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Home L'Intervista Il doppio binario penale-tributario e la sua crisi, intervista a Sandro Paiano (Acb Group)
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Il doppio binario penale-tributario e la sua crisi, intervista a Sandro Paiano (Acb Group)

L'Intervista

Autonomia ed indipendenza del procedimento tributario rispetto alle vicende penali, elusione fiscale e abuso del diritto costi indeducibili, indetraibili e fiscalmente non inerenti e la loro rilevanza penale ai fini del reato di dichiarazione infedele. Questi alcuni dei temi, di stretta attualità ed interesse, di cui si è discusso nei giorni scorsi al convegno all’Ordine dei Commercialisti di Perugia, organizzato in collaborazione con il network Acb Group, dal titolo Il doppio binario penale-tributario e la sua crisi. Vi hanno partecipato autorevoli relatori come l’avv. Pier Matteo Lucibello (studio Lucibello di Firenze) e l’avv. Paolo de' Capitani (Studio Uckmar di Milano-Genova), moderatore il dottor Sandro Paiano (studio  “Dottori Commercialisti & Consulenti di Impresa Associati” di Perugia), tutti appartenenti ad Acb Group. Soddisfatto si è detto proprio Paiano: Siamo molto soddisfatti per l’iniziativa di aggiornamento professionale dei colleghi dottori commercialisti su un tema così particolare, che dovrebbe essere prerogativa degli avvocati, ma affatto estraneo alla nostra categoria; peraltro è inevitabile il coinvolgimento e la collaborazione, almeno per gli aspetti fiscali, per la parte riguardante bilanci, dichiarazioni e numeri in genere. Una più approfondita conoscenza è poi anche un dovere per noi commercialisti che viviamo più da vicino la quotidianità degli imprenditori e delle imprese.  

Quali sono stati gli argomenti di maggiore interesse?

"Gli argomenti trattati in maniera specifica hanno riguardato la problematica di fondo del doppio binario, ovvero dell’autonomia ed indipendenza del procedimento tributario rispetto alle vicende di carattere penale, l'elusione fiscale e l'abuso del diritto, il transfer pricing, i costi indeducibili, indetraibili e fiscalmente non inerenti e la loro rilevanza penale ai fini del reato di dichiarazione infedele. Tutte tipologie di violazioni, con rilevanza penale, che hanno caratterizzato recenti verifiche a carico di “volti noti” come Dolce & Gabbana, Valentino Rossi, Marzotto, Bulgari ed altre numerose griffe della moda, oltre alle note vicende del mondo bancario, ma anche colossi mondiali come Apple, Google, Ebay, Facebook, Amazon".

Interessante, ma è vero che si rischia la galera anche per pochi spiccioli? Possibile una sproporzione così rilevante fra violazioni e sanzioni?

"Molto preoccupante un altro fenomeno, che sta assumendo dimensioni significative e creando problemi ai contribuenti ed anche ai tribunali. Gli omessi versamenti IVA e ritenute alla fonte sopra la soglia dei 50 mila euro che, a rigore di legge, costituiscono fattispecie delittuosa, ossia reato con relativa segnalazione all’autorità giudiziaria da parte dell’Agenzia delle Entrate. Fenomeno in crescita in quanto legato a questo periodo difficilissimo, con una crisi senza precedenti e che ancora non ha esaurito il suo lungo ciclo. Sarebbe interessante conoscere anche gli aspetti quantitativi delle iniziative giudiziarie, ossia dei provvedimenti cautelari richiesti e concessi dall’autorità giudiziaria per tali fattispecie. Misure che possono comportare il sequestro preventivo di beni e la confisca per equivalente, come per i fenomeni di grande evasione. Per fortuna qualche giudice più giudizioso comincia a tener conto dello stato di difficoltà e non condanna, per assenza del dolo".

Ma vi sono rimedi per evitare il coinvolgimento del tribunale?

"Pare proprio di no. Pensi che anche in presenza di pagamenti eseguiti oltre le scadenze ordinarie, per violazioni già contestate, il procedimento penale prosegue e la condanna potrà essere solo attenuata. Non è accettabile".

Vero che gli accertamenti vengono notificati anche dopo molti anni?

"Sembra essere un fenomeno in crescita ed è legato alla sussistenza di reato che implica il raddoppio dei termini, ossia gli uffici del Fisco hanno il doppio del tempo per notificare ai contribuenti l’atto di accertamento. Anche questo è un tema di grande rilevanza che, secondo quanto riportato da stampa specializzata, sta diventando un’arma “abusata” dagli uffici dell’agenzia delle entrate per accertare annualità prescritte. Con buona pace della certezza del diritto".

Allora cosa fare, come si potrebbe risolvere il problema?

"La normativa esistente necessita di miglior coordinamento, non solo di rivisitazione profonda; basterebbe poco per evitare l’onta penale a tanti “disgraziati” non per scelta, evitare ulteriori carichi di lavoro ai Tribunali e, per talune fattispecie, lo Stato potrebbe addirittura fare cassa in via più diretta e sollecita, piuttosto che alimentare contenzioso. Vero che in un contesto caratterizzato ancora da diffusi fenomeni di evasione fiscale ridurre le sanzioni, o derubricare determinate violazioni, potrebbe essere poco “gradito” ed altrettanto poco educativo, ma occorre anche distinguere nettamente i fenomeni di evasione dalle situazioni di oggettiva impossibilità a far fronte a tutti gli impegni, talvolta a causa di mancati introiti, mancati pagamenti della stessa pubblica amministrazione"

Cos’è ACB GROUP?

"Il network di Studi “ACBGroup” è una Società italiana di Studi di dottori commercialisti, legali e docenti accademici, nata nel 2000 per volontà di un gruppo di professionisti, il prof. Luigi Guatri, il prof. Victor Uckmar, il dr. Piero Gnudi e il dr. Cesare Ferrero, ai quali si unirono come soci fondatori i dottori Italo Lucchini, Franco Asquini, Roberto Giordano, Giancamillo Naggi e Angelo Casò. Presidente del Consiglio di Sorveglianza è il prof. Victor Uckmar".

Dopo oltre dieci anni quali sviluppi?

"ACBGroup oggi si compone di una rete integrata di circa 60 studi professionali che riuniscono oltre 850 tra esperti di consulenza aziendale, liberi professionisti e docenti universitari, dislocati su tutto il territorio nazionale, collegata e coordinata da una sede centrale a Milano. Il mio studio è entrato nella famiglia ACB nel 2000, proprio nella fase di gestazione, ed è l’unico in “rappresentanza” dell’Umbria".

 
 
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