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Taglio delle Province, tra dubbi e incertezze

L'Analisi

Il futuro accorpamento delle due Province in Umbria ha indotto il personale dipendente dei due enti a scendere in campo sin da ora  e  ad organizzarsi per chiedere conto di quanto accadrà in futuro, a riforma fatta. Per questo le Rsu, assieme  alle rappresentanze sindacali, hanno redatto un documento nel quale sostengono la richiesta alle Amministrazioni Provinciali e alla Regione dell'Umbria di prevedere una diretta partecipazione ai tavoli in cui viene definito il percorso di riforma istituzionale ed endoregionale. Il documento è il frutto di una serie di Assemblee del personale di Perugia e di Terni. Vi si manifesta il clima di profonda incertezza che si respira all'interno dei due palazzi, non solo tra il personale ma per la gestione futura dei servizi che gli enti garantiscono ai cittadini. Così i dipendenti delle due Province chiedono,  insieme alle sigle sindacali, di partecipare alla transizione, evitando di essere soggetto passivo di un passaggio che li vede direttamente protagonisti. Il testo del documento è stato distribuito e presentato nel corso di una conferenza stampa. 
“E' un documento d'intesa sostanziale su quello che succederà a breve sulla riforma delle province – ha spiegato nel corso dell'incontro Giovanni Roccatelli, delle Rsu della Provincia di Perugia -  Ci siamo accordati sulla necessità che i lavoratori partecipino alle trattative. Riteniamo di  essere coloro che hanno in qualche modo in mano le competenze e le professionalità dei servizi che stanno offrendo queste istituzioni. Crediamo che un possibile danno possa essere fatto nel momento in cui  non venissero garantiti i servizi ai cittadini e alle imprese. Per questo vogliamo parlare con le istituzioni e la politica perché da questa riforma, sulla quale non vogliamo dare un giudizio, non venga fuori un danno a tutta la collettività. Noi siamo per un sevizio pubblico e per mantenere i posti di lavoro”. La riforma sin dalle prime battute ha scatenato il dibattito politico. In prima fila ci sono anche i sindacati come spiega Attilio Romanelli, il segretario Generale della Cgil di Terni: “La perdita dello status di città Capoluogo di Provincia avrà serie ripercussioni per l'economia ternana ed umbra. La riforma significa la cancellazione di enti che sono un punto di riferimento per le imprese. Vorrei che non si dimenticasse che nella conca vi operano 16 multinazionali che con riferimenti istituzionali locali possono essere indirizzate e governate, se questo invece viene meno metteremmo in forte difficoltà di crescita il territorio ternano”. Secondo Romanelli ci sarebbero anche forti ripercussioni sul piano occupazionale dell'Ente: “Non siamo in grado al momento di effettuare una proiezione concreta – conclude -  è certo comunque che sarebbe un grande danno per la provincia ternana. Io penso che la soluzione individuata da Cal Regione, che punta al riordino regionale e a raggiungere i parametri previsti dal Decreto (350 mila persone in 2500 chilometri quadrati) sia positiva”.  

 

 
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