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Il porto di Venezia e i paradossi della crisi: calano i beni primari, aumentano le crociere

L'Analisi

Paradossi della crisi: un caso eclatante arriva dal nord Italia, quando si vanno a verificare alcuni dati di flusso commerciale del porto di Venezia.  Si registra un -4,3% (pari a -363mila tonnellate di merci movimentate in meno, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.) nella movimentazione di prodotti, Segno meno per quasi tutti i comparti merceologici: -44,4% nel traffico petrolifero, -41% in quello di cereali, -27% nei fertilizzanti per l'agricoltura, -25,9% per le rinfuse varie. A diminuire sono pure il trasporto di merci su container (-2,7%) e su General Cargo Ro/Ro, cioè camion caricati sui traghetti (-3,2%), che risente in particolare delle ricadute della crisi sui traffici commerciali greci, delle conseguenze della guerra in Libia e delle crisi politiche che ancora avvolgono Egitto e Siria. In controtendenza il trasporto di carbone per l'Enel (+156%), ritardi nel pagamento degli stipendi.

A segnare, invece, dei risultati positivi sono i traffici di mangimi per animali, foraggi e olii vegetali (+24,4%), minerali di ferrosi (+13,6%) e carbone per le centrali dell'Enel (addirittura +156 %, pari a 525mila tonnellate in più mobilitate), benzine e gasolio (+4,4%).

Con un -4,9%, risulta in decrescita pure il numero di passeggeri imbarcati nei traghetti, pari a 10mila persone in meno. Cresce, per contro, il numero di crocieristi, passati dai 163mila dei primi quattro mesi del 2011 ai 172mila giunti a Venezia tra gennaio e aprile 2012.

La conseguenza più dannosa delle riduzioni evidenziate è la tendenza, sempre più massiccia, ad utilizzare lo strumento della cassa integrazione ordinaria nei terminal commerciali e tra le imprese di servizio. A questo si aggiungono gli ovvi problemi di liquidità dovuti alla stretta del credito bancario e ai ritardi nei pagamenti, che, in molti casi, determinano forti ritardi anche nel versamento degli stipendi. Insomma meglio andare in crociera per non pensare!

 
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