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Crisi senza fine e i suicidi si moltiplicano

L'Analisi

E’ triste dirlo ma in questo lungo periodo di crisi gli unici due indici che hanno il segno più sono quello, ormai celebre, dello spread e quello relativo ai suicidi delle cosiddette “vittime” della crisi. E purtroppo nessuno di questi due indici ci fa sorridere, anzi. In questi giorni poi in cui Equitalia sta mandando le cartelle esattoriali, le morti per suicidio da indebitamento stanno aumentando ad un ritmo a dir poco preoccupante. Basti pensare alle tragedie accorse nelle ultime 24 ore. A Napoli un uomo di 72 anni si è sparato dopo che in casa  è arrivata l'ennesima cartella di Equitalia, e ora è gravissimo, in ospedale. A Enna un padre di famiglia di 47 anni, precario, si toglie la vita alla notizia di una riduzione dell'orario di lavoro. 

Lascia sgomenti il messaggio dell’imprenditore morto in cui si afferma che «La dignità vale più della vita di un uomo». Così infatti l'imprenditore di Napoli che ieri ha tentato il suicidio sparandosi un colpo alla tempia, si è congedato dai suoi familiari. La storia comincia con una cartella esattoriale da trentamila euro arrivata lo scorso ottobre, poi ridimensionata a quindicimila euro. Ma ieri, ancora un'altra botta: un'altra cartella di Equitalia, non diretta all'imprenditore ma al figlio che vive con lui e che ne aveva rilevato l'attività. Altri undicimila euro da pagare, o forse un'altra battaglia da cominciare. Sabato mattina l'uomo si è allontanato da casa, è andato in officina, e ha tentato di porre fine al suo tormento con un colpo di pistola.

La crisi ha colpito ieri levando le speranze anche a un uomo di Enna, un lavoratore precario, che si è tolto la vita impiccandosi nella sua villetta. Padre di due figli di 9 e 4 anni, sposato, l'uomo ha lasciato quattro biglietti per spiegare il suo gesto, dettato dallo sconforto per la situazione economica. Non riusciva a trovare un lavoro stabile, e la ditta in cui lavorava gli aveva comunicato una riduzione di orario e di stipendio che lo ha portato a togliersi la vita.

Insomma non è un momento buono per la nostra economia ma signori il detto che “la vita non ha prezzo”, sia pure la dignità la valuta con cui si tratta, è più che mai vera anche in questi duri frangenti.

 

 
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