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Recensione di Libri scelti per voi

Il ritorno in Sicilia di Mauro in "Nove Periodico" di Federico Li Calzi

Libri

Dopo i riscontri positivi delle raccolte di poesie "Poetica Coazione" e "Dittologie Congelate" arriva nelle librerie il primo romanzo di Federico Li Calzi, "Nove Periodico" (Edizioni Cerrito). Nel volume,  una coinvolgente storia ambientata in una Sicilia affascinante molto attesa dai lettori sin da prima del lancio, dopo che lo scrittore siciliano ne aveva preannunciato, via social network, l'uscita. 

 
A seguire, la descrizione del romanzo "Nove Periodico" a cura del Professor Enrico Testa (Professore Ordinario di Storia Della lingua Italiana All'Università di Genova): 
 
Mauro, un musicista quarantenne che ha raggiunto un notevole successo fuori dalla Sicilia, ritorna nel suo paese, a Canicattì, animato da più spinte e intenzioni: rivedere i luoghi della giovinezza,
allontanarsi dall'atmosfera mondana della capitale da cui ha tratto sì l'affermazione professionale ma anche delusioni e amarezze, incontrare l'amico Ntonio, conoscere la vita e la sorte di Luisa, l'amore perduto vent'anni prima. In questo percorso il protagonista ritrova un paese profondamente mutato. Anche Canicattì risente infatti delle grandi trasformazioni intervenute, in Italia e nel mondo, tra fine Novecento e principio del Duemila. La scena è il paesaggio naturale: l'indimenticabile Sicilia dal profilo immutabile ed eterno con le sue campagne assolate, il riverbero del mare, i terreni ora generosi ora calcinati, le notti dal cielo immenso e stellato. La parola è quella dell'amico Ntonio, con cui s'intesse un dialogo che alterna l'asprezza all'affetto, la sincerità impietosa al tenero ricordo e – risultato forse ancora più importante – il tramutare del tema della ricerca delle origini nel tema della ricerca della giustizia: in un imperativo etico che guida all'accertamento delle ragioni e dei responsabili dell'assassinio di Luisa e, con una messinscena sottile e implacabile,
alla loro punizione.
 
Federico Li Calzi nasce ad Agrigento nel 1981. Vive e lavora a Canicattì (AG) dove svolge la professione di imprenditore. Ha già pubblicato con Edizioni Cerrito i testi di poesie "Poetica Coazione"
(2009) e "Dittologie Congelate" (2012) che lo hanno portato alla ribalta nazionale come uno dei poeti italiani emergenti col maggiore riscontro dal pubblico.
 

Tra follia e crudeltà, arriva in libreria "I partigiani non c'erano"

Libri

Le testimonianze dei sopravvissuti si intrecciano in una storia che, dall'apparente quiete di una vita quasi normale, culmina in un dramma di follia e crudeltà". Da ieri in libreria, "I partigiani non c'erano" (Dalia Edizioni) del regista, autore ed interprete umbro Germano Rubbi.  Nel racconto, un episodio terribile, realmente accaduto in un paese del centro Italia nell'aprile 1944, dettagliatamente ricostruito grazie alle testimonianze dei sopravvissuti. 

 
Il libro - Il racconto di un episodio terribile, realmente accaduto in un paese del centro Italia nell'aprile 1944, dettagliatamente ricostruito grazie alle testimonianze dei sopravvissuti. Un caporale dell'aviazione tedesca, un maggiore della Wehrmacht schiavo della sua ambizione, un giovane podestà mite ma deciso, un mulattiere divenuto partigiano più per ribellione che per ideologia, un ragazzino di otto anni con un'idea confusa della guerra, un colonnello fascista che non si rassegna alla sconfitta imminente sono gli attori principali di questa storia capace di scuotere le coscienze. Nel parossismo di quei giorni, per la morte di partigiani ma anche di tanti civili estranei alla lotta, non solo il nemico riconosciuto della Resistenza giocò un ruolo determinante, ma anche insospettabili antipatie, invidie e vecchi rancori tra vicini di casa. I dati ufficiali raccolti nell'archivio militare tedesco di Friburgo, le testimonianze dei sopravvissuti si intrecciano in una storia che, dall'iniziale, apparente quiete di una vita quasi normale, culmina in un dramma di follia e crudeltà.
 
