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BPS commissariata, e adesso?

L'Analisi

Forse già si sapeva. Ad ogni modo adesso è ufficiale. La Banca popolare di Spoleto è stata commissariata da Bankitalia. Questo a seguito delle ispezioni effettuate da Palazzo Koch la scorsa estate che hanno rivelato delle irregolarità sotto diversi punti di vista durante gli esami ispettivi. Le contestazioni di Bankitalia riguarderebbero alcune operazioni effettuate dall'istituto di credito, ma anche lo stato patrimoniale della banca.
E adesso cosa succede? E’ facile immaginare che tutti, per primi i risparmiatori, siano in grande preoccupazione e la prima domanda che sorge spontanea riguarda la possibilità di accesso ai propri risparmi. Possiamo tranquillizzare in parte la questione adducendo che gli organi straordinari, insediati oggi, hanno assicurato da subito tutti coloro interessati che adotteranno tutte le misure necessarie a garantire la regolarizzazione dell’attività aziendale nonché la piena tutela dei diritti dei depositanti e dei creditori sociali. Gli stessi sportelli continueranno la propria attività ordinaria e tutti i clienti di BPS potranno usufruire di tutti i servizi fino ad oggi utilizzati.
Adesso passiamo alle questioni meno positive.
Primo: bisogna capire cosa veramente ci sia dietro il commissariamento della Banca? Si parla, oltreché di esami ispettivi andati male anche di problemi legati allo stato patrimoniale (e quindi di tipo strutturale). Viene subito da chiedersi se la stessa banca non abbia alcune lacune patrimoniali/finanziarie che si porta dietro da tempo.
Secondo: il commissariamento di una banca è una misura straordinaria che serve principalmente a verificare se la struttura commissaria abbia possibilità di ripresa oppure lo stesso commissariamento non sia l’anticamera per la chiusura. Si ribadisce che questa è un’ipotesi alquanto estrema anche se di questi tempi tutto può accadere.
Terzo: nel breve periodo forse i più scontenti saranno i piccoli azionari della banca stessa che hanno visto i titolo cedere il 7,4% prima di venire sospeso. E il tempo di ripresa a seguito di “novità” di questa importanza è sempre un po’ lento.
Quarto: le amministrazioni comunali (Spoleto e Perugia in primis) e moltissimi cittadini umbri impiegati nella stessa banca staranno sul chi va la perché, non bisogna essere degli addetti ai lavori ma, ovviamente, il commissariamento non risulta una pratica positiva.
Di fatto, da oggi, l'intero management della Popolare è decaduto, e l'istituto di credito sarà gestito da Bankit per l'ordinaria amministrazione per un massimo di 12 mesi. Un anno di tempo durante il quale si dovrà procedere alla ricapitalizzazione della Bps, già decisa dal board dell'istituto locale ma bloccata da Bankitalia in attesa della liquidazione delle quote detenute da Mps.
A livello finanziario la decisione presa da Palazzo Koch è stata un fulmine a ciel sereno: l'istituto spoletino, infatti, non versa affatto in condizioni finanziarie disperate. Al limite l'unico aspetto realmente negativo deriva dalla rapida espansione della Bps, non supportata da adeguata liquidità. Il consiglio che si può dare ai clienti della banca é quello di stare tranquilli ma con le antenne alzate: infatti per conoscere le motivazioni ufficiali che hanno portato la Banca d'Italia a commissariare Bps per la seconda volta nella sua storia, occorrerà attendere le carte e qualche altro giorno.

 
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