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Perugia violenta, Repubblica accusa: "E' la capitale della droga". E' finito un sogno?

L'Analisi

Perugia, fine del sogno? Game over? Quale immagine sia della nostra città fuori dai propri confini? Gli studenti non arrivano numerosi come prima, i turisti temono problemi a passeggiare in centro di notte. Perugia non splende più e le inchieste giornalistiche che da circa un anno (ma anche prima all'epoca dell'omicidio Meredith) mettono in risalto una situazione complicata. L'ultima arriva da Repubblica dal titolo inequivocabile "Perugia paradiso perduto. Le gang l'hanno trasformata in capitale della droga". 

Una descrizione precisa di come avviene lo smercio: dai corriere nigeriani ai grossisti albanesi che passano ogni tipo di droga agli spacciatori tunisini. L'inchiesta di Repubblica segue quelle televisive andate in onda su RaiTre o su La7. E segue a distanza di anni quella di Porta a Porta in pieno delitto Meredith, quando fu illustrato il problema droga perugino per dare un quadro d'insieme della città. Quello che si viene da chiedere è: il problema è scoppiato solo ora o è sempre esistito? La situazione è stata soprattutto sottovalutata. Lo spaccio esiste da tempo, i pusher e i trafficanti hanno "sfruttato" il vasto parco clienti offerto da molti studenti. Pochi controlli? Poca prevenzione? Il risultato è sotto l'occhio di tutti. E non solo più a Perugia. Anche nel resto dell'Italia. L'attenzione mediatica lo dimostra e forse potrebbe far accelerare controlli e azioni con la speranza forte che non si spenga tutto dopo il primo fuoco. Ma l'articolo di Repubblica mette in evidenza una serie di problemi che in città sono tutti collegati tra loro: gli affitti dei "bassi", l'addio a cioccolaterie in centro per far posto a decine di locali etnici, e l'abbandono da parte dei perugini doc del centro storico. Anche il sindaco Boccali finisce nel mirino reo di aver alzato tardi la voce. E poi c'è quella statistica che fa male: i morti per overdose, donne e uomini che a Perugia trovano il mercato della droga di tutti i tipi e spesso, purtroppo, trovano anche la morte. La militarizzazione imposta dopo lo scontro armato di inizio maggio tra gang rivali basterà tornare a far splendere la nostra città? "Controllano noi studenti - ha riferito un giovane pugliese -, fanno anche la voce grossa ma poi non fanno nulla contro i veri spacciatori. Spesso preferiamo non uscire da casa, tanto tra controlli e situazione critica è meglio restare a casa". Inoltre gli spacciatori non hanno abbandonato il centro, si sono solo spostati di qualche decina di metri, nelle vie limitrofe. L'articolo di Repubblica cita anche quali sono le vie. Tra questi via della Viola. Una novità? Macché quella zona di Perugia è da anni, forse decenni un posto dove acquistare droga a poco prezzo. Prova di un problema che esiste da tempo e spesso nascosto sotto il tappeto come se fosse polvere da nascondere agli occhi degli ospiti. Ma la polvere è diventata spazzatura e ora è sotto gli occhi di tutti. E' finito il sogno di Perugia?

 
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