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Torna il "Mercoledì Rock", ne parliamo con lo Staff Roghers

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Ancora pochi giorni e il prossimo 22 ottobre riprenderà il tanto atteso appuntamento con il "Mercoledì Rock" del 100dieci Cafè di Perugia, promosso dallo Staff Roghers. Un evento fisso settimanale che, nelle scorse edizioni, ha registrato un continuo sold out. Ne parliamo con due degli organizzatori, Luca Rovito e Giovanni Lo Leggio. Per prima cosa ci viene spiegato che lo staff è composto da una ventina di ragazzi che si sono "uniti" circa quattro anni fa accomunati da una grande passione: la musica. Qualcuno di loro suona o lavora nell'ambito musicale, altri si muovono solo per gusto proprio. Iniziano i primi passi all'Urban Club come PR per poi crescere anno dopo anno ed andare a consolidare un vero e proprio progetto, quello di creare l'associazione culturale che si è costituita di recente, sempre con il nome "Roghers". Pian piano l'idea di spostarsi verso il centro storico del capoluogo umbro con il chiaro e sentito intento di usare momenti musicali per rivitalizzare la zona dell'acropoli da loro tanto amata. Dopo vari locali, approdano al 100dieci Cafè dove ormai è consolidato il rendez-vous del mercoledì che viene seguito, tra l'altro, da moltissimi universitari e da Radio Bombay che ne propone la diretta quale media partner. Ma i Roghers non si sono fermati a questo e hanno organizzato anche una serie di eventi, sempre musicali, che spaziano da un informale invito ai ragazzi via Facebook per riunirsi "a suon di chitarra" in un'area verde, che ha riempito il Tempietto perugino di centinaia di persone, passano per la "Notte dei Mille", notte bianca in collaborazione con le associazioni di quartiere di Corso Garibaldi, ed arrivano al più grande progetto de "L'Umbria che spacca", al prato di San Francesco, che in questo 2014 è giunto ad una seconda edizione, spalmata in due giorni tanto il successo che ha raggiunto. Chiediamo quali sono dunque le future proposte dell'associazione: "Intanto vogliamo continuare con il Mercoledì Rock - ci rispondono Rovito e Lo Leggio - che inizierà a breve e vedrà, durante la stagione, tra gli altri ospiti, "Il Triangolo", band veronese (beat generation italiana) e gli "Shake & Spears" di Pompei (indie-folk). Una novità in cantiere, sempre al 110, potrebbe essere, un sabato al mese, una serata che varia dal mercoledì proponendo musica a tema. Inoltre, stiamo già lavorando all'edizione 2015 de L'Umbria che spacca". 

Qual è il "segreto" dei Roghers? 
"La forza sta nella passione che mettiamo in quello che facciamo, unita alla buona conoscenza delle dinamiche organizzative che abbiamo acquisito insieme, evento dopo evento, e, probabilmente, anche alle scelte musicali che abbiamo preso in questi anni che ben si sono incrociate con il gusto del pubblico sempre più numeroso che ci segue".
E allora, in attesa di un anno di buona musica, Mercoledì Rock sia! Apertura affidata al live di "Al Ruspa & the Party Poopers", band Rock'n'roll di Foligno seguito dall'aftershow Dj Set Roghers (22 ottobre alle ore 23). 
 

"Trovata l'idea, sposata la causa": tre giovani umbri investono tutto nel centro storico di Perugia

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In un momento di crisi economica come quello che vive la società odierna c'è qualcuno che decide di "sfidare" questo status: sebbene il centro storico sembri perdere ultimamente colonne salde e storiche tra le fila dei commercianti, tre giovani, due eugubini e un perugino, decidono di investire le loro risorse nell'apertura di una nuova attività. A Porta Pesa, Alberto Minciaroni, Federica Pierotti e Michele Piergentili hanno infatti da poco aperto le porte al piccolo gioiello "Luxer", esercizio che si occupa di tartufo, "re della npstra cucina tipica tradizionale - ci spiegano i tre umbri -. Importante per noi sottolineare che acquistiamo il prodotto esclusivamente dai cercatori della zona, garantendo così freschezza, qualità e certezza della provenienza. Insieme al tartufo fresco e conservato produciamo inoltre specialità gastronomiche genuine che realizziamo con cura secondo la tradizione".  

