Get Adobe Flash player
Home L'Analisi Monti vince il round di Bruxelles ma ora deve tagliare tasse e spesa pubblica per trionfare
Condividi

Monti vince il round di Bruxelles ma ora deve tagliare tasse e spesa pubblica per trionfare

L'Analisi

E' indubbio che il vertice europeo di Bruxelles abbia registrato un notevole successo personale del premier Monti. L'ennesima boccata d'ossigeno finanziaria a vantaggio delle banche rappresenta per il presidente del Consiglio un risultato politico non indifferente, tanto da scongiurare per ora la prospettiva di un voto anticipato. 

Soprattutto dopo il poderoso rimbalzo ottenuto sui mercati finanziari, nessun partito sarebbe tanto folle da rischiare un salto nel buio, quando gli accordi del 28 e 29 giugno sembrano aver aperto qualche spiraglio di ottimismo nel cupo panorama di questi ultimi mesi. Tuttavia, pur non condividendo affatto il giudizio dell'ex ministro Brunetta sullo scudo anti-spread - definito da quest'ultimo una polpetta avvelenata per l'Italia -, occorre stabilire in linea di principio che qualunque misura finanziaria non può che avere un effetto tampone se non la si accompagna da provvedimenti di tipo strutturale. Provvedimenti simili, allo stato, l'attuale governo dei tecnici è riuscito a realizzare solo sul piano previdenziale. Un settore strategico che ci vede ai primi posti nel mondo per spesa in rapporto al Pil. Ma per scongiurare l'abbandono sul mercato secondario dei nostri titoli pubblici da parte degli investitori, il che rappresenta il motivo del nostro alto differenziale rispetto ai bund tedeschi, occorre cominciare a toccare i veri nodi che impediscono al Paese di crescere e, dunque, di ridurre il rischio solvibilità in merito ad un debito pubblico che ha oramai raggiunto il 125% della ricchezza nazionale. Bisognerebbe, in sostanza, abbattere di parecchi punti la spesa pubblica, onde alleggerire l'enorme fardello fiscale che grava su imprese e famiglie. Altrimenti, con uno Stato che controlla il 55% della ricchezza medesima, risulterebbe vano qualunque tentativo di riprendere a crescere attraverso un semplice atto di volontà politica. Da questo punto di vista la nostra ripresa economica, vera conditio sine qua non per tacitare in modo stabile i mercati, deve basarsi su una sostanziale diminuzione del peso delle tasse e della burocrazia, facendo riguadagnare molto dello spazio perduto dalla libera iniziativa della società spontanea. Senza ciò, il resto rischia di assumere il valore di operazioni contabili che da sole non possono bastare a risollevare il Paese.

 
Articoli Correlati
Seguici su Facebook    Seguici su Twitter    Feed Rss Atom    Seguici su Google +    Guarda i nostri video

HOME | MAPPA DEL SITO | POLITICA | ECONOMIA | CRONACA | CULTURA E SOCIETA' | SPORT | LIBRI | DIRITTO E ROVESCIO | CASI GIUDIZIARI

LOGIN | WEBMAIL | LA REDAZIONE