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Recensione di Libri scelti per voi

"La costola di Adamo" di Antonio Manzini

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La seconda riuscita storia del vicequestore Rocco Schiavone, un poliziotto controcorrente, trasteverino, amico di ladri e spacciatori, trasferito punitivamente ad Aosta, ove soffre il freddo ed il gelo, senza rinunciare al suo immancabile loden ed alle sue inseparabili clarks. Un personaggio ostico, scontroso e brusco, con una tragedia poco definita alle spalle, ma dall'innato intuito: i suoi casi sono dei veri e propri blitz, dovuti all'immenso fiuto investigativo. Un comportamento ai limiti della legalità, più da poliziotto "cattivo" ma con un senso del giusto che permea tutte le sue azioni.
Ora alle prese con il cadavere di una donna appesa ad un lampadario. Un apparente suicidio che invece Schiavone cataloga subito nelle "rotture al decimo stato" della sua personale classifica: "il caso sul groppone". Appena finito di leggere, se ne sente subito la mancanza..
 

La costola di Adamo di Antonio Manzini

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Il ritorno dei legal thriller: Turow e Grisham

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Gli appassionati del genere, come me, non possono che esultare per il ritorno dei due grandi maestri: Scott Turow con Identici e L'ombra del sicomoro di John Grisham. Un ritorno vecchio stile: finalmente dopo una serie di romanzi "pallidi", entrambi sono riusciti a replicare i grandi successi passati. Scott Turow con un romanzo "classicheggiante": partendo dall'antico mito dei dioscuri Castore e Polluce ci trascina nella faida tra due famiglie greche, i Kronon e Gianis, che si odiavano anche prima dell'omicidio della figlia di Zeus Kronon e la confessione di uno dei due gemelli Cass Gianis. Figuratevi dopo. Ma veramente è stato Cass e che ruolo ha avuto Paul, l'altro gemello, senatore a candidato a sindaco della città? Di qui la necessità della riapertura delle indagini e dei faldoni, con una serie di veri colpi di scena. Grisham finalmente non è da meno: protagonista il testamento a sorpresa di un uomo le cui ricchezze erano sconosciute a più a favore della sua governante di colore. E per la gioia dei nostalgici rispolvera l'avvocato Jack Brigance che già aveva combattuto contro la discriminazione razziale ne Il momento di uccidere. Apparentemente una storia già vista con i parenti pronti a scannarsi per la massa ereditaria, con accordi sottobanco tra legali, l'arte di scegliere la giuria e la lotta di un piccolo studio contro i grandi ed affaristici mega studi legali. Il tutto ambientato in una polveriera razziale.

Era ora.

 

"La notte dell'oblio" di Lia Levi: la scelta del silenzio

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Si è svolto mercoledì 15 gennaio, presso Palazzo della Penna, a Perugia, l'incontro con la scrittrice Lia Levi, invitata dal Circolo dei Lettori a presentare il suo libro "La notte dell'oblio" (Edizioni E/O 2012). Sala gremita per ascoltare l'autrice, molto nota per il suo impegno nella diffusione della cultura ebraica ed intellettuale, che ha guidato i partecipanti in un viaggio storico indietro ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, passando attraverso le 
vicende della famiglia Vivanti, per poi confrontarsi con il pubblico in un dibattito interessante. Nella storia, Giacomo, Elsa e le due figlie, ebrei, sono costretti a scappare da Roma per evitare la "caccia grossa" che i fascisti stanno esercitando e a rifugiarsi in una canonica di una chiesa in campagna. Giacomo, in un breve ritorno a Roma, viene tradito e catturato. La sua scomparsa devasta Elsa che però fa la scelta di non rivelare nulla, neanche il nome del traditore, alle figlie (per non far vivere loro i suoi stessi tormenti) e al resto del "mondo": la donna sceglie la "via del silenzio". Forte l'assonanza con la società di allora e di quelle poi a venire che decide di non parlare di certe questioni per esorcizzarle. Ma come l'autrice commenta: "i problemi per essere superati vanno affrontati e non taciuti, altrimenti, prima o poi, tornano a galla" e difatti nel volume una delle figlie si ritroverà nel suo futuro ad affrontare la scelta del passato della madre. Gli anni dell'oblio non si sono limitati all'immediato dopoguerra, ma sono durati almeno due lustri in Italia. Nessuno parlava, nessuno raccontava, per vergogna: questo potrebbe rappresentare Elsa, la società ed il suo tacere. "L'Italia - commenta la scrittrice - non ha maturato la democrazia perché non ha affrontato la propria storia". L'uomo che denuncia Giacomo è uno sciocco che non lo fa per questioni di religione o potere, ma solo per "toglierselo dai piedi". Da qui altro consiglio della Signora Levi "Dobbiamo stare attenti all'ottusità, alla stupidità, alle piccole cose". Il traditore finirà non tanto per sentirsi colpevole, quanto per sentirsi "svuotato" ("gli si è ammalato il carattere" cit. libro). Questo appuntamento con la Levi ha rappresentato l'ouverture di una serie di eventi che il Comune di Perugia ha programmato in vista della "Giornata della Memoria" (27 gennaio) e su questa ricorrenza  l'autrice esprime il suo pensiero: "Le guerre sono tutte terribili e volte a depredare una civiltà o ad impossessarsi di territori, per la prima volta invece con questo sterminio, ogni singola persona sulla faccia della terra venne perseguita, indipendentemente da età e sesso, solo in quanto ebreo, condannata per il solo fatto di esistere". E la civiltà che tanto decantiamo è stata, per questo scopo, utilizzata e messa a servizio della strage e non usata per fermarla: l'IBM mezzo per schedare gli ebrei e il gas "progresso" teorico usato nelle camere per uccidere. 
 
