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I rilievi del Governo sulla legge della semplificazione

L'Analisi

In questi giorni è stato sollevato il problema della incostituzionalità della legge regionale n.8 del 2011. E’ la legge sulla semplificazione, votata dal Consiglio regionale settembre. I lettori ricorderanno che a fine luglio c’era stata una schermaglia tra Brega e la Marini , intenti a litigare sui tempi di approvazione. In seguito sono emersi dubbi di costituzionalità, portati avanti dalle associazioni ambientaliste. Quello che pochi conoscono è il quadro delle norme “dubbie”, quadro che è stato fatto dal Governo con una serie di rilievi poi accolti dalla Giunta regionale. Di seguito, per gli operatori, l’elenco di questi articoli,  analiticamente elencati nella delibera 1322 del 7 novembre 2011 della Giunta regionale.

- art. 54, comma 6 che introduce il comma 10 bis all’art. 5 della l.r. 1/2004 – censurabile perché in contrasto con le disposizioni statali in materia di autorizzazioni sismiche ed ambientali che sono state escluse dall’applicazione della SCIA ai sensi dell’art. 94 DPR 380/2001. L’introduzione di modalità di controllo successivo o semplificato, ove siano coinvolti interessi primari della collettività, è in contrasto con l’art. 117, comma 3 Cost., in materia di governo del territorio, violando un principio fondamentale della materia;

- art. 55 comma 3 che aggiunge all’art.6 della l.r. 1/2004 con riguardo al comma 7 octies – censurabile perché detta disposizioni in contrasto con la normativa statale e comunitaria in materia di rifiuti violando l’art. 117, comma 1 e l’art. 117, comma 2, lett. s) della Cost ;
- art. 65, comma 1,  che sostituisce l’art. 17 della l.r. 1/2004   e art.  70, comma 1,   che sostituisce l’art. 21 della l.r. 1/2004 – censurabili perché violano la norma statale del codice dei beni culturali, espressione della competenza esclusiva dello Stato in materia di cui all’art. 117, comma 2, lett. s) Cost;
- art. 72 che riscrive l’art. 22 della l.r. 1/2004 rubricato: “Autorizzazione paesaggistica” – censurabile perché contrasta con il D.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) in quanto non prevede il parere vincolante della Sovraintendenza e omette di precisare che deve essere presentata a corredo dell’istanza tutta la documentazione, e non solo la relazione paesaggistica,  prevista dell’art. 146, comma 3 del D.Lgs 42/2004 o dal regolamento attuativo dello stesso Codice, ponendosi così in contrasto con le suddette disposizioni statali e conseguentemente con l’art. 117 comma 2, lett. s) della Cost;
- art. 73 che integra la l.r. 1/2004 con riferimento agli articoli aggiunti  22 ter (adempimenti in materia di assetto idraulico)  e 22 quinquies (scarichi delle acque reflue in pubblica fognatura)  – censurabile perché il silenzio assenso non può essere applicabile in alcun caso alla materia “ambiente” ai sensi dell’art. 20 l. 241/90. Pertanto le disposizioni contenute negli artt. 22 te e 22 quinquies si pongono in contrasto con i principi generali dell’ordinamento e conseguentemente con l’art. 117, comma 2 lett. s) Cost.;
- art. 87 che inserisce l’art. 8 bis alla l.r. 11/2005 – censurabile perché nel conferire al Comune il ruolo di autorità competente nell’ambito della procedura VAS per alcune tipologie di strumenti urbanistici, non distingue l’autorità competente dall’autorità procedente. Inoltre la disposizione consente  l’attribuzione delle funzioni di  autorità competente anche ad un soggetto   che potrebbe avere natura privata ponendosi palesemente in contrasto con la norma nazionale (art. 5 lett. p) D.Lgs 152/2006 che definisce autorità competente la pubblica amministrazione cui compete l’adozione del provvedimento di verifica di assoggettabilità, l’elaborazione del parere motivato, nel caso di piani e programmi, che richiama le definizioni della Direttiva 42/2001 CE); 
- art. 89, comma 3  che sostituisce il comma 11 dell’art. 24 della l.r. 11/2005 – censurabile perché  la formulazione della disposizione ingenera l’equivoco che l’espressione del parere della Soprintendenza sul piano attuativo faccia venir meno il parere della Soprintendenza in ordine ai singoli progetti delle opere comprese nel piano attuativo, derogando così al D.Lgs: 42/2004. La norma si pone quindi in contrasto con l’art. 117, comma 2, lett. s) Cost.;
- art. 91, comma 2  che aggiunge il comma 9 bis all’art. 28 della l.r. 11/2005; censurabile perché tale disposizione, nell’escludere alcune categorie di piani dal campo di applicazione della VAS, prescindendo da un esame caso per caso,  si pone i contrasto con la normativa statale di settore di cui all’art. 6 del D.lgs 152/2006;
- art. 124 che integra il titolo IV della l.r. 27/2000 – censurabile perché la previsione si pone in contrasto con la normativa statale in quanto non considera boschi quelli ricadenti nelle aree indicate dall’art. 142 del D.Lgs 42/2004 anche quando i boschi medesimi siano sottoposti a vincolo provvedimentale di tutela paesaggistica; 
- art. 136, comma 1 che inserisce il comma 4 bis nell’art. 3 della l.r. 12/2010 – censurabile perché la norma regionale non contiene indicazioni procedurali in merito alla valutazione della significatività degli impatti e ciò appare come una arbitraria esclusione dalla VAS di intere categorie di piani attuativi ponendosi così in contrasto cin la normativa statale di riferimento afferente alla materia della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di cui all’art. 117, comma 2 lett s) Cost. 

Con riferimento alle censure sopra riportate  la Giunta ha ritenuto opportuno valutare gli interventi di modifica e/o soppressione di alcune delle disposizioni sopra evidenziate, eliminando possibili equivoci interpretativi, al fine di superare le osservazioni di incostituzionalità.

 

 
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