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Anche a Roma si protesta contro il film "Innocence of Muslim"

L'Analisi

Si è tenuta a Piazza della Repubblica a Roma, una manifestazione di protesta da parte delle varie comunità islamiche della Capitale, contro il film blasfemo su Maometto, che ha incendiato nelle ultime settimane diversi paesi del mondo arabo fino ai drammatici episodi di Bengasi culminati con l’uccisione dell’ambasciatore americano Chris Stevens. Rispetto però a quanto avvenuto in Libia, dove le proteste contro il film sanno molto di pretesto per coprire un’operazione armata congeniata in tutto e per tutto, in altri paesi si sono registrate manifestazioni dal tono diverso. Fa notizia ad esempio quanto accaduto in Libano subito dopo la fine della visita del Papa dove lo scorso lunedì diversi sostenitori di Hezbollah, sono scesi pacificamente per le strade di Beirut Sud senza però dirigersi verso le sede diplomatica dell’ambasciata americana. A Tiro, in Libano inoltre hanno manifestato preti cristiani insieme a musulmani per condannare il film ed ogni forma di offesa nei confronti delle cose sacre di tutte le religioni e le fedi nel mondo. Il dottor Mohamad Zaraket, esponente sciita della comunità libanese di Roma, ha fatto sapere che alla manifestazione di oggi hanno aderito varie associazioni islamiche sunnite e sciite, i fedeli di alcune moschee di Roma e le comunità straniere islamiche, dai tunisini ai marocchini, pakistani, afghani, bangladesh, libanesi e iraniani. Per capire questa forma di rabbia bisogna capire cosa rappresenta il profeta per i musulmani, la figura più importante di tutta la storia islamica e non islamica, il profeta più importante di tutti i profeti. Ogni musulmano quando nomina il nome del profeta deve dire la benedizione per se e la sua famiglia. Va aggiunto però che l’aver fatto trasmettere le immagini del film proprio l’11 settembre è servito a creare polemiche tra cristiani e musulmani e ad alimentare la rabbia e i comportamenti violenti nei confronti delle ambasciate americane. Bisogna condannare ogni forma di protesta violenta e protestare in modo civile e legale. 

 

 
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