Come mai la vostra scelta è caduta proprio su Perugia? 
"A Gubbio ci sono varie attività del genere aperte e il mercato della città conta già su circa 3000 cavatori. Spesso dunque i cittadini stessi provvedono da soli alla ricerca e al consumo del tartufo. Qui a Perugia il mercato è un po' più libero e proprio per questo abbiamo pensato di investire nel capoluogo umbro".
Ci è voluto molto tempo per allestire l'esercizio? 
"L'idea è nata solo sei mesi fa e dopo circa tre mesi siamo riusciti a lasciare il nostro vecchio ambito lavorativo - due di loro erano nel campo dei videogiochi" -ed abbiamo aperto. Creato il progetto ci siamo subito appassionati all'idea e non abbiamo perso tempo in chiacchiere inutili". 
Com'è stato inserirsi nella zona dei "Rivivi il Borgo Sant'Antonio"?
"Ci sentiamo "parte integrante del territorio", siamo coinvolti nelle varie manifestazioni di rivitalizzazione del centro storico che vengono promosse in questa zona. Su questa scia, tra l'altro, abbiamo in programma lo sviluppo di un progetto che prevede la realizzazione di una serie di eventi enogastronomici sia per privati che per i cittadini. L'intento non è solo quello di pubblicizzare il prodotto, ma di "utilizzarlo" quale mezzo per promuovere 
momenti di aggregazione sociale coinvolgendo anche le realtà culturali. Siamo felici che il "Borgo" ci abbia accolti come fossimo sempre vissuti e cresciuti qui e per quanto ci riguarda, sentendoci così "adottai", continueremo a lavorare in sinergia con gli abitanti".
 
 

Finali Biennale MArteLive: alla scoperta di "Venus in Darfur - Wonder Vincent"

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Si terrà stasera 25 settembre, a Roma, presso lo spazio de La Pelanda-Factory, la finale della Biennale MarteLive. In alcune delle 16 sezioni artistiche saranno presenti quattro ragazzi umbri ad attendere trepidanti il risultato: per la letteratura Nicola Falomi, per la pittura, a pari merito, Emanuele Copernico e Lorenzo Fasi, per i videoclip Andrea Spigarelli e Uliana Piro (entrambi autori di "Venus in Darfur – Wonder Vincent"). Un contesto nazionale importante per cui decidiamo di incontrare due dei protagonisti della serata, il duo Spigarelli-Piro, della band umbra dei Wonder Vincent lui e fotografa di origini calabresi ma residente in Umbria da vari anni lei. Parliamo del video che hanno presentato, video che accompagna "Venus in Darfur": "La storia di un ragazzo - ci spiega la Piro - che si sveglia una mattina un po' stordito dalla precedente serata di "bagordi". Nelle immagini una serie di flash back tramite cui cercherà di ricostruire i fatti accaduti, i luoghi toccati e soprattutto si concentrerà sul comprendere cosa è accaduto tra lui e la sua ragazza che pare essere scomparsa e della quale non si sa più nulla in quest'alba di confusione". E "confusione", come ci spiega Spigarelli, pare essere la parola chiave di questo percorso. La confusione che ognuno di noi ha provato almeno in una fase (se non più) della propria vita, in modo diverso, in luoghi diversi, ma sempre "stato" che accomuna ad un certo punto il percorso quotidiano di tutti gli esseri umani. Una sensazione descritta in questo video indipendente con materiali e sensazioni proprie, dal macchinario per le riprese ai luoghi reali che vivono giornalmente (posti frequentati, oggetti utilizzati), dalle persone che "vivono" la storia nel video a coloro che "condividono" la realtà dei due giovani videomakers tra cui Brian Traverso, che oltre ad essere il protagonista di "Venus in Darfur", ha aiutato Andrea e Uliana, nel lavoro. Giorni intensi fatti di prove, novità, ricerche, paure ed emozioni, tutto pur di riuscire ad esprimere il meglio della condizione spaesata in cui capita di ritrovarsi, in cui ci si sente avvolti ma che, a seconda di come si riesce a reagire e del proprio carattere porta ad un incrocio di strade davanti cui ogni persona viene portata o decide autonomamente di scegliere la propria via. Ed infatti Brian tenterà di ricostruire questa notte ma sul percorso da intraprendere ed il finale... libero arbitrio. Dov'è la ragazza? Che cosa le è accaduto? E' scappata volontariamente? E' viva? Cosa le è successo? In pieno stile dei registi, che poi rispecchia anche quello dei Wonder Vincent, nessuno forza una conclusione, niente è dato per scontato. E noi, incuriositi da questo "rimanere aperti tutto", continueremo a seguirli nei prossimi progetti, ascolteremo le nuove produzioni dei Wonder (prossimo disco in arrivo), vedremo cosa Uliana riuscirà prossimamente a tirare fuori dal suo cilindro magico (targato "Canon e passione") e rimarremo in attesa con loro del responso di questa sera. A prescindere da questo traguardo, siamo comunque convinti che questa coppia ha pienamente dimostrato che, con i propri mezzi e con la tempra del carattere, i momenti di questa suddetta "confusione" si possono superare e siamo convinti che sentiremo ancora parlar di loro ben prima di quanto si possa pensare. 

