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La fotografia di Unioncamere: in Umbria aumento delle aziende straniere

L'Analisi

Uno studio di Unioncamere Umbria, costruito su una elaborazione degli ultimi dati di Infocamere, fotografa le imprese straniere in Umbria.  
Ormai rappresentano l'8,2% del totale delle imprese regionali: alla fine del terzo trimestre 2013 ne sono state censite 6702 a fronte di 82.178 sedi di impresa. La percentuale è ancora leggermente più bassa del valore nazionale (8,6%) e di oltre due punti inferiore al valore dell'Italia centrale, che è del 10,9%.  In totale, le imprese straniere umbre rappresentano il 1,5% delle imprese straniere in Italia e il 5,7% di quelle delle regioni del centro della penisola. Ma la crescita è costante. Come confermano le iscrizioni alle Camere di Commercio, che secondo i dati aggiornati di Unioncamere Umbria, relativi al terzo trimestre 2013, sono aumentate del 7% rispetto all'anno precedente e ormai rappresentano il 17% delle nuove imprese iscritte. Se si analizzano i singoli settori dell'economia regionale, nell'arco degli ultimi tre anni, si nota che il numero delle imprese create da cittadini stranieri nel terzo trimestre del 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, è cresciuto dell'1,2%: meno del 4,1% dell'anno precedente ma in forte controtendenza rispetto ai valori del totale delle imprese italiane che, rispetto allo scorso anno, registrano ancora un calo (-1,6%). Fa riflettere un dato: l'Umbria è in testa tra tutte le regioni italiane, secondo una specifica indagine di Unioncamere del 2011, nella percentuale di valore aggiunto che deriva dalla attività di occupati stranieri, che nelle province di Perugia e Terni raggiunge complessivamente la quota del 18,4% rispetto alla media nazionale del 12,8%. Molto più della Puglia, ultima tra le regioni italiane (4,1%) e meglio del Lazio (16%), dell'Emilia Romagna (15,9%), della Lombardia (15,4%), della Toscana (15,2%) e delle Marche (13,2%).

In Umbria la percentuale delle imprese straniere è più alta della media italiana e di quella del Centro Italia in ben quattro settori: nella Istruzione (7,15 contro il 3,9% italiano e il 6,2% del Centro Italia); nella Sanità ed assistenza sociale (4,1% contro il 2,8% e il 3,3%); in Agricoltura (2,9% contro l'1,7% e il 2,8%) e nelle Attività finanziarie ed assicurative (2,5 contro il 2,2% e il 2,3%).

Le imprese straniere sono maggiormente concentrate nei settori delle Costruzioni (33,5%) e del Commercio all'ingrosso (32,1%). Seguono l'Agricoltura, silvicoltura e pesca (7,6%) e le attività manifatturiere (7,3%). In particolare, le imprese manifatturiere straniere in Umbria sono 489 e rappresentano il 6,1% del totale delle imprese umbre, a fronte del 13% dell'Italia centrale e del 7,6% del totale delle imprese italiane. Giuliana Piandoro, segretario generale di Unioncamere Umbria, sottolinea l'importanza di una tendenza che si è consolidata negli ultimi anni: "La  crescita di imprese straniere certifica anche il consolidamento di una dinamica: sempre più lavoratori da braccianti diventano imprenditori e accettano il rischio di fare impresa. Ormai in Italia una nuova impresa giovanile su 5 è straniera. Spesso queste attività soddisfano fabbisogni non coperti da lavoratori italiani. Colmano un vuoto e assicurano un apporto economico fondamentale all'economia dell'Umbria". Le imprese straniere attive in Umbria, per la maggior parte, hanno la natura giuridica di imprese individuali (85,6%). Il 7,4% sono società di persone e il 6,3% sono società di capitali. Il 57,9% delle società di capitali è rappresentato da attività immobiliari; il 9,4% da attività manifatturiere. Nonostante l'aumento delle imprese straniere, l'Umbria però assorbe meno lavoratori immigrati. Negli ultimi 4 anni le assunzioni non stagionali sono in calo costante: dal 23% del 2010 all'8,5% del 2013. Lo stesso fenomeno si registra nelle altre regioni del centro Italia e più in generale in tutto il Paese anche se le percentuali di assunzioni sono più alte: 13,15% nell'Italia centrale e 11,7% in tutta Italia.

L'unico settore dell'economia umbra dove le assunzioni non stagionali crescono è quello delle Costruzioni (22,6% nel 2013, a fronte del 21,9% del 2012). Ma i dati sono comunque in evidente flessione rispetto al dato del 50,7% di nuove assunzioni registrato nel corso del 2010.

La domanda di lavoratori stranieri in Umbria rimane più scoperta in alcuni settori specifici. I lavori di più difficile reperimento riguardano l'armamento ferroviario e quello delle gallerie e le professioni di tecnici programmatori. Ma c'è fabbisogno di lavoro anche per  montatori di carpenteria metallica, carpentieri e falegnami specializzati nel settore edile, meccanici artigianali, riparatori e manutentori.

Le prime 8 professioni per numero di assunzioni di lavoratori stranieri non stagionali in Umbria sono nell'ordine: commessi delle vendite al minuto, muratori, addetti ad affari generali, camerieri, autisti di camion e di altri mezzi pesanti, addetti a funzioni di segreteria, cuochi e contabili. 

 
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