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Finestra crisi: USA critica UE

L'Analisi

Parole pesanti come macigni sono cadute sulle teste dei Paesi dell'Unione Europea alla vigilia del vertice dei capi di Stato e di governo della Ue che si terrà fine giugno. Le stesse sono state pronunciate dal portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. In sostanza gli analisti degli Stati uniti e gli stessi mercati finanziari sono scettici sul fatto che le misure prese finora siano sufficienti per assicurare la ripresa in Europa e rimuovere il rischio che la crisi peggiori. Devono essere fatti molti passi in avanti e anche in tempi stretti. Il problema, come già detto dallo stesso presidente Obama è che la situazione europea crea problemi per l'economia globale e quindi per quella americana e quindi si rischia un collasso globale. Le grandi d’Europa hanno messo a punto un piano finanziario per risalire la china in tempi molto brevi e ciò fondamentalmente si regge su quattro punti cardine: più controllo sui bilanci nazionali, vigilanza a livello europeo sulle banche, politica finanziaria, fiscale, estera e di difesa comune, riforme dei sistemi sociali per armonizzare welfare, contributi e previdenza. Per realizzare questi obiettivi servono delle manovre incisive condivise da tutti gli stati dell’UE (primo fra tutti il capitolo eurobond che vede la Germania scettica) che si devono sostanzialmente addossarsi il rischio comune. A breve vedremo se al consiglio dei capi di stato verranno portate sul tavolo soluzioni efficaci.

 
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