 
Questo il link per "Venus in Darfur – Wonder Vincent":
 
 

Puccini e Donatoni in scena a Spoleto con il Teatro Lirico Sperimentale. Ne parliamo con... Rinuccio

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In occasione dei 150 anni dall'inaugurazione del Teatro Nuovo di Spoleto (1864 – 2014), il Teatro Lirico Sperimentale presenta, in chiusura di Stagione, un originale dittico che vedrà in scena un'opera degli inizi del '900 ad una moderna: "Gianni Schicchi" di Giacomo Puccini, ispirata al trentesimo canto dell'Inferno dantesco e "Alfred, Alfred" di Franco Donatoni, dove l'inferno è rappresentato dalla degenza ospedaliera del compositore, ricoverato a seguito di un coma diabetico, fonte di ispirazione e oggetto dell'opera stessa. La direzione dell'O.T.Li.S. – Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale - si legge nel sito del Teatro Lirico Sperimentale - sarà affidata a Marco Angius, Direttore tra i più rinomati e solido riferimento  per la musica contemporanea e del '900: "Lo stile prosciugato dell'opera di Donatoni, la scrittura strumentale delle acrobazie vocali che si contrappongono al mutismo comico del protagonista, il pullulare di microrganismi sonori negli intarsi di un ensemble che comprende anche strumenti a pizzico di stilizzata ascendenza settecentesca, rappresentano le cifre distintive della personale carica minimalista di Donatoni. Nell'avvicendarsi delle scene grottesche di "Alfred, Alfred", l'ironia donatoniana diventa materia drammaturgica ideale, estremamente duttile, a fronte di un'implacabile geometria formale di pannelli giustapposti come sketch televisivi; in essi si alternano scenette d'improbabili medici e infermiere al capezzale del diabetico compositore, siglate da monologhi surreali negli intermezzi che accompagnano ciascuna scena, fino all'esilarante concertato conclusivo all'italiana. Gli intermezzi, in cui compaiono queste figure quasi felliniane, sono caratterizzati da effetti di parlato/intonato (Sprechgesang) trasformati in fittizi duetti con strumenti/personaggi che fanno talvolta il verso a certi luoghi comuni dell'opera lirica italiana". Inoltre, per il dittico Puccini/Donatoni ritorno a Spoleto dell'attore Paolo Rossi che ha debuttato nella regia lirica proprio con l'Istituzione umbra nel 2010 con "Il Matrimonio Segreto" di Domenico Cimarosa. Ironico e graffiante come i temi affrontati nelle due opere, proporrà una regia originale ispirata all'immaginario circense. Un progetto messo in scena nonostante la crisi: pochi fondi e tanto impegno. Chiediamo ad uno dei protagonisti quanto sia importante riuscire ad attuare un proponimento del genere considerando che non è semplice (ed accade raramente) riuscire ad allestire uno spettacolo lirico. Ci risponde Edoardo Milletti, giovane perugino che interpreterà "Rinuccio", uno dei più giovani dei parenti di casa Donati, che si ritroverà pieno di beni e ricchezze, grazie all'intervento del furbo Gianni Schicchi. Milletti ci dice che, per quanto riguarda la questione relativa ai fondi "Non si riscontra assolutamente nella resa degli spettacoli, che sono sempre più interessanti e che, come di consueto, toccano tematiche di estrema attualità come la patologia del gioco d'azzardo compulsivo, problematica presentissima dalle sale parlamentari ai numerosi scandali messi al bando recentemente dai media. Quindi diminuzione di risorse economiche, ma alta qualità sia tra i musicisti coinvolti, sia in merito alle scelte registiche, sempre più sorprendenti e insolite, come ha abituato da anni il Teatro Lirico Spetimentale".