Germano Rubbi - Dopo gli studi universitari in Lettere moderne, indirizza la sua attività di regista alla rilettura dei grandi autori della commedia italiana come Ruzante, il Bibbiena, Machiavelli, Bruno, Goldoni. Dai primi anni del Duemila, la sua attività di autore si sdoppia, rivolgendosi, al contempo, alla scrittura di commedie (tra le quali "La zuffa è servita", nel 2011, viene tradotta in inglese e replicata con la sua regia negli USA), e alla realizzazione di spettacoli di "narrazione" a carattere storico-contemporaneo, giustapponendo con metodo i documenti ufficiali alle testimonianze dirette, in ricostruzioni dei fatti che mettono in luce aspetti inediti, non contenuti nelle cronache.
 

Aldo Cazzullo in Umbria per presentare "Possa il mio sangue servire"

Libri

Si terrà martedì 12 maggio, alle ore 17.30 presso Palazzo Graziani di Perugia e alle ore 21 presso il Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati di Città di Castello, la presentazione di "Possa il mio sangue servire" (Rizzoli edizioni), nuovo libro di Aldo Cazzullo. Insieme all'autore interverrà Luciano Bacchetta. Letture di Maurizio Perugini. 

 
Possa il mio sangue servire - Uomini e donne della resistenza - Un nuovo libro "vero e pieno di vita" ci conduce al cuore della Resistenza - si legge nelle note di Rizzoli edizioni -. Storie di quotidiano eroismo che ci costringono a interrogarci sul nostro presente. "La Resistenza è un patrimonio che appartiene alla nazione. Forse è arrivato il momento di raccontare la grande storia attraverso le
piccole storie". La Resistenza a lungo è stata considerata solo una "cosa di sinistra": fazzoletto rosso e Bella ciao. Poi, negli ultimi anni, i partigiani sono stati presentati come carnefici sanguinari, che si accanirono su vittime innocenti, i "ragazzi di Salò". Entrambe queste versioni sono parziali e false. La Resistenza non è il patrimonio di una fazione; è un patrimonio della nazione. Aldo Cazzullo lo
dimostra raccontando la Resistenza che non si trova nei libri. Storie di case chesi aprono nella notte, di feriti curati nei pagliai, di ricercati nascosti in cantina, di madri che fanno scudo con il proprio corpo ai figli. Le storie delle suore di Firenze, Giuste tra le Nazioni per aver salvato centinaia di ebrei; dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che sceglie di morire con i suoi parrocchiani
dicendo "vi accompagno io davanti al Signore"; degli alpini della Val Chisone che rifiutano di arrendersi ai nazisti perché "le nostre montagne sono nostre"; dei tre carabinieri di Fiesole che si fanno uccidere per salvare gli ostaggi;  600 mila internati in Germania che come Giovanni Guareschi restano nei lager a patire la fame e le botte, pur di non andare a Salò a combattere altri italiani. La Resistenza fu fatta dai partigiani comunisti, ma anche da quelli cattolici, monarchici, autonomi. E fu fatta dalle donne, dai fucilati di Cefalonia, dai bersaglieri. La Resistenza ha avuto le sue pagine nere, che vanno raccontate, come fa anche questo libro; così come racconta le atrocità spesso dimenticate dei nazisti e dei fascisti. La storia è scandita dalle voci dal lager e dalle lettere dei condannati a morte, certi che dal loro sacrificio nascerà un'Italia migliore. A 70 anni dalla liberazione, mentre i testimoni se ne stanno andando, è giusto salvarne la memoria e raccontare ai giovani cos'è stata
davvero la Resistenza, e di quale forza morale sono stati capaci i nostri padri. 
 
Aldo Cazzullo (Alba 1966) dopo 15 anni alla "Stampa", dal 2003 è inviato e editorialista del "Corriere della Sera". Ha dedicato oltre dieci saggi alla storia e all'identità nazionali. Sia "Viva l'Italia!" (2010) sia "Basta piangere!" (2013) hanno superato le centomila copie; "La guerra dei nostri nonni" (2014) le duecentomila.
 
