Get Adobe Flash player
Home L'Analisi Assisi e quote rosa: Per Ricci "la storia finisce qui". Ma la battaglia si sposta in Parlamento
Condividi

Assisi e quote rosa: Per Ricci "la storia finisce qui". Ma la battaglia si sposta in Parlamento

L'Analisi

Continua a far discutere la questione "quote rosa" che ha coinvolto il Comune di  Assisi. Prima la sentenza del Tar dell'Umbria che aveva rilevato nella Giunta la carenza sotto il profilo della presenza femminile. Poi la riconferma da parte del sindaco Claudio Ricci della stessa Giunta nella sua totalità al maschile. Poi ancora l'auto-candidatura di Giorgia Brunori, prima donna tra i non eletti  nelle file del Pdl alle ultime elezioni comunali. E ora il tutto arriva in Parlamento con tre deputate Pd (Sereni, Amici, Concia) e una di Fli (Perina) che hanno presentato un'interrogazione ai ministri dell'Interno e delle Politiche sociali (due donne, Cancellieri e Fornero) per chiedere se ritengano ''che la riconferma degli stessi componenti della Giunta comunale di Assisi da parte del sindaco Ricci sia da considerarsi rispettosa della normativa in materia di pari opportunità tra donne e uomini''. La risposta di Ricci non si è fatta attendere: ''Il Tar, è bene ricordarlo, ha considerato 'non illegittimo' non includere una donna in Giunta (peraltro il presidente del Consiglio ad Assisi è una donna che, candidata assessore, ha optato per la presidenza del Consiglio) ma ha chiesto 'adeguate motivazioni'. Spero - prosegue il primo cittadino - che chi, invece di occuparsi dei problemi di cittadini e imprese, continua ad alimentare polemiche sulla 'quote rosa', prenda atto che, per quanto riguarda il sindaco Claudio Ricci, l'argomento è chiuso e la Giunta è operativa". Ricci dunque va avanti per la sua strada rivendicando "la legittimità delle scelte per la composizione della Giunta comunale che deriva dal consenso popolare ricevuto in primo luogo dallo stesso sindaco e poi dai consiglieri chiamati a far parte della Giunta". E così a chi lo etichetta "Nemico delle donne", il sindaco risponde "E' assessore chi più lo merita e chi ha preso più voti. Come messo in luce nel Decreto di nomina sindacale - sostiene ancora Ricci - pur avendo rilevato alcune disponibilità di donne, sia in forma scritta che verbale, non si sono evidenziate le condizioni richieste di 'esperienza ed immediata operativita'' auspicando che, quelli che ancora fanno polemica, o vorrebbero fare gli assessori senza averne le caratteristiche, prendano atto che non si tratta di 'occupare poltrone' ma di sapere fare per i cittadini (cercando di non aumentare tasse e tariffe, soprattutto in questo momento)". 

Argomento chiuso per il sindaco, come lui stesso ha sottolineato,  ma sicuramente la questione continuerà, in questa calda estate, a far discutere, anche perché si basa non sulle capacità o incapacità dell'attuale Giunta, ma sull'eterna rivalità uomo-donna, sulla discriminazione di genere e sulla voglia del gentil sesso di occupare ruoli di potere e prestigio. E su questo Ricci non ha  dubbi, come ribadisce al Corriere della Sera: "Non ce l'ho con le donne. Trovo offensive le quote rosa: la donna ha la capacità di farsi largo da sé", ed  elenca le tante donne che collaborano con lui in Comune.
Siamo certi che la storia (di cui discutere anche sotto l'ombrellone) non finirà qui, arriveranno nuovi taselli. Vedremo se saranno di colore "rosa".

 

 

 

 
Articoli Correlati
Seguici su Facebook    Seguici su Twitter    Feed Rss Atom    Seguici su Google +    Guarda i nostri video

HOME | MAPPA DEL SITO | POLITICA | ECONOMIA | CRONACA | CULTURA E SOCIETA' | SPORT | LIBRI | DIRITTO E ROVESCIO | CASI GIUDIZIARI

LOGIN | WEBMAIL | LA REDAZIONE