Quanto è importante il Teatro Lirico Sperimentale?  
"Il Teatro Lirico Sperimentale è un istituzione fondamentale per la nostra regione, grazie alla quale almeno una volta l'anno la città di Perugia gode della presenza di un importante produzione lirica presso il principale teatro cittadino. Credo che la mia città (Perugia) non dovrebbe e non potrebbe fare a meno dell'opera. Non sarebbe giusto togliere l'opportunità di vedere ed ascoltare qualcosa di così magico come l'opera soprattutto alle nuove generazioni".
Edoardo Milletti è un talento umbro (Tenore) che studia presso la prestigiosa Accademia del Teatro della Scala di Milano. La domanda sorge dunque spontanea. Quante difficoltà incontra un ragazzo che vuole studiare, crescere e crearsi una carriera nella lirica considerando ciò che una regione come l'Umbria può offrire? 
"Per quanto riguarda le difficoltà che si incontrano nello studio e nella preparazione, nonché nell'avvio di una carriera per un giovane nato e cresciuto in provincia e non in una grande città, le difficoltà ci sono, eccome! In primis è difficile scoprire che esiste l'opera come genere musicale e teatrale, perché se il teatro cittadino mette in scena solo una produzione l'anno e se nessuno a scuola ti parla dell'opera, si arriva alla maggiore età con profonda ignoranza riguardo al repertorio operistico, che è tutt'altro che prodotto di nicchia. Devo assolutamente ringraziare una persona che ha sovvertito il mio percorso formativo giovanile e per prima mi ha fatto scoprire questo fantastico mondo, la mia insegnante Carmen Gonzalez". 
Questa sera Rinuccio e i suoi colleghi saliranno sul palco spoletino alle ore 18 per un'anteprima per le scuole (replica mercoledì 24 e giovedì 25 settembre alle ore 10), per poi esibirsi nella prima a Spoleto venerdì 26 settembre e a Perugia (Teatro Morlacchi) il successivo martedì 30. 
 
 

Audiosfera a tutto rock: l'open band di Ruggeri conquista il pubblico di Assisifestival

L'Intervista

E' stata la rock band umbra degli "Audiosfera" ad aprire domenica scorsa, 24 agosto, il concerto unplugged di Enrico Ruggeri in occasione della rassegna di musica e cultura Assisifestival. Il gruppo, nato a Perugia lo scorso anno, è composto da Lorenzo Lotito (voce e chitarra ritmica), Luca Parisi (chitarra solista), Matteo Laura (basso) e Agostino De Felice (batteria). I quattro musicisti, provenienti da generi ed esperienze musicali 

