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Italia: un paese verso un governo tecnico? Il futuro Esecutivo chiamato a una dura prova

L'Analisi

 Dunque, da come si sono messe le cose, si viaggia rapidamente verso un nuovo governo diretto dal professor Monti, autorevole e prestigioso ex-commissario europeo. La scelta, unita al varo di misure oramai considerate improcrastinabili, dovrebbe servire a far abbassare la febbre della speculazione finanziaria che sta mettendo in forte discussione la stabilità del Paese. A tale proposito, molto dipenderà dalla capacità del futuro esecutivo di adottare tutta quella serie di misure impopolari che, soprattutto a sinistra, sono viste come il fumo negli occhi. Per questo sarà interessante verificare come riuscirà il Partito democratico, che fino a ieri si è mostrato molto critico nei confronti della famosa lettera della Bce, ad appoggiare un programma di emergenza che abbia al centro della sua azione le indicazioni scritte in agosto da Trichet e Draghi. In particolare, preso atto che i mercati ci chiedono scelte chiare ed univoche, Bersani & company sono chiamati a sostenere un esecutivo che, tra le sue priorità, dovrà ulteriormente contenere la spesa pubblica e favorire la liberalizzazioni nel mondo del lavoro. Tutto ciò in netto contrasto con quanto la pancia della sinistra politico-sindacale continua incessantemente a chiedere. Ovvero più Stato, più spesa e più protezioni. Esattamente gli stessi elementi che ingessano il Paese, impedendo all'economia di crescere ed allo Stato medesimo di tenere in equilibrio i conti pubblici.
 Giunti a questo punto, eliminato il capro espiatorio Berlusconi, anche per la sinistra cosiddetta di governo non ci sono più scuse. Anzichè rincorrere ogni rischiesta di spesa arrampicandosi persino sui tetti, bisognerà adottare una linea di rigore che dia più fiato soprattutto alla produzione ed ai consumi. Una linea di rigore che dovrà mettere da parte ogni irresponsabile demagogia al fine di riguadagnare la necessaria fiducia tra gli investitori internazionali. Riuscirà a far questo il soldato Bersani? Tra breve lo potremmo verificare sulla nostra pelle.


                                                      

 
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