono svuotata. Otto anni di appelli, di comunicati stampa, di ricerche e attese con una sola speranza: riabbracciarlo!" Sempre senza resa, cercando Fabrizio". A parlare è Caterina Migliazza Catalano, mamma di Fabrizio di cui tutti abbiamo sentito parlare in questi anni, vuoi nelle trasmissioni televisive, come "Chi l'ha visto" di Rai Tre, vuoi per i numerosi appelli che la sua famiglia ha ininterrottamente pubblicato con ogni mezzo possibile da allora ad oggi. Anche un libro per cercare di sensibilizzare il pubblico alla ricerca del figlio. La ricorrenza di questi otto anni (e immaginiamo quanto è lungo l'arco di tempo di cui parliamo, considerando che l'attesa strazia il cuore anche solo per dieci minuti, quando un figlio scompare) è caduta proprio in questi giorni, precisamente il 21 luglio. Ma chi è questo ragazzo inghiottito dalla "Terra degli scomparsi"? Un mondo in cui indirettamente anche i suoi cari sono stati , per certi versi, risucchiati "Ho fatto di Fabrizio e del mondo assente degli scomparsi, il mio mondo - afferma Caterina - Ho assorbito la mia identità per questa causa". Fabrizio Catalano nasce a Torino nel 1985 e, vivace ed intelligente, segue un percorso di crescita come qualunque altro suo coetaneo. Sin dall'infanzia, frequenta l'oratorio e, anno dopo anno, si sente sempre più legato a quell'ambiente, accrescendo il suo spirito religioso. Dopo il Liceo supera il test di ingresso ed inizia il suo primo anno del corso di Musicoterapia di Assisi, frequentando nel contempo anche un corso per operatore socio-assistenziale. Il 16 luglio, dopo aver superato brillantemente gli esami del primo anno della scuola assisana, arriva nella cittadina umbra per seguire i corsi estivi. Si sarebbe dovuto trattenere per due settimane. Insieme a tre compagne di studi, prende un appartamento in affitto ed è proprio dopo essere uscito da questo, per recarsi ad una lezione alla quale non si è mai presentato, il 21 luglio 2005 alle ore 8 circa, che del diciannovenne non si hanno più tracce. Il 22 luglio i suoi effetti personali, cellulare (in carica) ed occhiali da vista (per lui indispensabili) vengono ritrovati nel suo abitazione ed il successivo 24, presso il Sentiero di San Francesco, tra Assisi e Valfabbrica, in zona San Nicolò, viene rinvenuta la sua sacca bianca con documenti e portafogli. Una donna afferma di averlo incontrato in quel luogo, il giorno seguente la scomparsa, e di avergli offerto refrigerio, mente una sua amica ha dichiarato che il 19 luglio ricevette da Fabrizio una telefonata durante la quale il ragazzo affermava di "aver trovato la strada con l'aiuto del Buon Signore", forse riferito al suo cammino spirituale. Fatto questo che ha spinto la madre ad inviare almeno trecento missive ad istituti religiosi. La risposte non sono state altrettante, ma si contano ben velocemente. "Non mi arrendo, ma.. ormai è troppo tempo che non abbraccio Fabrizio. Vivo la mia vita di madre orfana, tra silenzi e momenti di iperattività. Non riesco a star ferma, devo fare, rifare e disfare. Devo scrivere, stampare, organizzare! Non mi sentirei una madre degna di questo nome se non facessi questo! Anche la notte non chiudo occhio: lavoro, scrivo, progetto. Stringo forte il mio cuscino e penso:"... Avrà freddo, avrà fame, avrà sete, chissà se dorme...". A volte ho paura di impazzire... l’angoscia è un cappio al collo" (brano tratto dal libro "Cercando Fabrizio - Storia di un’ attesa senza resa" a cura di Caterina Migliazza Catalano e Marilù Tomaciello). Una vita vissuta nell'ansia di non sapere cosa sia successo a Fabrizio, se egli sia scomparso di sua spontanea volontà oppure qualcosa sia accaduto quel giorno, qualcosa di cui non è dato sapere. Ma è giusto che ad un genitore venga negata la verità? Si chiede Caterina se il ragazzo sia scomparso volontariamente e si appella a lui, chiedendogli di dare anche solo un cenno di presenza "al mondo", per far sapere che ha compiuto una scelta e che non vuole più avere contatti con la sua vecchia vita. Sapere che è vivo e sta bene potrebbe forse non porre fine al tormento che i suoi familiari vivono, ma attenuare probabilmente un dolore tanto intenso. Ma possibile che una persona "sensibile, dolce, romantica, simpatica e sincera", come lui stesso si definisce in una presentazione di se stesso che la famiglia trova dopo quattro anni dalla sua scomparsa, abbandoni tutto senza una sola parola e si incammini solitario verso una nuova vita? Genitori, un fratello minore, parenti, amici vengono così cancellati, come se niente fosse dalla sua esistenza? "Perché non si mette in contatto con noi? Cosa è successo? Perché i miei appelli non hanno ricevuto nessuna risposta? Perché tutto questo dolore? Quanto dovrò aspettare? Perché tutto questo silenzio? Perché nessuno parla? Perché?". Noi purtroppo non conosciamo la risposta alle tue domande e non abbiamo nulla che possa rasserenare la vita di chi sta soffrendo per questo vuoto incolmabile e inspiegabile che Fabrizio ha lasciato. Speriamo però che, continuando a parlare di lui, come sarebbe giusto fare per tutti gli scomparsi, possiamo provare a tenere alta l'attenzione sul caso. Chissà che, a distanza di tempo, a qualcuno non venga voglia di soffermarsi a pensare a quel 21 luglio di otto anni fa, ricercando nella memoria o nel buon senso qualche particolare che possa far sperare. Al momento della scomparsa Fabrizio indossava una maglietta nera con la scritta "Creative", pantaloni blu scuro e scarpe da tennis; occhi e capelli castani, altezza un metro e 67. Vi mostriamo alcune foto di Fabrizio, figlio di Caterina e figlio di tutti noi, chiedendovi, se per caso vi sembra di avvistarlo o anche solo vi ricordiate di averlo intravisto allora o nell'arco di questo lungo periodo, di contattare i seguenti indirizzi:

-www.fabriziocatalano.it -https://www.facebook.com/CercandoFabrizioStoriaDiUnattesaSenzaResa?fref=ts -https://www.facebook.com/pages/Comitato-CERCANDO-FABRIZIO-E/508108719251158?fref=ts

Grazie Caterina per aver condiviso con noi i tuoi sentimenti e grazie ai lettori che, sempre attenti a temi sensibili, siamo certi spenderanno un po' del loro tempo a leggerli e a renderli propri.

 
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