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Liberalizzazione dei farmaci: una decisione che scontenta tutti. Ma perché?

L'Analisi

Fa discutere e scontenta un po' tutti, almeno sulla carta, la rivoluzione voluta da Governo in merito alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, vale a dire quelli che richiedono una ricetta medica ma che non sono mutuabili. Immediate le reazioni, contrarie, della Federmarma (e questo poteva essere prevedibile) ma anche delle Parafarmacie e delle stesse associazioni di consumatori. Proteste che arrivano, come nel caso di un farmacista di Udine, allo sciopero della fame. Ma perché nessuno è soddisfatto di questa scelta? I primi parlano di poca sicurezza per l’utente, i secondi di impossibilità di agire nei territori meno abitati, i terzi di non effettivo calo dei prezzi.  Ma andiamo per ordine.
Cominciamo dalla norma
La cosiddetta Manovra Monti o Decreto Salva Italia ha al suo interno un articolo, il 32 per la precisione, relativo alla liberalizzazione della vendita dei medicinali di Fascia C. Questo comporterà la possibilità di dispensare questi farmaci nelle parafarmacie, solo nei Comuni con almeno quindicimila residenti, purché alla presenza di un farmacista laureato e regolarmente iscritto all'Ordine Professionale, come già accade per i medicinali da banco.
La posizione delle Farmacie

"In nessun Paese al mondo i farmaci di fascia C sono mai usciti dalle farmacie". Questa la linea tenuta da Annarosa Racca, presidente di Federfarma. Oltre alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, "che comprendono - spiega Racca - categorie importanti di farmaci come gli psicofarmaci o gli ormoni", che hanno bisogno della prescrizione medica ma non sono rimborsati dal Servizio Sanitario nazionale, si parla anche della possibilità di rivedere la pianta organica delle farmacie. "Noi siamo disponibili a lavorare per avere un sistema delle farmacie più moderno, ma il servizio farmaceutico, e la distribuzione dei farmaci di fascia C, sono il cuore della nostra attività". "L'uscita della ricetta medica dalla farmacia non risolve in alcun modo i problemi finanziari italiani. Al contrario - osserva una nota inviata al Governo italiano e al Parlamento dal Raggruppamento delle farmacie europee, PGEU, che rappresenta 400.000 farmacie di comunità in 31 Paesi europei - avrà l'effetto di destabilizzare il settore e di abbassare la qualità del servizio di distribuzione del farmaco con la conseguente inevitabile commercializzazione aggressiva dei farmaci con obbligo di ricetta medica."  Per il  Raggruppamento: "Il decreto depaupera la farmacia italiana dei farmaci con ricetta, creando un unicum in tutta Europa. Ad ogni modo riteniamo che l'adozione di misure che abbiano il solo effetto di minare la sicurezza dei pazienti, la solidarietà dei sistemi sanitari e la sostenibilità della presenza delle farmacie nel territorio, porterà alla creazione di più problemi di quanti ne possono risolvere". 
Il pensiero delle Parafarmacie
Ma allora se i titolari delle farmacie si lamentano, quelli delle parafarmacie saranno contenti. E invece no, almeno non in toto. Se infatti da un lato dicono che è una buona notizia per loro e per i consumatori che vedranno calare i prezzi, "senza perdere in professionalità e sicurezza per il cittadino, anche se da molte parti si vuole far intendere il contrario (leggi sopra ndr), proprio grazie alla presenza obbligatoria del farmacista", dall'altro lato c'è il problema che questa possibilità non sarà data a tutti, ma solo alle parafarmacie situate in Comuni con almeno quindicimila residenti. E così il Forum Nazionale delle Parafarmacie afferma "Apprendiamo con stupore che la vendita di farmaci di fascia C presso le Parafarmacie verrà vincolata ai soli esercizi presenti  nei comuni sopra i 15mila abitanti. La norma è in contrasto  con qualsiasi principio di liberalizzazione. Se il principio ispiratore è  la tutela delle farmacie rurali,  si ricorda che queste sono  localizzate nei comuni al di sotto dei 5mila  abitanti e quelle al di sotto dei 3 mila  percepiscono già un indennizzo parametrato al loro fatturato. Ricordiamo inoltre che è proprio nei paesi dai 5mila  ai 15mila  abitanti  che  le poche farmacie presenti  hanno i fatturati più elevati: è dunque inconcepibile escludere proprio  in quelle aree  la liberalizzazione della fascia C".
Cosa sperano i consumatori
E gli italiani che vanno in farmacia che ne pensano? Liberalizzazioni dovrebbe voler dire più concorrenza e abbattimento dei prezzi, da alcune stima emerge che la liberalizzazione dei farmaci da banco abbia portato a riduzione del costo del prodotto (con percentuali che superano le due cifre) e anche un aumento di posti di lavoro. 
Ma per il Movimento Consumatori, che da sempre sostiene la liberalizzazione dei farmaci, è necessario rimuovere proprio l'esclusione prevista per i comuni al di sotto dei 15.000 abitanti. “La norma non ha senso – afferma Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori – visto che il 30% delle parafarmacie si trova nei piccoli comuni. Da una parte siamo quindi soddisfatti, dall’altra chiediamo che venga tolto questo limite”.  Ma i dubbi dei consumatori non finiscono qui. Infatti se è vero che l’Ocse, nel suo rapporto annuale ha individuato nella riduzione delle barriere regolamentari e amministrative alla concorrenza, una delle principali priorità per l’Italia, è altrettanto vero che la stessa liberalizzazione va valutata settore per settore. "Il principio di concorrenza - secondo l'Unione Nazionale Consumatori - poco si adatta alla vendita del farmaco. Il beneficio derivante da una diminuzione dei prezzi dei farmaci “sembra insussistente”: da un lato, infatti, il prezzo del farmaco è rigidamente regolamentato dallo Stato, dall'altro è difficile immaginare che si acquistino più farmaci se non ce n’è necessità".

 

Insomma, ogni novità e cambiamento porta a un momento di disorientamento e critiche. Qui però la decisione del Governo sembra trovare, al momento, pochi consensi. Le associazioni di categoria chiedono dunque un incontro per trovare una via di uscita che, se non sarà in grado di accontentare tutti (cosa impossibile in merito a qualsiasi scelta si faccia), almeno riesca a non scontentare tutti. 

 

 

 
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