differenti- si legge nel loro profilo Facebook -, sono uniti dall'obiettivo di creare canzoni dal sound moderno ed originale, ispirandosi al rock internazionale. Facciamo quattro chiacchiere con Lorenzo Lotito, curiosi di conoscere un po più da vicino l'open band che a Santa Maria degli Angeli ha riscosso molto successo dal pubblico, rimasto molto soddisfatto e coinvolto dalla performance. 
Esibirsi sul palco di Assisifestival durante l'evento clou, per aprire poi il live di un artista quale Enrico Ruggeri, che effetto fa? 
"E' stato un vero onore partecipare all'evento clou di Assisifestival. Siamo grati all'organizzazione in particolare il Dottor Dragoni che ha creduto in noi dopo l'ascolto di un demo. Eravamo emozionatissimi anche perché di fatto si è trattato di un vero e proprio debutto. Davanti a così tanta gente fa un certo effetto. Con piacere abbiamo ricevuto una buona accoglienza sotto il palco dai partecipanti". 
Il vostro rock, secondo te, non va un po' a stridere con il pop di Ruggeri?  
"Penso che sia stata un apertura abbastanza graffiante che ha catturato l'attenzione del pubblico che poi ha potuto farsi cullare dalle note di Ruggeri. Comunque non dimentichiamoci che Ruggeri è partito dal punk e ha militato nel rock, si pensi a "Mistero", anche gli Audiosfera in versione acustica risultano più morbidi". 
Piccolo ritardo del big, "Audiosfera" in difficoltà o "fuori scaletta" ben ferrati nell'improvvisazione? 
"Non sappiamo se c'è stato ritardo, noi abbiamo rispettato la scaletta, ma questo tipo di palco non è per l'improvvisazione, bisogna andare preparati e così eravamo"!
Prossime esibizioni? 
"Ci stiamo preparando per un altro evento di rilievo a fine settembre ma non posso sbilanciarmi ancora". 
Quando inizierà la registrazione del vostro disco? E avete già un'etichetta o in cerca di adozione? 
"Prima del disco dobbiamo ultimare gli arrangiamenti di alcuni brani, confidiamo che il 2015 sia l'anno giusto. Del resto non siamo partiti da molto, un po' di pazienza ma con grinta. Pensiamo comunque ad una decina di pezzi anche tra brani impetuosi e ballate. Non abbiamo una etichetta, di questi tempi non è facile, punteremo molto su esibizioni di un certo livello e cercheremo sponsor per il nostro disco, magari ipotizzando una iniziativa di crowdfunding".
Cosa vogliono fare "da grandi" gli Audiosfera? 
"Far respirare a tutti l'Audiosfera". 
 
(foto di Letizia Castellani)
 

David Andrea Orsini: "La Cultura ci ha fatto conoscere in passato e ci risolleverà nel futuro"

L'Intervista
Sono molte le interviste che si sono susseguite questi giorni, varie le domande rivolte ai sei candidati alla carica di Sindaco della città di Perugia e ad alcuni candidati Consiglieri comunali delle varie liste di appoggio. Durante uno dei GiRomizi, cui ci è capitato di assistere, abbiamo incontrato David Andrea Orsini, della lista "Progetto Perugia". Avendo un debole per la cultura abbiamo pensato di avvicinarci al candidato molto incuriositi dal suo legame con la nota e storica Associazione "Acropolis", di cui è Vicepresidente, che si muove nel capoluogo umbro ormai da moltissimi anni. Orsini si siede con noi e inizia a parlare: con fare compito, a suo agio, ci guarda negli occhi (questo ci piace) e riusciamo a cogliere una nota di passione già dalle sue prime parole, una passione che non ci colpisce per il versante politico in cui la sua lista è coinvolta, ma per l'attenzione e l'amore che esce nei riguardi del capoluogo umbro. 
 
