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Umbria shock: nel 2012 chiuse 14 imprese al giorno

L'Analisi

Nel 2012 in Umbria hanno chiuso 14 imprese al giorno, festività comprese, mentre sono crollati i consumi di beni durevoli come auto, mobili o elettronica, rimandati a tempi migliori. E’ il quadro che emerge dall’analisi di Infocamere sulla «natimortalità» delle imprese e da quella di Findomestic, la banca del gruppo Bnp Paribas specializzata in credito al consumo. Le iscrizioni alle camere di commercio regionali sono state 5.455 e le cessazioni 5.245.  Inoltre su uno stock di 23.372 imprese artigiane se ne sono perse 421, con un tasso di crescita che passa da -1,32% a -1,76%. E se nel complesso rimane stabile il numero delle cooperative. In questo quadro sale anche la protesta di baristi e ristoratori della regione che, in una nota, denunciano la chiusura di 323 imprese nel corso degli ultimi tre anni e aderiscono alla giornata di mobilitazione indetta per il 28 gennaio. Inoltre l’indice grezzo delle vendite al dettaglio diminuisce del 2%, come risultato di un calo contenuto delle vendite di prodotti alimentari. 
La spesa di ogni famiglia umbra per beni durevoli è stata di 2.266 euro, un valore più elevato del resto del Paese ma comunque in flessione del 15% rispetto al 2011. 

Ben due terzi di questa flessione è da imputare a un mercato delle auto nuove letteralmente in picchiata: -22% rispetto al 2011, 18.779 immatricolazioni tra famiglie e imprese per un totale di 232 milioni contro i 351 del 2010. 
I consumi per elettrodomestici (grandi e piccoli) scendono di quattro milioni (da 60 a 56, 143 euro procapite). Per i prodotti informatici la flessione è del 5,3% mentre è di ben il 25% (più del doppio della media italiana) per l’elettronica di consumo: da 66 a 51 milioni di euro. Le previsioni per il 2013, infine, non sono rosee: la spesa delle famiglie umbre sarà ancora fortemente condizionata dagli effetti della manovra di bilancio e dalla fase recessiva sul reddito disponibile. Speriamo che gli analisti si sbaglino.

 

 
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