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Recensione di Libri scelti per voi

Le "Ciliegie sottospirito" di Gaetana Luchetti come didattica del cuore

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Si terrà martedì 4 novembre, alle ore 18, presso la sala A. Capitini del Municipio di Marsciano, la presentazione di "Ciliegie sottospirito – la didattica del cuore", ibro della scrittrice e poetessa marscianese Gaetana Luchetti. All'appuntamento, insieme all’'utrice, interverranno l'Assessore alle politiche scolastiche del Comune di Marsciano, Luigi Anniboletti e la dirigente del I° Circolo didattico di Marsciano, Stefania Finauro. Saranno presenti anche studenti e docenti che hanno condiviso con l’autrice, insegnante presso la scuola primaria IV Novembre, l'esperienza scolastica. 

E' il cuore, ed il modo in cui riusciamo ad ascoltarlo, protagonista di questo libro. Qui l'autrice sviluppa, infatti, la sua "didattica del cuore" ripercorrendo le proprie esperienze formative, dall'infanzia alla vita adulta fino alla sua professione di insegnante, attraverso la quale ha potuto costruire un tessuto di relazioni, a partire dai suoi studenti, gelosamente conservate, proprio come fossero "ciliegie sottospirito che, se ne senti la voglia, sviti il coperchio e ne gusti il sapore". Un libro dedicato a quella scuola di pensiero che insegna come la passione e la semplicità possono dare senso ad una vita intera, sia nell'ambito relazionale che nel lavoro. 
 
 

Non solo umorismo, ma ironiche riflessioni di un Adamo diverso dal solito in "Rivoglio la mia costola", nuovo libro di Marmunno

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Se la Bibbia vi è sembrata un po' "conformista", "statica", "non al passo con i tempi", allora non vi rimane che sfogliare "Rivoglio la mia costola" (Youcanprint). Un testo-parodia quasi sacro che contiene una strana proposta fatta direttamente a Dio  da Adamo e trascritta da Marmunno. Si scopriranno scenari biblici esilaranti  quanto divertenti, ma non per questo meno credibili.  "Rivoglio la mia costola", a firma di Adamo, in pubblicazione in questi giorni anche nella versione cartacea, è la parodia divertente della Bibbia dell'autore Marmunno, che non firma con il proprio nome e cognome perché teme forse di essere raggiunto dall'ira di Dio. L'opera inizia con l'episodio inedito del lamento di Adamo per la costola sottratta e soprattutto per le conseguenze imprevedibili che ne sono derivate. Un Adamo ingenuo, a tratti libidinoso ma senza malizia alcuna, cerca senza saperlo una femmina di uomo e Dio, attento anche più del dovuto a tale esigenza, lo accontenta, sconvolgendo la sua vita. E forse anche la nostra! La sua sessualità, fino ad allora praticamente assente, viene a contatto con quella prorompente di Eva, mettendo in luce e in ombra problematiche comuni ad ogni epoca. Ne deriva un delizioso quadretto familiare in cui qualcuno, più di qualcuno temo, si potrebbe facilmente riconoscere. Segue la replica piccata e piccante  di Eva che reduce da esperienze extraplanetarie rivuole la sua libertà e indipendenza carpita fraudolentemente con l'ausilio di un biondissimo e palestratissimo angelo, mai dimenticato. La pazienza del Padreterno sarà messa a dura prova. Non ci saranno esclusioni di colpi o false riverenze di circostanza. Divertiranno per la loro umanità i ritratti inediti e paradossali degli altri protagonisti della Bibbia, in particolare quelli dei Patriarchi, ed ogni riferimento a persone notissime è solo frutto di un caso maldestro. Un ruolo predominate viene affidato a Abramo, l'unico che non ha alcun collegamento con il testo tradizionale. Origine cubana, accento romano di borgata, assomiglianza impressionante al Che ma anche al Monnezza dei film di Thomas Milian. 

Con lui Dio sarà un vero padre in carne e ossa e passerà i suoi momenti migliori tra calici di buon rum e sigari cubani intonando le canzoni celebri dei nostri amati cantautori. Ci sarà da commuoversi! Parallelamente queste storie bibliche "rifatte" e "malfatte" troveranno corrispondenza nella società attuale, sia dal punto vista politico che sociale. Una bibbia umana, anche se scritta con il ricorso all'ironia ed al paradosso, ma forse più digeribile di  quella millenaria che creava un solco profondo tra Dio e le sue creature preferite, o almeno quelle a lui più simili. Si prevede una sofferenza universale. Intanto la richiesta di restituzione della costola invocata da Adamo da millenni aspetta!  
Marmunno: l'autore ha diversi sogni nel cassetto, legge libri di ogni genere  ed ha scoperto da poco una passione nuova e inaspettata per la scrittura. Scrive per emozionarsi, sperando di emozionare. Oltre alla parodia sulla Bibbia intitolata "Rivoglio la mia costola", pubblicata recentemente, è in contatto con alcuni editori per la pubblicazione di un romanzo-saggio sulla Tabula Rasa intitolato "All'ombra di Dio" e per una raccolta di poesie "Petali in Libertà". Pubblica  inoltre racconti brevi di ogni genere contenuti in antologie. Sta completando un libro di aforismi e freddure ed un copione teatrale sulla condizione dei cittadini extracomunitari che debutterà prossimamente in uno spettacolo di beneficenza.
 
