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L’economia reale dell’Umbria: l’industria e gli scambi con l’estero

L'Analisi

Sulla base di indagini condotte su un campione di 250 imprese manifatturiere umbre, nel complesso del 2011 il fatturato a prezzi costanti ha segnato una crescita modesta. L’andamento è risultato migliore della media per le imprese in grado di intercettare la domanda estera (solo il 13% ha subito un calo del fatturato rispetto al 2010, contro il 30% delle aziende dipendenti soprattutto dalla domanda interna).
Tra i settori, al lieve calo delle vendite rilevato nei comparti dei metalli si è contrapposto l’aumento nella meccanica, nel tessile e abbigliamento e nell’industria alimentare. I lievi segnali di recupero complessivamente registrati nella prima parte dell’anno si sono tuttavia interrotti nel secondo semestre. Il peggioramento del quadro congiunturale si è accentuato negli ultimi mesi dell’anno, con il riacutizzarsi delle tensioni sui mercati finanziari. Il rallentamento dell’attività economica è proseguito nei primi mesi del 2012. 
Gli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata, le incerte prospettive della domanda e, dall’estate, l’aggravarsi delle tensioni finanziarie, hanno frenato i piani di accumulazione di capitale delle imprese. La dinamica della redditività aziendale è migliorata: nel 2011 la quota delle imprese che hanno chiuso l’esercizio in utile è pari al 70%, mentre le perdite hanno riguardato una azienda su cinque.
Il calo dei livelli produttivi osservato dall’insorgere della crisi ha determinato un minor consumo di energia elettrica. L’incidenza dell’industria sui consumi complessivi di energia elettrica è superiore alla media (il 57 % nel 2010; il 36 e il 45 %, rispettivamente, nel Centro e in Italia). Relativamente all’implementazione delle energie da fonti rinnovabili, alla fine del 2010 erano presenti, in Umbria, circa 3.800 impianti.
Tra i mercati di destinazione, sono cresciute del 15,9 % le esportazioni verso i paesi extra-UE; all’interno dell’area dell’euro, sono aumentate del 12,6 % le esportazioni in Germania. Nella media del 2011 le importazioni regionali sono aumentate del 6,8 %, in marcato rallentamento dall’anno precedente.

 

 
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