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Il neuropsichiatra Fioroni: "La gelosia è una malattia, quando è patologica va curata"

L'Intervista

La gelosia è una malattia. la sindrome di Otello sempre più frequentemente causa di comportamenti violenti come stalking e aggressività. Mariti, fidanzati, conviventi, amanti, ex qualche cosa si accaniscono prevalentemente su donne che li rifiutano. Ne parliamo con il neuropsichiatra, Francesco Fioroni:

La gelosia è un sentimento, uno stato d'animo, una patologia?

La gelosia è uno stato emotivo determinato soprattutto dal timore, fondato o meno, di 'perdere' la persona amata nel momento in cui questa rivela interesse ed affezione verso un’altra persona. Lo stesso Sigmund Freud  all'inizio del '900 distinse tre forme di gelosia: quella normale, quella protettiva e la gelosia delirante od ossessiva, tutte connotate da ambivalenza per la copresenza di amore ed aggressività, entrambi rivolti alla stessa persona.

Tale condizione è determinata dalla presenza di un conflitto?

La persona gelosa è costantemente in uno stato di tensione. Tale condizione, determinata dalla presenza di un conflitto tra pulsioni aggressive e bisogni passivo-dipendenti, è associata ad una inibizione dell'aggressività, essenzialmente inconscia, e responsabile di un carico di tensione che il soggetto tende a controllare presentando un assetto esteriore apparentemente tranquillo. (Continua)

Le persone gelose hanno un problema di comunicazione?

Il fattore conflittuale che impedisce al geloso di manifestare all'inizio della relazione la propria aggressività è un sentimento di dipendenza negata attraverso pulsioni ostili che non sono agite in quanto colpevolizzate. Il soggetto nella prima fase della relazione ritorna in un'attitudine di dipendenza affettiva da cui si difende aumentando i sentimenti ostili, diventando nel breve termine, ossessivi, insistenti, trasformando la relazione in un vero e proprio incubo. In particolare, tali personalità sono come degli accumulatori di sentimenti ostili come la rabbia e sono pronti ad esplodere per futili motivi.

La gelosia presenta particolari differenze di genere?

La gelosia riguarda entrambi i sessi e generalmente vi è un’ampia percentuale di persone che si dicono e sono gelose. La gelosia in particolare quella psicopatologica entra nella stessa società con i suoi risvolti che possono avere conseguenze, anche gravi, nella vita familiare, sociale con comportamenti che talvolta sono irrazionali, immotivati, infantilmente sentimentali. E quindi la gelosia va indagata nei suoi aspetti per cercare di comprenderne gli aspetti, finalizzati a contrastarne le caratteristiche più irrazionali, immotivate ed anche aggressive. Vi sono casi nei quali l'uomo, sposato o meno, mostra gelosia verso quella che considera la sua 'donna', come fosse una specie di personale ed esclusivo 'possesso', con la conseguenza che la donna diventa succube o sottomessa all’uomo, quasi un 'oggetto' che perde la propria dignità ed autonomia.  Non è infrequente osservare una sorta di follia a due, dove entrambi i partner si  contendono il primato dell’alto tradimento.
Il partner più fragile emotivamente soggiace all'altro, cerca in ogni modo di assecondarlo, accetta quasi la sua sottomissione fisica e psichica, perde la sua autonomia e la sua vita, di fatto, diventa impossibile con aspetti che si riflettono direttamente sulla sua salute psichica e che provocano danni, talvolta irreversibili.

Dove è ancora possibile distinguere un comportamento passionale da quello psicopatologico?

La passionalità non può giustificare la gelosia, specie quella ossessiva e delirante, e tanto meno la giustifica l’amore, salvo che nel comportamento di un soggetto non vi sia una specie di ripudio o allontanamento da quello che si ama e si rispetta per rivolgere attenzioni concretamente affettive verso un’altra persona.
Perché si dà il caso che una donna o un uomo, ancorché sposati o conviventi di fatto, possono innamorarsi od affezionarsi ad altre persone, con le quali raggiungono una intesa migliore rispetto a quella che hanno col coniuge o col convivente. E’ capitato nella storia dei secoli e capiterà sempre.