 

 

La ricomposizione del mosaico di un'esistenza in "Nel libro, figlio tu vivrai" di Paolo Ciampi

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Si terrà presso la Sala della Pinacoteca di Amelia, venerdì 10 ottobre, alle ore 17, la presentazione del libro "Nel libro, figlio tu vivrai" (Edizioni Sarnus), di Paolo Ciampi (in collaborazione con Tania Maffei). Insieme all'autore, interverranno la coautrice Tania Maffei e lo storico Lorenzo Baratter. Introduzione del Sindaco di Amelia Riccardo Maraga. L'evento è inserito nell'ambito di Ameria Festival 2014, "La Grande Guerra: un anniversario che pesa". La storia di Ugo Marcangeli, che combatté ancora ragazzo nel primo conflitto mondiale: prima ancora che una biografia, un racconto della Grande Guerra vista da un giovane come tanti. E' un libro di viaggio – da Caporetto ai campi di battaglia della Francia, dall'Appennino al Monte Grappa – per ricomporre il mosaico di un'esistenza. Paolo Ciampi, fiorentino classe 1963, è scrittore e giornalista professionista. Ha lavorato per diverse testate tra cui "Il Giornale" di Indro Montanelli, "Il Manifesto" e "Il Tirreno". Con Pagliai Polistampa ha pubblicato molte opere, tra cui "Firenze e i suoi giornali" (2002), "Gli occhi di Salgari" (2003, Premio Castiglioncello), "Il poeta e i pirati" (2005), "Beatrice. Il canto dell'Appennino che conquistò la capitale" (2008), "Una domenica come le altre" (2010), "I due viaggiatori. Alla scoperta del mondo con Odoardo Beccari ed Emilio Salgari" (2010), "Le nuvole del Baltico" (2012), "La prima corsa del mondo" (2012). Dal suo romanzo "Un nome" (ed. Giuntina, Premio Villa Morosin) è stato tratto il lavoro teatrale "Un nome nel vento". Ama parlare di libri e paesi del mondo nel suo blog ilibrisonoviaggi.blogspot.com e sul suo sito ilibrisonoviaggi.it.

 

"Il Grande gioco": la Conversione di San Francesco come mai l'abbiamo conosciuta

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Temi profondi che portano a riflettere su argomenti quali religione, chiesa, controllo delle masse e ricerca interiore, tutto ciò in "Il Grande gioco" (Parallelo45 Edizioni), nuovo libro di Dario Di Gioia in cui la conversione di San Francesco diventa un giallo. Ottimo esordio narrativo di un autore che sa coniugare pagine di alta spiritualità, quasi di portata teologica. Il plot perfettamente strutturato, la contaminazione di periodi storici in cui fa da trait d'union un fascio di missive - con rivelazioni di portata straordinaria - scritte nel 1200 che arrivano ai nostri giorni, rendono questo romanzo avvincente e consigliato agli appassionati e non. Parte dei proventi saranno devoluti al programma "Scuola nel mondo", in partnership con la Fondazione Paoletti (http://fondazionepatriziopaoletti.it/progetti/27/scuole_nel_mondo.html). Preziosi documenti ritrovati da un clandestino egiziano ad Assisi, in seguito al terremoto del 1997, custodiscono un segreto sul vero motivo che spinse San Francesco alla conversione. Chi era il cavaliere Giovanni e perché un eretico ha potuto influenzare così 

a fondo Francesco d'Assisi? Una verità talmente scomoda per la chiesa, che il Santo stesso ritenne allora di non poter divulgare, confessandosi solo in punto di morte con il suo fratello più prossimo. Eppure ottocento anni dopo, il mondo forse non è ancora pronto ad accettare una versione dei fatti completamente diversa da quella che la storia ci ha inculcato. E' il dilemma che un poliziotto si trova a vivere, dopo essere entrato in possesso dei documenti ed aver iniziato la sua indagine privata, nel tentativo di proteggere la memoria del suo amico musulmano morto poi durante la primavera araba.
 La lotta tra dovere e istinto investigativo, le catene della dottrina religiosa ed i grandi spazi aperti della spiritualità, le crociate di ieri e quelle di oggi, le menti controllate dal sistema, sono alcuni dei temi affrontati dall'autore in un romanzo dove la storia del Santo viene mischiata al fantasy grazie a una narrazione fatta a scatole cinesi, in cui la verità viene passata di mano in mano attraverso lettere che porteranno il lettore per mano nel cuore della storia, al termine della quale tutto ritroverà un senso razionale e storico. Un'avventura di altri tempi più che mai attuale, scritta in stile dinamico e accattivante in cui il ricorso al flashback e ai cambi temporali rappresentano un filo di Arianna intricato e appassionante; seguendolo il lettore scoprirà come le sue perplessità su ciò che sta leggendo, siano le stesse dei protagonisti del romanzo che le narrano e non potrà fare a meno di restare incollato alle pagine di questo vero e proprio inno alla tolleranza, che rappresenta l'opera d'esordio dell'autore. 
Dario Di Gioia nasce nel 1971. Ha lavorato all'estero prima con la Polizia poi con l'ONU e con il Programma Alimentare Mondiale, vivendo per anni in Russia, Kosovo, Stati Uniti, Kenya, Haiti e Uganda. Quest'ultimo è il luogo dove dal 2010 vive con la moglie Sarah e le figlie Sophia Luce ed Elisa Jane.
 Chitarrista blues e amante di cavalli, alcuni anni fa un suo articolo di straordinario successo è diventato in assoluto il più "cliccato" della storia del Programma Alimentare Mondiale. 
 