 

La strada verso casa di Fabio Volo

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Fabio Volo piace sempre e vende moltissimo.

L'incipit è subito accattivante: "negli anni ottanta si rideva. Si rideva molto di più. Si rideva al lavoro, a scuola, con gli amici, e soprattutto si rideva in tv. Quegli anni erano un'epoca favolosa. L'Italia vinceva i Campionati del mondo in Spagna, la musica la facevano i dj e il suo ritmo dance pulsava dalle radio e dalle discoteche. Perfino il papa sciava in quegli anni. Ci si sentiva liberi, sarebbe caduto il muro di Berlino".

Ma questa semplice allegria termina appena vengono messi a fuoco i due fratelli protagonisti: Marco, il classico Peter Pan alla Volo, "che vive in folle, senza mai mettere una marcia, fare una scelta", ed Andrea, ingegnere, preciso, sposato con Daniela "sobria ed elegante". Sarà l'emergenza familiare, il dolore delle perdite a farli riavvicinare, capire e confrontare. 

Ed il confronto e lo scontro li renderà migliori, aiuterà Marco a scegliere, senza solo seguire l'onda ed i suoi fantasmi, ed Andrea a prendersi meno sul serio, a perseguire il suo sogno senza necessariamente dover apparire essere perfettissimo. Il sogno di avere qualcuno vicino a cui poter dire di essere felici.

Commovente.

 

 

Sangue Sesso Soldi di Giampaolo Pansa

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Una controstoria d'Italia dal 1946 ad oggi, come definita dall'autore.

Controstoria per il suo revisionismo: "Qui siamo su un terreno che spingerà molti a rinfacciarmi di aver scritto un libro di destra. Voglio subito dire che l’etichetta non mi spaventa. Anzi, la considero una medaglia, se per destra s’intende l’opposto di una sinistra culturale marmorea e bugiarda che per anni ha spacciato una lettura della storia italiana inquinata dal partito preso. E seguita a spacciarla con la boria di chi si difende aggrappandosi al complesso dei migliori. Ossia alla convinzione di essere il meglio fico del bigoncio e di saperla più lunga di tutti." E quindi De Gasperi ha salvato la libertà e non è un lacchè degli americani, Togliatti non si meritava la definizione del Migliore, vista la sua sudditanza a Stalin, il sessantotto è stato solo un bluff che ha distrutto le nostre università...

Sangue sesso soldi perché: " Sono tre parole, tanto secche da sembrare brutali, che fotografano meglio di altre la natura profonda del nostro paese...I soldi sono sempre stati un’ossessione non soltanto individuale, ma prima ancora pubblica. La voglia di arricchirsi in modo illecito ha intossicato la vita politica trascinandola nel baratro della criminalità. Gli anni di Tangentopoli, con i tanti processi e le molte vittime, ci hanno svelato un’Italia ributtante. Abbiamo vissuto una tragedia che continua ancora e azzera la credibilità delle istituzioni. La sobrietà, una virtù che i partiti dovrebbero considerare il bene più prezioso, si dissolve ogni giorno sotto lo tsunami di una corruzione invincibile e volgare".

Un racconto personale dell'autore, spunto per la descrizione di eventi, fatti, persone che hanno segnato la storia d'Italia. Ed in questa raccolta, scritta in modo inimitabile da Pansa, non può che colpirci, fra tanto, la descrizione dell'Italia del boom economico quando "le aziende assumevano invece che licenziare, per un giovane deciso a farsi strada un lavoro lo si trovava sempre, nessuno temeva di veder sparire i propri risparmi  e lo stato d'animo della gente poteva essere infuriato, ma mai depresso".

Altra Italia.

 

 
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