Perché ha deciso di entrare in politica?  
Mi sono sempre occupato della politica cittadina in maniera apartitica. Sono venti anni che, tramite l'Associazione e comitato civico Acropolis e PerPerugia, mi batto per dar voce ai cittadini e contro il degrado e la mala amministrazione. Ormai i tempi erano maturi affinché il mio contributo potesse divenire ancora più incisivo e non nego anche una mia forte preoccupazione per le sorti della nostra città. Amo profondamente Perugia e mi colpisce vederla così "ferita" nel profondo, emarginata, relegata ad uno stato di abbandono, alla continua ricerca della sua identità e sempre più lontana dalle sue glorie passate. Non potevo più attendere, volevo fare di più. 
Perché la lista di cui fa parte ha scelto di appoggiare Andrea Romizi? 
Andrea rappresenta la vera novità, simboleggia in pieno il cambiamento. E' una persona preparata e ponderata che riesce a convincere senza urlare né far finte promesse e, oltretutto, è vicino ai canoni ai quali noi da sempre ci ispiriamo: trasparenza, famiglia e rispetto dei valori. 
Qual'è il suo impegno quale Vicepresidente dell'Associazione Acropolis? 
"Acropolis" è un'associazione storica e longeva sorta nel 1989 con il compito primario di tutelare e salvaguardare la città di Perugia. E' stata fondata da mio padre che ancora ne è il Presidente. Siamo stati i primi a batterci contro il degrado, mettendo in luce i pericoli verso i quali si stava andando incontro. Davanti a problemi come lo spopolamento, l'abuso edilizio, la perdita di competitività, l'impoverimento culturale e l'isolamento abbiamo proposto, supportati da esperti del settore, progetti alternativi più consoni e rispettosi per una città storica quale Perugia. In molte occasioni abbiamo rappresentato la più grande opposizione trasversale al governo cittadino, fungendo da vero tramite con le esigenze dei cittadini e degli esercenti. 
Quanto questo suo impegno andrà ad incidere nelle scelte che farà in veste di Consigliere comunale?  
Metterò a frutto tutta la mia esperienza passata per il rilancio Perugia. Ho contribuito personalmente all'inserimento di alcuni punti nel programma che ritengo essere molto innovativo, lungimirante e che condivido a trecentosessanta gradi. Personalmente partirei dalla sicurezza e dalla riqualificazione del Centro Storico, con delle politiche mirate al ripopolamento di quest'area, consentendo ai cittadini di potervi riaccendere senza essere penalizzati. Ancora, l'implementazione dei servizi, troppi parcheggi a pagamento e, soprattutto, costosi, ma la lista è lunga. Non parlariamo poi della viabilità: Perugia è isolata e mal collegata con il resto della periferia e con l'aeroporto. Si è puntato tutto su un progetto fallimentare quale quello del Minimetro, non prendendo in esame alternative più razionali e risolutive come, ad esempio, un'anello viario e la "messa a punto" della Ferrovia Centrale, già esistente ed estremamente funzionale.
Qual è l'importanza dell'intervento politico nel campo della cultura? 
La Cultura ci ha fatto conoscere in passato e ci risolleverà nel futuro! Perugia è stata la terza Università d'Italia, lo Studium Perusinum risale al 1308, dobbiamo ricordarci del nostro ruolo di pionieri in questo campo. La politica può fare molto per la cultura e puntare sulla qualità dell'offerta è essenziale. Nel programma si fa riferimento, tra l'altro, ad un Concorso Internazionale di pittura con premio dedicato al Perugino e ad un Concorso Internazionale di Poesia con Premio dedicato al Carducci, "La Carducciana", proposte che suggerimmo noi con Acropolis e che ora finalmente torniamo a proporre inserendole nel nostro programma. 
 