 

Sensazioni ed emozioni i "Immagini spezzate", il nuovo lavoro di Claudio Rampin

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"Immagini spezzate", così si intitola la nuova raccolta di poesie dell'autore novarese Claudio Rampin, appena pubblicata da Edizioni Eventualmente. Poesie brevi, introspettive, che scaturiscono da uno spirito analitico e sensibile capace di isolarsi per immergersi in un mondo diverso e parallelo, a volte incatenato al passato, dove i tempi sono dilatati e i rumori ovattati, e dove è possibile cogliere quegli attimi e quei dettagli che sfuggono ai più. 

"Immagini spezzate" deve il titolo alla precedente pubblicazione "Un cuore sotto la pioggia" (2007), di cui è il proseguimento. Sono infatti la tristezza e il dolore i temi che ricorrono nei versi di Rampin, ma anche la solitudine, l'indifferenza, l'ansia, il vuoto, la fatalità, gli incidenti di percorso, la stanchezza. Ciò che colpisce maggiormente è proprio la capacità dell'autore di tradurre in parole quelle sensazioni ed emozioni, che spesso ci trovano impreparati e disorientati, al punto che risulta difficile persino raccontarle e condividerle con altri. Allora ci si affida all'ispirazione poetica, quasi come una sorta di codice, ed è in queste Immagini spezzate che ognuno di noi può trovare qualcosa di se stesso. Il pensiero di Rampin vola spesso a persone scomparse anche prematuramente, che hanno lasciato un segno nella sua vita. Ha una parola per tutti, dagli amici privati ai personaggi pubblici, come Marylin Monroe e Lady Diana, Alda Merini e Giovanni Paolo II, Enzo Biagi e Mike Bongiorno. E come tutti i poeti, spesso si ritrova ad andare controcorrente, col disperato desiderio di esprimere la propria autenticità, semplicità e umanità. 
Claudio Rampin, nato a Conselve in provincia di Padova, dagli anni '70 risiede e lavora a Novara. Amante dell'arte e della fotografia, ha all'attivo ben 15 pubblicazioni ed è presente in 66 antologie e altri libri.
 

A Palazzo della Penna, Bruna Magi guida gli ospiti alla scoperta dei giochi di potere in "Prima pagina"

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Nell'ambito del cartellone in programma per Farenight Estate Perugia, ieri, 11 settembre, ha avuto luogo un vero e proprio dialogo con il pubblico intercorso tra la scrittrice Bruna Magi e coloro che hanno aderito all'invito a partecipare all'incontro di presentazione del suo nuovo libro "Prima pagina" (Edizioni B). Presso Palazzo della Penna, la Magi, dopo aver illustrato il suo lavoro, si è infatti resa disponibile per una sorta di colloquio informale coordinato da Gabriella Mecucci. 

La storia verte sulla relazione amorosa tra Angiolina, giornalista, e Luca Falco, Direttore del "Corriere del Nord": cognome del protagonista scelto appositamente vista la caratteristica predatoria che lega l'uomo, sposato, arrampicatore sociale e contornato da varie presenze femminili, all'omonimo animale. Un rapporto vissuto modernamente tra sms e telefonate legate da un filo erotico (e "mai pornografico", come asserisce l'autrice) che descrive in pieno tre punti fondamentali: il potere, la seduzione di questo potere e la corsa cui tutti si affannano, anche nella vita reale, per raggiungere tanta autorità. In questo libro, definito il nuovo "Bel Ami" (Guy de Maupassant) visto dagli occhi di una donna, si esprime una femminilità che vuol e "deve" essere ironica e si ritrovano caratteristiche di persone ed esperienze raccolte dalla Magi durante i suoi momenti lavorativi e di vita quotidiana. Piccola curiosità, nonostante il suo legame con il mondo del cinema, la scrittrice ci tiene a sottolineare che, contrariamente a ciò che si può pensare, il nome della protagonista non è stato scelto per l'omonimia con una delle attrici più note nel mondo delle celebrità (la Jolie), ma per il ricordo che lega l'autrice ad una zia bellissima, toscana e morta molto giovane. Un terzo protagonista andrà, nel corso della storia, ad affiancare la "coppia" e porterà scompiglio in questo rapporto fatto già di un "fuggire" ed un "cercarsi, che terminerà con un finale a sorpresa. Un finale ovviamente non svelato dalle ospiti. 
 
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