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Bancomat clonati. Ecco i consigli per non cadere nella trappola

L'Analisi

Sono generalmente i cittadini dell'est Europa a gestire il giro dei bancomat e postamat clonati. Ennesima dimostrazione è rappresentata dagli arresti effettuati dalla Polizia Postale di Perugia  che ha beccato una banda di romeni che con un sistema studiato (si chiama skimmer) riuscivano a manomettere gli sportelli e a clonare le carte. Sono proprio gli agenti della Postale a dare i 'consigli' alla gente, per riconoscere eventuali manomissioni e non incorrere in prelievi non desiderati dal conto corrente. 
Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Annalisa Lillini, dirigente di Perugia: "Nei due episodi che abbiamo scoperto, nel quartiere perugino di Elce e a Santa Maria degli Angeli, solo un occhio esperto sarebbe riuscito a scoprire lo skimmer. Decine di persone si sono presentate da noi e hanno ammesso di non essersi accorti o insospettiti di nulla". Il marchingegno utilizzato è lo skimmer che consiste in un sistema di telecamere posizionate dietro ad una placca molto simile a quella illuminata che sovrasta la tastiera dei bancomat, e che viene posizionata a coprirla, per copiare i codici pin. 

Inoltre una bocchetta finta viene applicata sopra quella che eroga la carta, ne capta i  codici, che i malviventi poi trasferiscono in una carta vergine". La prima cosa utile da fare è quella di coprire con la mano la tastiera in modo che la telecamera non riprenda la digitazione dei tasti, inoltre di verificare se ci sono occhi indiscreti alle spalle. Poi si può provare a muovere la bocchetta in modo da verificare se sia finta. E'  anche utile verificare se ci sia un led nella bocchetta, che si illumina quando la carta viene inserita. Generalmente i malviventi scelgono i bancomat più isolati, posizionano lo skimmer in pochissimi minuti e lo tengono inserito per una giornata intera, approfittando dei week end e delle ore notturne, quando le banche sono chiuse e non c'è il controllo diretto degli impiegati. Le banche stesse stanno combattendo la clonazione delle carte installando bancomat più moderni e sofisticati dove è difficile intervenire nella manomissione. "Oltre allo skimmer - spiega la dirigente Lillini - esiste un metodo più semplice che consiste nell'applicare il bioadesivo che blocca il denaro nella bocchetta di erogazione dei soldi e poi andare con delle semplici pinzette a prenderlo. In questo caso il reato è quello di furto e non di manomissione come per lo skimmer". Ad accorgersi della clonazione sono stati gli impiegati dell' ufficio di Elce che nel verificare lo stato dello sportello avevano notato alcune carte vergini, bianche. "I malviventi - conclude la Lillini - le utilizzano per testare il sistema. Poi la casualità del nostro agente che andando a prelevare il denaro si è accorto del marchingegno, ha chiuso il cerchio e a dato una svolta alle indagini".

 

 

 
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