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Scontri nel centro di Perugia, il punto dei commercianti

L'Analisi

Dopo gli scontri dell'8 maggio scorso i perugini non ci stanno più e, se interpellati, raccontano liberamente e senza alcun timore il disagio di vivere nel centro storico di Perugia, adesso. Non basta il pugno duro annunciato e messo in atto dalle Istituzioni, nel 'the day after' la maxi rissa tra pusher, a placare le polemiche e a far tornare la tranquillità tra la gente che vive, lavora e frequenta, quello che un tempo era considerato il salotto buono della città. Raccontare da cronisti le opinioni dei perugini e dei commercianti è facile, in tanti, tutti, hanno un'opinione sulla situazione della sicurezza. Da qui comincia il nostro viaggio tra la gente e i negozianti. Ci imbattiamo in un'anziana titolare di un negozio di frutta ai piedi di via dei Priori, attività storica in quella zona, che ci racconta degli innumerevoli furti subiti negli anni, specialmente gli ultimi. Non meno di sabato scorso è stata derubata nel suo negozio da due persone. In un'occasione ha dovuto consegnare quanto aveva in cassa, dopo essere stata minacciata con un'arma. In un'altra i ladri l'hanno messa in un angolo, sono andati dietro al banco e le hanno preso i soldi. La donna ci dice di essere stufa e stanca. Gestisce il negozio di frutta da cinquanta anni e ad agosto chiuderà i battenti. "Perché?" le chiedo, "chiudo perché ho paura e non posso più andare avanti così. Sono anziana e qui davanti non vedo mai passare le pattuglie per controllare. Preferisco stare a casa". Ci sono anche altre testimonianze di esercenti che non ce la fanno più.

 "Per me non ho paura - ci dice il titolare di uno storico ristorante perugino in via Ulisse Rocchi - perché io sono pronto a reagire. Ma temo per i miei figli e nipoti che vengono al lavoro da me. Ho subito sette furti". La richiesta è unanime ed è quella di avere il diritto alla tutela e alla sicurezza. Il titolare di un bar in via dei Priori, una delle zone calde, dove il primo maggio scorso è avvenuta una sparatoria intorno alla mezzanotte, ci racconta di come i pattugliamenti siano aumentati: "Siamo più tranquilli - dice - ma speriamo che non sia un fuoco di paglia, insomma che sia sempre così e che i controlli non si esauriscano in poco tempo". Parla anche il presidente della Consulta del Centro Storico, ex Collegio Arti e Mestieri, che rappresenta i commercianti dell'Acropoli, Giuseppe Capaccioni, che da piena fiducia ai rimedi posti in essere, rimanendo pero con l'occhio vigile: " Bisogna far tornare la gente in centro - dice - Mi sembra che fino ad ora si sia messa la testa sotto sabbia e che nell'emergenza si stia tentando di reagire. Girando in centro la sera noto molte pattuglie che controllano, ma questa azione di contrasto è necessario protrarla nel tempo.  Occorre intervenire in maniera drastica, per dare sicurezza alla città, anche con azioni di intelligenze, per colpire alle radici il fenomeno dello spaccio e della criminalità". Secondo la Consulta, questa situazione crea un danno enorme alla città, i negozi sono spopolati a causa della crisi e la carenza di sicurezza in cento, non aiuta a riempirli. "Il danno si somma alla crisi economica - spiega Capaccioni - e si vede ad occhio nudo. Il centro deve tornare ad essere riamato dai perugini, tanti non lo frequentano piu e questo è il danno maggiore per Perugia che ha perso così la sua  identità. Un passo in avanti è stato fatto anche con le modiche alla zona traffico limitato che rimarrà aperta per più ore e in fasce orarie per noi utili, facili, dalle 13 alle 24 il centro sarà sempre aperto". Anche i commercianti del Centro hanno messo in campo un programma di iniziative per incentivare il salotto buono: a partire dal 26- 27 di maggio, sarà avviata una campagna di informazione sui nuovi orari della Ztl, dal nome 'Perugia is Open', saranno rimborsati i biglietti degli autobus e i negozi saranno aperti il sabato  e la domenica. "Il mio - conclude Capaccioni - è un appello alla gente a venire in centro, i negozi aperti assicurano movimento e sicurezza, è necessario che la gente venga da noi e che i negozi rimangano aperti".

 

 
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