Elezioni europee: intervista a Tommaso Consigli

L'Intervista

Abbiamo posto alcune domande al coordinatore umbro di Fare, candidato alle elezioni europee nella lista Alde. Tommaso Consigli si presenta: 
"Mi chiamo Tommaso Consigli. Ho 42 anni. Sono sposato con Cecilia. Sono nato a Città di Castello (PG) dove vivo e lavoro. Laureato in Economia e Commercio all'Università di Perugia dove ho anche concluso il Dottorato di ricerca in internazionalizzazione delle PMI. Ho conseguito il Master in Business Administration alla Solvay Brussels School of Economics and Management di Bruxelles. Sono un libero professionista. Svolgo la professione di dottore commercialista e revisore legale dei conti". 
Ha mai fatto politica?  
Allora, ho iniziato a fare politica in Fare per Fermare il Declino nel 2012. Ora sono il coordinatore di FARE della regione Umbria. Ma di sicuro non sono un professionista della politica. Ho il mio lavoro bello e faticoso a cui tengo molto. 
E questa candidatura alle elezioni europee con Scelta Europea? 
Io mi candido a queste elezioni europee nella circoscrizione centro che comprende Umbria, Marche, Lazio e Toscana. Mi candido da convinto europeista con FARE in Scelta Europea nella lista ALDE, Alleanza dei Liberali e Democratici Europei, con presidente Guy Verhofstadt, ex premier belga dal 1999 al 2007. Quello che ha ridotto il rapporto debito pubblico/PIL del Belgio. Lo ha ridotto portandolo fino all'80% del PIL, partendo da oltre il 100%, senza toccare il welfare e l'istruzione. Mi permetta, noi di Scelta Europea, siamo gli unici ad aver indicato in maniera trasparente, il nostro candidato alla Commissione Europea. E appunto il nostro candidato è Guy Verhofstadt. Io credo che sia fondamentale portare anche in Europa una forza politica nuova che voglia davvero lavorare per il cambiamento dell'Italia e dell'Europa per ritornare ad un periodo di crescita economica. Una forza politica nuova che sia in grado didare ai cittadini italiani ed europei le risposte di cui questi hanno bisogno. Non credo che si possano trovare risposte nelle dissennate e disastrose soluzioni dei populisti e in quelle irresponsabili e superficiali del PPE e del PSE.
Quindi Lei è un europeista convinto? 
Ha detto bene. Io sono un europeista convinto. Sono convinto che la situazione economica attuale dell'Italia sia il risultato di venti anni di politiche sbagliate. 
La situazione italiana attuale quindi non è addebitare all'UE e/o all'Euro? 
Direi proprio di no. Allora ascolti, in tutte le classifiche internazionali sulla libertà economica ma anche sulla possibilità di fare impresa nel nostro paese facciamo ridere per non piangere. Le do due dati. Nella classifica internazionale sulla libertà economica Index economic freedom l'Italia è 86-esima su 178 paesi. Prima di noi troviamo Romania, Bulgaria, Armenia ma anche Guatemala e Barbados. In un'altra classifica internazionale, quella sul Doing Business della Banca Mondiale, siamo 65-esimi su 189. Prima di noi troviamo paesi come Ungheria, ancora Armenia, Panama e Colombia. Dico questo con tutto il rispetto per questi paesi ma capisce che il problema non può essere l'Euro e non può essere l'Europa. In Italia fare impresa è un'impresa. Tassazione, burocrazia e corruzione sono mali che soffocano la crescita economica. Ma sono mali italiani che soffocano le nostre PMI. Senza poi contare il fatto che i tassi di interessi che paghiamo sul debito pubblico sono bassi proprio perché siamo in Europa e abbiamo l'Euro. 
Quindi Voi di Scelta Europea non proponete di uscite dall'Euro?
Assolutamente no. Sarebbe la fine. Noi non vogliamo uscire dall'Euro vogliamo che più Euro entrino nelle tasche degli italiani. In Italia si è diffusa una visione negativa dell'Euro perché alla classe politica di governo fa comodo trovare un capro espiatorio. Fa comodo dare la colpa a qualcuno mentre in realtà la colpa è di chi ci ha governato in questi ultimi 20-30. Degli incapaci capaci di tutto. Dire è colpa dell'Euro o è colpa dell'Europa li, loro i governi degli ultimi 20 anni, autoassolve. Io credo che dobbiamo imparare a sfruttare i vantaggi e le opportunità che l'UE e l'Euro ci offrono. Noi sfruttiamo poco più della metà dei fondi europei. Gli altri paesi li sfruttano eccome. In Irlanda ci sono le Italian Highways che gli irlandesi hanno costruito con i soldi che noi abbiamo ricevuto e non avendoli spesi li abbiamo restituiti all'Europa. Questo è solo un esempio di occasione mancata dal nostro paese che gli altri paesi hanno saputo cogliere.  