E' necessario pertanto una sorta di addestramento per mantenere in equilibrio il sentimento della gelosia?

La gelosia deve comunque essere quanto meno razionale, entrare a far parte di una situazione 'normale' della vita di coppia, senza alterazioni o turbamenti, che possono assumere gravi aspetti patologici. La gelosia non può trovare giustificazione in una idea o in una ipotesi di tradimento, ma essere conseguente ad una reale situazione di tradimento o di grave trasgressione affettiva. Altrimenti con una gelosia abnorme, delirante, inappropriata, farneticante un soggetto diventa succube dell’altro, perde la sua dignità per l’ossessivo controllo al quale viene sottoposto, con continui 'sospetti' che possono incidere perfino sulla salute dell’altro e costringerlo a decisioni talora irreversibili.

La gelosia delirante, ovvero sine materia a quali conseguenze può portare un rapporto di coppia?

La gelosia, quella delirante, quella che 'afferra' completamente un soggetto e lo rende succube ad essa è da considerare un vero e proprio disturbo psicopatologico, con gravi riflessi anche sociali, caratterizzato dalla convinzione, spesso infondata, dell’infedeltà del partner. Manifestazione caratterizzante di tale gelosia è la continua ricerca di indizi che confermino l’infedeltà sospettata, mediante domande assillanti rivolte al proprio partner, spesso facendo ricorso ad allusioni o falsi ricordi. La persona gelosa  arriva a controllare febbrilmente il cellulare del partner, la posta elettronica, i blog che eventualmente vengono postati su Internet nei Social Network. Un innocente sms di amichevole saluto viene interpretato dal geloso di turno come possibilità di tradimento del partner e gli si impone di smettere, di non ricevere e mandare più neppure un sms di saluto e di amicizia. Talvolta accade che il geloso, soprattutto maschio, impulsivamente aggrava il suo comportamento, lo esaspera, fino a 'mettere le mani addosso' al partner. Lo fa d’istinto, ma con volontaria violenza fino ad integrare con tale comportamento il reato penale di violenza.

Esistono delle terapie per curare la gelosia?

Un recente studio della dr.ssa Donatella Marazziti dell'Università di Pisa ha evidenziato dati interessanti riguardo allo squilibrio biochimico che trasforma il sentimento in un'ossessione pericolosa: le radici neuronali della gelosia si troverebbero nella corteccia frontale ventro-mediale, un'area del cervello che sovraintende i processi cognitivi e affettivi. Tale squilibrio di un neuromediatore in particolare la dopamina, è presente in pazienti affetti da schizofrenia, alcolismo e in pazienti affetti da morbo di parkinson in trattamento con farmaci dopaminoagonisti. Tale riferimento determina un  razionale impiego in pazienti affetti da gelosia ossessiva di farmaci antipsicotici, definiti atipici ed arrivare ad un'identificazione precoce dei soggetti a rischio.

Che cosa fare allora?

La gelosia si può curare e si deve indubbiamente 'uscire' e guarire con un adeguato trattamento psicologico e psicoterapeutico, ma anche con una consapevolezza culturale, nell’avere un’ampia fiducia nel partner e nel non assillarlo e non porlo in una conseguente situazione di 'sudditanza' psicologica.

Quanto è importante la comprensione reciproca dei partners?

Comprendersi è fondamentale nella vita di una coppia, come ad esempio,  nel contatto del partner con un’altra persona vi possono essere valori e sentimenti di amicizia, di solidarietà, di socializzazione, senza che questo sia o possa essere ritenuto un 'tradimento'. Si tratta di valori che possono rasserenare la vita e rendere più appropriato il rapporto di amore col partner.

Quale tipo di lavoro psicologico deve eseguire una persona gelosa?

Il geloso deve razionalizzare il proprio comportamento ed evitare di cadere in situazioni impulsive, prive di un reale riferimento alla realtà, e ad inesistenti trasgressioni del partner. Una gelosia irrazionale e delirante può anche portare a conseguenze gravi, quali la fine di un matrimonio o di una convivenza. Il geloso deve necessariamente autoregolarsi e dunque  normalizzare il proprio comportamento verso il partner.

 

 
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