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Criminalità e conseguenze psicosociali. Ne parliamo con il neuropsichiatra Francesco Fioroni

L'Analisi

Il tema dell'insicurezza percepita nelle grandi città come in quelle di provincia è un argomento di grande attualità. In esso convergono aspetti sociologici, antropologici e psicosociali, ne parliamo con il neuropsichiatra Francesco Fioroni.
 Oggi molti cittadini manifestano timore ed insicurezza sociale, questo comporta una modifica del tessuto sociale di appartenenza, esistono differenze tra le grandi città e quelle di provincia?
I dati scientifici descrivono le metropoli come realtà intrise di paure che si presentano come pervasive del vissuto quotidiano. Stando ai dati di qualche anno fa: circa il 90 % degli abitanti delle 10 più grandi città del mondo dichiara di avere almeno qualche piccola ansia quotidiana, il 43 % avverte con maggiore intensità una o più angosce e una persona su dieci, se dovesse indicare il sentimento che meglio esprime l'atteggiamento nei confronti della propria vita sceglierebbe la paura vera e propria. Oggi questi dati possono essere estesi anche alla popolazione che vive in provincia. Questo equivarrebbe a dire in soldoni che in tema di insicurezza sociale non vi è differenza tra vivere a Napoli o a Perugia?
Napoli è una delle metropoli italiane più contraddittorie, le sue criticità si intersecano variamente a quelle della criminalità organizzata e della delinquenza comune che rendono la città una realtà in cui coesione sociale, valori etici, grado di raggiungimento dei diritti di cittadinanza sono indeboliti. Tutto questo degrado del tessuto sociale che tipo di riflessi può avere sul vissuto quotidiano?
La degenerazione del tessuto sociale, inteso come povertà sociale produce vulnerabilità, comportamenti patogeni e in particolare disturbi psichiatrici che possono riguardare a esempio stati d'ansia con attacco di panico come richiesta d'aiuto fino a comportamenti dissociativi con rischio di esplosioni autoaggressive (come tentativi di autosoppresione) ed eteroaggresive (come violenze del tutto casuali e inaspettate, definite “violenze gratuite”).
Come in circolo vizioso dove miseria e disturbi mentali si rafforzano a vicenda?
In particolare i disturbi psichiatrici  seguono un modello circolare in cui i disturbi mentali, attraverso la selezione sociale, possono portare alla povertà, e la povertà riduce la probabilità di prognosi favorevole di molti disturbi mentali. Tutto questo incide sulla pratica quotidiana di varie realtà minando il senso di sicurezza sociale.
Quanto la criminalità sul territorio influenza il vissuto quotidiano?
La presenza sul territorio della criminalità determina livelli elevati di insicurezza percepita dalla popolazione, modifica lo stile di vita e di lavoro, in particolare depriva la vita quotidiana radicalmente del suo valore: si esce sempre meno, non si va al cinema ne a teatro, e soprattutto si lascia la città di notte in balia della promiscuità, che favorisce maggiore accessibilità delle droghe sul territorio e atti illeciti.
Quanto i servizi socio-sanitari possono contribuire ad un migliore rapporto della qualità della vita delle nostre città?
E' auspicabile la formazione di un network di professionisti che integri professionalità e competenze al fine di progetti operativi di prevenzione in particolare primaria, ovvero sull'approfondimento in termini di ricerca sulle cause del disagio sociale e prevenzione secondaria sul livello di assistenza. Recentemente, fa capolino sulla scena sociale un vecchio modo di combattere la criminalità. Sembra, infatti, che la polizia e i rappresentanti del popolo  stiano chiedendo la cooperzione delle organizzazioni religiose affinché aiutino le famiglie a rischio con visite, consigli e appoggio sociale.
Si può guarire il cancro della violenza?
Per cercare di guarire il cancro della violenza, dobbiamo mettere un po' di “bene” nella vita di quelle persone, specialmente se giovani, che mostrano tale tendenza, e ciò si può attuare, come sostenuto dai più illustri studiosi internazionali di criminologia, ristabilendo la cellula della società (la famiglia) e ridandole la sua naturale importanza attraverso l'implementazione di misure integrative delle funzioni familiari superando i diverbi sui problemi di reddito integrativo, sanità, occupazione, alloggio, assistenza infantile e assistenza all'istruzione.

 
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