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Cantine aperte, ecco come trasformare una festa in rissa

L'Analisi

Cantine aperte, festa degli amanti del nettare degli dei, momento per scoprire come nasce il prodotto che poi ci ritroviamo nel bicchiere ed occasione per promuovere il vino. Tra i tanti motivi che fanno accorrere ogni anno centinaia e centinaia di persone nelle cantine di tutta Italia, non c'è certo quello di ritrovarsi in mezzo ad una rissa. Diciamolo subito, stranieri, bande di spacciatori e cose simili questa volta non c'entrano proprio niente. A qualcuno verrebbe da dire che c'entra il calcio, il tifo. Ma probabilmente c'entra soprattutto la stupidità, l'incapacità di sapersi divertire. Veniamo ai fatti. A Montefalco, in una delle cantine della zona, ieri tra un bicchiere e l'altro si sentono due accenti diversi, il perugino e il ternano. Allora qualche battuta, qualche sfottò e poi bicchieri e bottiglie che volano. Le persone accorse lì per berlo quel vino e non  certo per tirarselo con tutta la bottiglia, hanno iniziato a scappare ed urlare mentre alcuni appartenenti ai due gruppi (che nel frattempo facevano proseliti) hanno cominciato a picchiarsi.
Ternani e perugini hanno continuato a darsele fino all'intervento dei carabinieri, polizia e municipale. Oltre ad alcuni feriti, paura per una ragazza poco più che ventenne, incinta, colta da malore per lo spavento. 
Basta un bicchiere di troppo per provocare tutto questo? Probabilmente no.

 

 

 
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