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Intervista al brigadiere Ghisoni di Don Matteo, il ragazzo della porta accanto

L'Intervista

Il primo impatto è importante, anche se spesso può risultare solo un'impressione che in seguito tradisce l'idea che ci siamo fatti di una persona. Ma incontrando Pietro Pulcini, l'attore cresciuto a Narni e che in Don Matteo interpreta il brigadiere Ghisoni, si ha la sensazione di rivedere lo stesso ragazzo di una volta, quello della porta accanto, per chi lo conosceva allora, come se la lunga carriera non avesse cambiato ciò che era. Niente grilli per la testa, solo la consapevolezza e la dimostrazione che questo mestiere l'ha intrapreso per puro amore verso la recitazione, senza perdersi lungo la strada. Neanche quando, dopo una lunga gavetta e tanti sacrifici, ha raggiunto finalmente importanti obiettivi. Ma questo traguardo se l'è guadagnato, studiando, esercitandosi, facendo provini, improvvisando tutti i ruoli che gli sono capitati, senza mai perdere la speranza, un po' come un uomo che insegue l'amata, senza demordere, senza scoraggiarsi, ma mosso da quel sentimento fedele che niente può intaccare finché finalmente lei lo premia ricambiandolo. 

Ma non è stato facile arrivare fin qui, vero Pietro?  

Nulla è facile,  mi sono sudato e conquistato tutto ciò, studiando e bussando ininterrottamente a mille porte, il tutto perché mosso da una passione incontenibile per la recitazione e la scrittura. Difficile al giorno d'oggi fare l'attore, anzi difficilissimo, in questo mestiere non sei mai arrivato. Se per sei mesi non sei in onda non esisti più, non sei più niente. Federico Fellini diceva che l'importante nel nostro mestiere non è "arrivare" ma "durare".

Il tuo che percorso è stato? 

Un percorso pieno di ironia, se non hai quella non puoi andare avanti. Teatro, cabaret, a volte scrivevo testi e li portavo in scena, cinema, fino all'entrata nel cast di Don Matteo. 

Che impatto ha avuto su di te il fatto di lavorare con attori del calibro di Terence Hill e Nino Frassica che sono stati protagonisti della televisione che la tua generazione guardava? 

Un impatto fortissimo. Ritrovarsi a recitare accanto a miti assoluti e scendere in campo accanto a loro non è emozione da poco. 

Con Frassica lavori quasi in coppia fissa, non solo in Don Matteo e alle Iene, ma siete insieme in molte occasioni.. 

Ogni aggettivo per Frassica è superfluo, è una persona eccezionale, non solo in campo lavorativo, ma anche a livello personale. Ci conosciamo ormai da 15 anni e abbiamo sempre lavorato grazie ad una naturale sintonia. Anche nella vita privata siamo diventati amici, un gruppo formato soprattutto da me, Flavio Insinna e Francesco Scali. Una bella amicizia come questa è rara, anche nella vita di tutti i giorni. 

Importante il tuo incontro con Gastone Moschin, è stato lui a farti capire che avevi scelto la strada giusta? 

Moschin mi ha dato il consiglio più importante per la mia carriera. Quando gli chiesi "Voglio fare l'attore, come posso fare?" mi rispose "Vattene a roma, e capiscilo da solo". Aveva ragione, non si può spiegare...bisogna capirlo da soli.  

Miti da imitare? 

Non avrebbe senso inseguire miti, al massimo ne ho da ammirare. Troisi su tutti, ma sono anche, tra l'altro, un appassionato di Alberto Sordi e di Renato Pozzetto.

Hai una sogno da realizzare?

Il sogno da realizzare è trovare un sogno da realizzare. (Sorride Pietro, chissà non sia già sulla buona strada.. ndr

Un consiglio per i giovani che intendono percorrere questa carriera? 

Vedi sopra, "andare a capirlo da soli" e lo dico perché ne sono convinto davvero. 

Progetti futuri? 

Don Matteo 9 e Le Iene per tutto l'anno, queste le cose sicure. 

Per il resto diciamo che ognuno tenga per sé i propri assi nella manica.
Disponibile, cortese, sguardo tranquillo e non artefatto, un attore che non recita tutto il tempo, questo era il "primo impatto" di cui parlavamo inizialmente e che, dopo un'oretta passata con lui, rimane invariato. Non si è scomposto, ha sempre sorriso, non si è mai tirato indietro. Continueremo a seguirlo Pietro Pulcini, non solo nella fiction o nella trasmissione delle Iene, ma anche nei progetti futuri. In fin dei conti la nostra Regione ci ha regalato questo bravo e versatile artista, perché non approfittarne? L'aspettiamo prossimamente, speriamo proprio qui in Umbria, per la riproposizione di "La Iena di Don Matteo", spettacolo di cabaret e musica, già proposto, insieme al suo gruppo "Gli Allucinazione", che è stato ben gradito dal pubblico. 

PIETRO PULCINI: Diplomatosi presso la Scuola di Tecniche dello Spettacolo di Mario e Claretta Carotenuto, comincia a fare i suoi primi passi, lavorando in teatro, per poi scrivere e produrre la pièce "Autoscatto". Poliedrico comincia anche a fare esperienze di cabaret in locali come il noto "Fellini" di Roma, per poi passare a lavorare per il grande schermo, come comparsa poi in piccoli ruoli. Partecipa, tra l'altro, a "La grande quercia" di Bianchini (1996) e ai due movies di Pieraccioni "Il pesce innamorato" (1999) e "Il principe e il pirata" (2001). In televisione debutta nel 1998 nella serie televisiva "Lui e lei", passando per molti altri sceneggiati, ed interpretare infine il simpatico e un po' bisfrattato Brigadiere Ghisoni della fiction "Don Matteo" sin dalla prima stagione del 2000, fino alla nona, che stanno girando in questi giorni a Spoleto, saltando solo la quarta edizione. Nell'autunno dell'anno scorso inizia, insieme a Nino Frassica, ad interpretare il ruolo di "disturbatore" che interviene durante le riprese di film o programmi televisivi, creando situazioni non poco spassose.

 

 

 
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