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Tagli fasulli e vecchi vizi dei partiti italiani

L'Analisi

Per tagliare la spesa pubblica non possiamo certamente affidarci alla pagliacciata dei novelli "cahiers de doléances" messa in rete attraverso il sito del governo - trattasi di moduli con cui ogni cittadino avrebbe la facoltà di segnalare sprechi del danaro pubblico -. Occorrono invece dolorose ma necessarie scelte politiche che, tuttavia, sembrano molto lontane dagli intendimenti dei partiti che appoggiano lo stesso governo. Anzi, questi ultimi cerchano di salvaguardare il più possibile i settori più vicini al proprio bacino di consenso elettorale. 

Ma al di là di ciò, storicamente dobbiamo amaramente costatare che pure nel corso della cosiddetta seconda Repubblica non si è notata alcuna differenza tra chi governava e chi era all'opposizione sul piano della spesa medesima. Sostanzialmente, tanto il centro-destra che il centro-sinistra hanno seguito una linea assolutamente continuista, in cui le uscite dello Stato e le tasse hanno proseguito inesorabilmente a crescere. Semmai, tirando le somme di un ventennio vissuto all'insegna di uno strisciante collettivismo delle cicale, l'unica differenza esistente tra i due schieramenti è stata di natura ideologico-propagandistica. Infatti, la sinistra ha sostenuto in maniera martellante le tesi più becere del welfare e delle ricette keynesiane, mentre i cosiddetti moderati le hanno praticamente accolte - spesso addirittura superando in maestri quanto ad interventi pubblici - quasi in silenzio, cercando nel contempo di interpretare due parti in commedia. Da qui la nascita di quella molto ambigua quanto infelice definizione, molto cara ai socialisti del Pdl, di economia sociale di mercato. 

Sotto questo profilo si potrebbe dire, sempre in merito al citato continuismo delle cicale, che i primi sono stati, alternativamente, i mandanti e gli artefici del disastro, i secondi solo i semplici esecutori. Ma è indubbio che ambedue gli schieramenti hanno contribuito in modo decisivo a sovietizzare il nostro sistema, il quale con le ultime spremiture montiane oramai è caratterizzato da una spesa pubblica che raggiunge il 54% del Pil. Un livello tale che impedisce ogni tentativo di ripresa e che, proprio per questo, il governo dei professori sembra essersi deciso ad abbassare, attraverso la molto decantata spending review. Tuttavia, rispettando appieno il suo ruolo di mandante ideologico e leader del fronte ufficiale della spesa pubblica, Pier Luigi Bersani ha sùbito intimato l'alt ai tecnici che occupano la stanza dei bottoni. Al grido, "non accetteremo ulteriori tagli al comparto scuola" - tradizionale bacino di consenso per la sinistra italiana,  il segretario del Pd ha esortato il ministro Giarda, referente principale sul fronte della succitata spending review, ad "usare il cacciavite in questi meccanismi, perchè usare la mazza non va bene". Ora, a parte che se non ci fissiamo nella mente che è finita per sempre la stagione delle cicale politiche, altrimenti la mazza la useranno contro di noi i mercati finanziari, decretando un fallimento che appare, comunque, lungi dall'essere scongiurato, occorre chiarire un aspetto che sfugge alla maggioranza dei cittadini. Quando, infatti, i politici alla Bersani sostengono che sarebbero stati già eseguiti tagli sufficienti in questo o quel settore della pubblica amministrazione, scuola compresa, commettono una vera e propria truffa concettuale. E questo per il semplice fatto che essi evitano accuratamente di spiegare che tali presunti tagli non sono stati realizzati sulle somme effettivamente spese durante l'esercizio precedente, bensì sulla base di un aumento tendenziale della spesa medesima, calcolato in modo piuttosto misterioso. Cosicchè, se la crescita prevista a tavolino delle uscite di un dato ministero fosse di un 20%, mi basta "limitarne" l'aumento al 10% per mettermi sulla giacca il cartellino di tagliatore di teste, fasullo però. Ebbene, è proprio su una simile truffa che si regge attualmente buona parte della propaganda dei sinistri mandanti ideologici di una spesa pubblica sempre più fuori controllo. Altro che cacciavite!

 
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