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Elementare Watson! Il supercomputer che si diverte a fare il medico

L'Analisi

Si chiama Watson. È il supercomputer che cambierà il mondo della medicina. A trarne vantaggio gli studenti del College di Medicina della Cleveland Clinic, in Ohio (USA). La macchina, prodotta da IBM, aiuterà docenti e studenti a formulare diagnosi e, confrontandosi con loro, imparerà da casi clinici reali, migliorando la sua capacità diagnostica. Questo gioiello della scienza è stato chiamato Watson in onore del fondatore di IBM, Thomas J. Watson, e non in riferimento al fedele aiutante di Sherlock Holmes, anche se, in quanto a deduzioni, non è da meno del celebre detective. Dotato di oltre 4 Terabytes di memoria, il computer ha accesso a tutta la letteratura medica ed inoltre all'intero testo di Wikipedia. Molti medici non hanno le conoscenze enciclopediche di questo supercomputer ed, in realtà, un caso clinico insolito può richiedere giorni prima di essere risolto, fra consultazioni di libri di medicina e disquisizioni con colleghi. Watson riesce ad analizzare 200 pagine per secondo, rispondendo ad un quesito diagnostico in 3 secondi. Inoltre una volta fornito il risultato, rielabora il tutto per valutare la veridicità della sua diagnosi. 

Diversamente dalle sue controparti umane non dimentica mai nulla e, confrontandosi con i medici tramite tastiera e comandi vocali, è in grado di apprendere dalle esperienze che gli provengono da ogni nuovo caso, migliorando la sua precisione diagnostica giorno dopo giorno. L'intelligenza artificiale è stata sviluppata all'interno del progetto DeepQA di IBM, a cura del team di ricerca di David Ferrucci, con lo scopo di rispondere a domande poste in linguaggio umano. È stato messo alla prova per la prima volta nel Febbraio 2011, partecipando a 3 episodi del noto quiz televisivo statunitense Jeopardy! e battendo i celebri campioni Brad Rutter e Ken Jennings, noti rispettivamente per i loro record di guadagno e di permanenza nello show. Ha ricevuto il primo premio di un milione di dollari, donato interamente in beneficenza. Dopo essere stato presentato alla conferenza della Healthcare Information and Management Systems Society (HIMSS) di Las Vegas, il primo Watson dedicato al campo medico è entrato in funzione a Maggio 2012 al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York per aiutare il personale medico nella diagnosi e nella terapia contro il cancro del polmone, della mammella e della prostata. Entro la fine del 2013 si sperimenterà una super-app da fornire ai medici che mette in comunicazione il loro Smartphone con il database centrale di Watson. È un progetto molto ambizioso poiché l'intelligenza artificiale si sviluppa contemporaneamente su dieci server Ibm e, anche se la maggior parte dell’elaborazione dei dati avviene nel supercomputer, un’applicazione occupa ancora troppa memoria per essere usata su un comune Smartphone. Ma i ricercatori IBM prevedono che già nel 2015 Watson potrebbe funzionare come una specie di Super Siri per iPhone, cioè un assistente vocale che mette in comunicazione supercomputer e medico tramite lo Smartphone.
Nonostante ciò Watson non è in grado di sostituirsi al medico in carne ed ossa: con i suoi algoritmi, infatti, non riesce ad emulare in tutto e per tutto la straordinaria complessità del ragionamento umano. Inoltre manca delle doti umane fondamentali del buon medico: dare sicurezza, essere comprensivo, empatico, schietto, rispettoso ed accurato. Per questo siamo ben lontani dal soppiantare la figura umana con un freddo pc, come immaginava Stanley Kubrick nel 1968 quando ha diretto il film 2001: Odissea nello spazio. Però, alla stregua del supercomputer del film, HAL 9000, Watson riesce ad interagire vocalmente con il personale medico, rivelandosi un prezioso strumento per la medicina. I suoi preziosi consigli aiutano i medici nel loro arduo compito di sempre: salvare vite umane.

 

 
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