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La crisi aguzza il consumatore e la caccia alla promozione

L'Analisi

A seguito della crisi e del conseguente calo dei consume, in molti si cimentano nello studiare il nuovo profile del consumatore, quello cioè che deve far fronte a questo difficile periodo. In generale di evince come il nuovo consumatore abbia elevata mobilità fisica ed inoltre ricerchi sempre le migliori opportunità d'acquisto. Inoltre cambiano anche le proprie esigenze: nella fattispecie sobrietà dei consumi sacrificando la quantità e non la qualità. 

E’ ormai assodato che negli ultimi 2-3 anni si sono sedimentate alcune modifiche nelle abitudini di spesa e consume. In relazione alla spesa, ogni italiano in media frequenta da uno ai tre punti vendita. Da cosa dipende? Le regole sono la convenienza o il risparmio di tempo. C'è chi si affida alle strutture più di prossimità alla propria abitazione o al posto di lavoro e chi, invece, è alla ricerca delle promozioni. In quest'ultimo caso, la ricerca è prima di tutto per le marche in promozione, poi per i prodotti a marchio e, infine, ben distanziato, l'acquisto dei prodotti di primo prezzo. Per i canali, gli italiani sembrano privilegiare internet, segue il superstore, e discount e specializzati, a pari merito. Ma non tutto il male viene per nuocere: le tasche sgonfie hanno insegnato nuovamente agli italiani l'economia domestica, tenendo conto che l'alimentare è il settore che tiene di più, c'è stata una flessione sulla carne rossa e anche sui piatti pronti, ad eccezione delle pizze surgelate che sono in crescita. C'è una riduzione dei pasti fuori casa mentre non si rinuncia ad andare a cena fuori. La particolarità é che a soffrire della crisi sono anche alcuni prodotti tipici delle tavole italiane, ossia il caffè, la pasta e l'olio d'oliva, mentre aumentano wurstel e tonno. Aumenta l'acquisto dei prodotti per la prima colazione e si riduce il bar del mattino. Ma tranquilli la dieta mediterranea non é ancora in crisi.

 

 
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