 

Due nuove storie per il poliziotto Dave Robicheaux e quel sapore intenso di Louisiana

Libri

Il pluri-premiato scrittore americano di nuovo tradotto in italiano da Unorosso e Parallelo45 Edizioni, arriverà con due nuovi romanzi inediti sugli scaffali nella primavera 2015

Dopo alcuni anni di assenza, lo scrittore americano James Lee Burke troverà nuova luce in Italia nei mesi primaverili grazie a due nuovi romanzi, inediti nel nostro paese, tradotti e pubblicati da Unorosso (marchio della casa editrice piacentina Parallelo45 Edizioni).

Burke è scrittore di bestseller americani, dove le sue saghe di polizieschi vedono protagonisti tra gli altri, il poliziotto Dave Robicheaux e la famiglia Holland.

Negli Stati Uniti Burke è un autore pluri-premiato, vincitore di due prestigiosi Edgar Award e un Grand Master Award alla carriera.
In Italia, dopo le edizioni di alcuni suoi passati romanzi da parte di Meridiano Zero e Gialli Mondadori, se ne erano perse le tracce. Ma due dei suoi più recenti libri, Creole Belle (2012) e Light of the world (2013) sono in corso di traduzione e saranno pubblicati attorno alla prossima primavera dall'editrice di Piacenza che ha recentemente acquisito i diritti.
Un'ottima notizia per tutti i fan delle atmosfere affascinanti e sonnolente del sud degli Stati Uniti, della Louisiana, del fascino di New Orleans e New Iberia: potranno rivivere ancora le lunghe riflessioni interiori del personaggio nato dalla penna di Burke, le sue indagini sul confine della legalità, il suo spessore generato dall'infanzia difficile, tra incubi, pozzi petroliferi, violenza, alcol e razzismo.
 
Unorosso e Parallelo45 stanno inoltre completando la collana stranieri con altri importati autori del calibro di Jason Starr (Statunitense, scrittore e sceneggiatore di genere thriller, vincitore di diversi Anthony Award e pubblicato in passato sempre da Meridiano Zero) e Ashley Little (Canadese, vincitrice del Ethel Wilson Fiction Prize e finalista del City of Vancouver Book Award, inedita in Italia).
 
 

Alfabestoria, un viaggio tra "perché" e "per come" narrato da Costanza Bondi

Libri

Si terrà lunedì 8 dicembre, alle ore 17.30, presso la Sala della Vaccara di Perugia, la presentazione di "ALFABESTORIA - una storia che sembra una favola" (Aletti 

Editore) di Costanza Bondi. Il volume, frutto di una ricerca personale basata su fonti storiche provenienti da diversi autori di interesse internazionale, non pretende, pertanto, di presentarsi come un libro di educazione scolastica o semplicemente nozionistica, in quanto vuol rappresentare, al contrario, il tentativo di far comprendere la storia, raramente raccontata, dell'alfabeto: dalla sua nascita fino ad oggi.
Per tali sue caratteristiche, è consigliato agli adulti come lettura piacevole e scorrevole, ma anche ai ragazzi e a chiunque voglia saperne di più sul perché le lettere del nostro alfabeto abbiano quella precisa forma grafica che l’uomo si porta dietro dalla storia dei tempi. 
Costanza Bondi nasce e vive a perugia, città alla quale è legatissima, ed è da sempre dedita alla scrittura in tutte le sue forme e sfumature pur prediligendo il copywriting e la correzione di bozze. Ha creato il marchio WOMEN@WORK, gruppo che annovera un parterre di autori e autrici scelti per la forza e per la passione del proprio carattere letterario. Coautrice e curatrice di numerosi libri di prosa e poesia, romanzi d'amore e racconti di vita, nel marzo 2013 riceve il Premio Minerva Etrusca per la Letteratura con la seguente motivazione: "Il Premio Minerva Etrusca XIII edizione, nella sezione Letteratura, viene assegnato a Costanza Bondi per l'attività di promozione culturale ed editoriale, dalla quale trapela l'esaltazione della lettera "C": "C" come costanza (con la maiuscola e con la minuscola), come cultura, come cervello e come casa, tutte parole indiscutibilmente declinate al femminile." 
E' alla sua ventunesima pubblicazione, tra poesie, romanzi e volumi editati all'interno del proprio gruppo letterario. 
 