Che cosa pensa delle altre forze che si presentano a queste elezioni europee? 
Il PPE di Juncker e il PSE di Schulz per me sono le due facce della stessa medaglia "conservatrice" che continuano a proporre austerità ma che non propongono soluzione per uscire dalla situazione attuale. Credo che i partiti del NO Euro, dalla Lega a Fratelli d’Italia, non si rendono conto o non si vogliono rendere conto, perché gli fa comodo, che i problemi italiani non derivano dall'Europa ma derivano dall'Italia medesima. Grillo poi non fa altro che urlare, dire cose non vere e non serie. Io credo che la vera strada non sia né quella dell’anti-europeismo tout-court e nemmeno quella dell’austerità del Fiscal Compact ma sia quella di una gestione corretta dell'economia nei singoli stati in un'Europa migliore e più moderna. 
Andiamo avanti. Qual è la sua visione dell'Europa? 
Io voglio una Europa diversa in Italia e in Europa. Un'Europa in cui i cittadini non siano considerati sudditi e in cui il lavoro sia veramente un diritto di tutti e non un privilegio di pochi. In cui ci siano valori come competenza, trasparenza e merito, per me fondamentali, che siano accettati e rispettati. Voglio che l'Europa diventi federale e che l'Italia, in questa Europa, possa avere un ruolo importante e possa essere degnamente rappresentata e altamente rispettata. E non derisa come spesso e troppe volte è accaduto in passato. Vede, in passato ma anche recentemente alcuni paesi hanno mostrato la tendenza a prevaricare altri paesi. Noi questo lo vogliamo evitare e per questo vogliamo che l'Europa sia veramente federale. Credo che sia fondamentale privilegiare la crescita economica con politiche adeguate, con una moneta unica forte e sostenibile e con mercato del lavoro veramente libero. Credo che dovremo agire per creare posti di lavoro e ridurre la disoccupazione. Dovremo trovare forme di tutela dei disoccupati, penso a sussidi di disoccupazione europei. Poi dobbiamo garantire la libertà di movimento dei cittadini europei. I cittadini europei devono essere liberi di muoversi dove vogliono in Europa. Questa mobilità deve essere garantita anche attraverso il riconoscimento dei titoli di studio all'interno dell'Unione. Voglio poi regole comuni in materia fiscale, finanziaria, economica e di bilancio per tutti i paesi dell'UE. La BCE deve poi diventare una banca federale. 
Che mi dice del problema dell'immigrazione, degli sbarchi e delle frontiere europee?
Quello degli sbarchi non è un problema italiano, portoghese, spagnolo e greco. Questo è un problema europeo. E' un problema che deve riguardare i 28 paesi dell'UE. Ritengo che insieme alla difesa e alla politica estera debba diventare materia di competenza dell'UE. Serve un Ministro europeo dell'immigrazione che gestisca il problema europeo degli sbarchi. Io penso che sia anche necessaria una gendarmeria comune europea che controlli le frontiere comuni con competenze doganali, di polizia e d'immigrazione e che, al tempo stesso, garantisca la libera circolazione dei cittadini e delle merci.
Faccia un appello. Perché il sig. Mario Rossi dovrebbe votare per Scelta Europea e dare a Lei la sua preferenza?
Il sig. Rossi dovrebbe votare per Scelta Europea nella lista ALDE e per il sottoscritto per almeno due buone ragioni. La prima è che Scelta Europea è l'unica lista che ha chiaramente indicato il candidato alla presidenza della Commissione Europea. E questo candidato è Guy Verhofstadt. La seconda è che il sottoscritto non è un professionista della politica e con la sua preferenza alla mia candidatura il sig. Rossi potrà essere sicuro del mio impegno a dare una forte e decisa rappresentanza in Europa alla parte più produttiva e moderna del nostro paese che vuole stare in Europa per realizzare un vero cambiamento, in Europa e in Italia, e per ritornare ad un periodo di prosperità economica. 
 
 
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