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Tassa sulle bibite gassate: quella malcelata vocazione del Governo a voler impartire lezioni

L'Analisi

 Anche se per ora si tratta solo di una accreditata ipotesi di governo, tuttavia l'idea di tassare le bevande gassate e quelle zuccherate ci lascia veramente di stucco. E non solo per l'evidente intento di fare cassa sotto il nobile scopo di educare gli italiani ad una sana alimentazione, ma soprattutto proprio per questo delirante fine pedagogico di massa, degno di un  sinistro sistema orwelliano. Da questo punto di vista non è la prima volta che l'esecutivo dei professori viene criticato nell'area liberale per questa malcelata vocazione a voler impartire lezioni di corretta esistenza al popolo. Quasi che il riflesso condizionato di chi è abituato da una vita a parlare dall'alto di una cattedra conferisse, di conseguenza, il diritto ad insegnare al prossimo come vivere in molti aspetti che, in realtà, dovrebbero appartenere essenzialmente alla sfera della responsabilità individuale. Già proprio quella tanto bistrattata responsabilità individuale che nel pensiero liberale rappresenta un caposaldo irrinunciabile. Ma evidentemente il tasso di liberalismo presente nella compagine dei tecnici è assai carente, se costoro ritengono di orientare a forza di inasprimenti tributari il corretto comportamento dei cittadini consumatori. D'altro canto, se dovesse passare il principio di scorraggiare attraverso balzelli aggiuntivi l'uso di sostanze commestibili ritenute nocive per la salute, o semplicemente non adeguate nell'ambito di un dieta equilibrata, c'è da aspettarsi una valanga di nuove imposte su una montagna di prodotti di largo e generale consumo che vengono regolarmente acquistati dalle famiglie italiane.

 Se, tanto per fare qualche esempio, si volesse combattere ulteriormente l'obesità giovanile -che per l'appunto è tra i motivi che hanno determinato l'ipotesi in questione- c'è un vastissimo settori di alimenti e bevande sui quali far cadere la mannaia regolatrice di questo governo etico, evidente precursore di uno Stato informato con l'identico carattere educativo. Già mi immagino il premier Monti ed il suo prode ministro della Sanità Balduzzi che, a reti unificate, annunciano una lotta senza quartiere contro gli insaccati, i fritti, i grassi e le demoniache merendine industriali di ogni marca e dimensione. Minacciando di rendere questi prodotti più costosi dei carburanti, questi paladini dell'uomo nuovo politicamente e digestivamente corretto potranno finalmente sconfiggere il consumismo alimentare dell'italiano medio, rendendolo finalmente retto e probo anche a tavola. E dunque, in un modo o nell'altro, i tecnici al potere avranno compiuto in modo radicale il compito di far stringere, e di parecchio, la cinghia ad un popolo di crapuloni. Non c'è che dire, siamo arrivati veramente alla frutta, naturalmente biologica, onde evitare l'ira fiscale degli attuali governanti.

 
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