Seduti sotto un "portico" a parlar di cinema e libri con Francesco Rondolini

Libri

"Ci siamo resi conto, io e Fabio Melelli, che non esisteva nulla di specifico sul cinema a Bologna e così abbiamo pensato di scriverne" queste le parole con cui Francesco Rondolini ci spiega come è nato "Bologna. Il cinema sotto i portici" edito da Morlacchi, primo libro in assoluto (appunto) sulla presenza di Bologna nel cinema, presentato dagli autori la settimana scorsa negli ambienti della Biblioteca San Matteo degli Armeni di Perugia.

Come si sviluppa il libro? 
"Il libro è strutturato in tre parti: la prima saggistica, in cui si spiega come il cinema si sia evoluto nella città emiliana, la centrale, incentrata sugli attori bolognesi che abbiamo appositamente intervistato e le loro esperienze, e la terza composta dalle schede relative ad 840 film girati nella zona". 
Un volume dunque non solo "tecnico" ma rivolto anche a semplici appassionati... 
"Assolutamente si, molto accessibile a tutti e ricco di sfiziosi aneddoti. Rappresenta, inoltre, anche una sorta di piccola "guida" della città utile ad un "turismo cinematografico" una mappa di Bologna con i luoghi principali dove le pellicole sono state girate. I disegni, cosa che ci ha fatto molto piacere, sono di Luciano Bernasconi". 
Qualcosa di particolare per incuriosire i lettori? 
"Il film "Hanno rubato un tram" diretto e interpretato da Aldo Fabrizi, girato interamente a Bologna dove si trova lo scontro tra tradizioni. Un romano (Fabrizi) che va a vivere  Bologna perchè ha sposato una bolognese è pieno di aneddoti molto carini.Poi c'è il poliziesco "La polizia è sconfitta"  del 1977 del regista Domenico Paolella. Scene bellissime, inseguimenti, classici del genere con Marcel Bozzuffi che fa il commissario e Vittorio Mezzogiorno che è l'antagonista". 
Generi vari dunque e non solo una cerchia ristretta. Il tuo preferito? 
"Visto i miei studi sicuramente il poliziesco". E, infatti, altro libro di Rondolini, non a caso, è "Maurizio Merli, il commissario dagli occhi di ghiaccio" che vede protagosta proprio una delle icone più note del cinema di genere italiano, l'attore che, per eccellenza, si pone "a risposta italiana" del "Callaghan" interpretato da Clint Eastwood. 
Due motivi per cui il lettore dovrebbe acquistare il libro? 
"Sicuramente perchè è ricco di aneddoti: la parte delle testimonianze era infatti quella che a noi premeva particolarmente raccontare, ciò  che rende la narrazione non solo interessante, ma anche sfiziosa e scorrevole da leggere. Quando un attore parla dei suoi esordi, delle sue esperienze vissute il momento diventa particolare ed anche simpatico per certi versi. Altro motivo, sia per chi conosce o per chi non conosce Bologna, può essere un modo interessante per viverla". 
Per chi non "conosce" il cinema invece? 
"Una buona lettura per conoscere dei film importanti ma a volte sconosciuti al grande pubblico. C'è ad esempio "Paz!" che racconta tutto il mondo universitario di Bologna che, sappiamo, è molto caratteristico. Ancora, parliamo di film noir, genere che secondo me si sposa bene con l'ambientazione del luogo". 
Solo cinema italiano? 
"Spaziamo anche fuori Italia. C'è ad esempio un film marocchino del 2008. La ricerca è comunque circoscritta a Bologna e i suoi dintorni".  
Rondolini e Melelli ora proiettati verso...
"Stiamo portando avanti altri progetti editoriali tra cui un libro su Sanremo e un lavoro sull'italodisco del decennio '70-'80 periodo d'oro della dance italiana"
Da grande cosa vorresti diventare? 
"Quando divento grande te lo dico". 
 
E in attesa, dunque, di questa scelta non resta che immergersi in questa accurata e dettagliata ricerca che ci condurrà nel viaggio indietro nel tempo alla riscoperta dei film cult girati nel capoluogo emiliano e ci renderà partecipi delle testimonianze inedite ed esclusive di alcuni dei grandi "bolognesi" del nostro cinema. Buona lettura!
 
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