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Finestra crisi: S.O.S. consumi per l'industria

L'Analisi

Quelli che erano i sospetti prima delle festività, in questi giorni, a saldi avviati, sono ormai drammatiche certezze: la crisi ha influito anche sui consumi, i quali sono scesi in maniera preoccupante, segnando il segno meno sulle attività commerciali. Dunque un inequivocabile trend di comportamenti delle famiglie: i consumi si riducono. Le previsioni di fine anno, realizzate da Confindustria e Intesa Sanpaolo, vedono nel 2012 una frenata compresa tra lo 0,8 e l'1% per la spesa delle famiglie italiane, con effetti rilevanti sul prodotto interno e sulla produzione industriale. Alcune agenzie di analisi hanno provato a simulare cosa succederà nei principali settori nel prossimo 2012. La produzione manifatturiera, sulla base di questa simulazione, si ridurrebbe dell'1% nel 2012, il doppio rispetto alle stime effettuate ad ottobre. Si tratta quindi di 3,5-4 miliardi di ricavi in meno per i diversi settori dell'industria.

L'impatto negativo maggiore è per i beni durevoli, per tutti i settori cioè legati ad acquisti più o meno rinviabili. Il mercato dell'auto ha già fornito a dicembre elementi eloquenti di questo trend, con un calo delle immatricolazioni di oltre il 15%, ben superiore alla già debole media annua di rallentamento, mobili ed elettronica cedono il 3,1%, il sistema moda cede oltre due punti, gli elettrodomestici poco meno. Persino alimentari e bevande, settore anticiclico per eccellenza, finirebbero in rosso con un calo stimato della produzione 2012 pari allo 0,38%. Tra le poche eccezioni a conservare ancora un segno più vi è il comparto della meccanica, la cui crescita del 2% stimata in precedenza non viene intaccata dalle nuove stime, soprattutto per la grande propensione all'export. Ma il sunto finale vede un comparto economico molto danneggiato e con prospettive tutt’altro che rosse per il prossimo anno….speriamo che quindi questo 2012 passi velocemente, o almeno che ci si sbagli sulle previsioni.

 
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