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Economia - Notizie dalla regione Umbria

Isola Polvese: gran pienone per Pasquetta

Economia

Sono centinaia i turisti italiani e stranieri, che hanno scelto l'Isola Polvese, al lago Trasimeno, come meta per trascorrere il giorno di Pasquetta. "Alle 11 circa di questa mattina - asseriscono dalla Provincia - si contavano già 500 persone, con un flusso continuo che fa prevedere il pienone nel corso dell'intera giornata. Isola Polvese si conferma così come una delle mete più gettonate dai turisti". Sono molte le famiglie con bimbi che all'Isola "trovano il luogo ideale dove poter giocare liberamente negli ampi spazi attrezzati tutti rigorosamente eco-compatibili". Sull'argomento Marco Vinicio Guasticchi, Presidente della Provincia di Perugia, tweetta: "Isola Polvese invasa da turisti. Isola delle famiglie e del benessere". 

 

Confagricoltura e Birra Peroni: il rilancio del terreno umbro

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Il marchio della Birra Peroni investe nella qualità e nell'innovazione della filiera produttiva italiana sponsorizzando e promuovendo, per il secondo anno consecutivo, un corso di formazione specialistica sui temi Gestione dell'Impresa Agricola e Sostenibilità in Agricoltura, cui hanno partecipato 50 agricoltori italiani, tra cui importanti aziende agricole dell'Umbria, appartenenti, appunto, alla catena di fornitura di orzo per la produzione di Birra Peroni. Il corso "Birra Peroni per l’Agricoltura" è realizzato in partnership con ENAPRA, l'Ente Nazionale di Formazione della Confagricoltura (che oltre ad essere partner tecnico dell'iniziativa, ricopre per questa edizione anche l'incarico di ente attuatore del progetto) e tramite un finanziamento di For.Agri, Fondo Paritetico Interprofessionale nazionale per la formazione continua in Agricoltura. "Abbiamo scelto di investire in Umbria, dove nel 2013 sono state prodotte circa 8000 tonnellate di orzo, perché crediamo fortemente nelle potenzialità e nella forza del settore agricolo – ha detto Federico Sannella, Direttore Relazioni Esterne di Birra Peroni – e nel suo ruolo strategico per rilanciare l'economia italiana; in vista dell'appuntamento di EXPO 2015 potenzieremo la formazione e l'innovazione in tutto il percorso della nostra produzione, dalla Terra alla Tavola. Birra Peroni per l'Agricoltura è uno degli importanti progetti che mettiamo in campo per lo sviluppo e il supporto all'imprenditorialità della nostra filiera. "Quest'anno in aula ci sono state anche le giovani generazioni dei nostri coltivatori "storici" sia di orzo che di mais, tra i partecipanti in 39 hanno meno di 45 anni e dieci sono donne: un cambiamento di rotta che restituisce all’agricoltura un ruolo chiave nella filiera economica italiana". "Confagricoltura crede e punta alla formazione dei produttori – ha osservato il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi -. Il futuro dell'agricoltura è certamente nelle mani  dei giovani e tocca soprattutto a loro  essere educati per riuscire ad applicare in pieno questo concetto di filiera, che significa produrre con finalità specifiche in coerenza con i bisogni dell'industria in una logica di moltiplicazione del valore. Gli agricoltori sono ancora la parte debole e scontano insufficienti potere contrattuale e  riconoscibilità. Iniziative come questa con Birra Peroni sono importanti perché rappresentano il primo fondamentale passo per "saldare" il campo alla tavola. Il futuro va sempre più verso la rete e l'interprofessione per valorizzare una filiera capace di congiungere armonicamente nella catena del valore produzione, trasformazione e vendita". Attualmente la terra umbra è tra le più floride per la produzione di birra: la coltivazione dell'orzo, materia prima essenziale per Birra Peroni, impegna oltre 120 aziende agricole. In Umbria le coltivazioni di orzo per Birra Peroni si estendono su circa 2500 ettari di terreno e rappresentano il 15% del fabbisogno annuale per la produzione della birra più amata dagli italiani. Il malto 100% italiano, proveniente da orzo selezionato in varietà specifiche, controllato nel contenuto di proteine ed enzimi e nella capacità germinativa, è da oltre 160 anni il fiore all'occhiello tra le materie prime naturali che contribuiscono a rendere unico il gusto delle birre Peroni. L'agricoltura di qualità non solo garantisce prodotti sani e gustosi, ma produce ricchezza e alimenta l'imprenditorialità, anche a livello locale: per la produzione della sua birra, Birra Peroni ha bisogno di circa 50.000 tonnellate di orzo all'anno (equivalenti ad una superficie seminata di 16.880 ettari e circa 1.600 agricoltori impiegati) che hanno un valore d’acquisto di oltre 11 milioni di euro.
 
 

200 i posti di lavoro disponibili al nuovo Centro Commerciale ad Ellera

Economia

Aperte ufficialmente, lo scorso 7 aprile, le selezioni per le assunzioni di personale dell'ipermercato del centro commerciale che PAC 2000A Conad sta realizzando nell'area dell'ex Quasar, a Ellera di Corciano. Duecento i posti disponibili, centosessanta addetti e quaranta specialisti, a fronte degli oltre 5.500 curricula ricevuti, che vengono assegnati a seguito di un percorso che prevede, prima, test attitudinali con i quali si farà un'iniziale scrematura e, successivamente, colloqui individuali. Le selezioni sono gestite dall'agenzia bolognese Metes Dtn che opera nell'ambito delle risorse umane e si svolgono all'Hotel Quattrotorri di Ellera. Prossima selezione prevista dal 14 al 16 aprile. La ricezione di curricula si è chiusa sabato 15 marzo. Oltre all'account per le selezioni dell'ipermercato, la PAC 2000A Conad ne ha predisposto un secondo, ancora attivo ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), per le candidature relative alle altre attività del centro. La casella di posta elettronica rappresenta per i negozi un contenitore da cui attingere, ma non obbligatoriamente, nei tempi e nei modi che riterranno più opportuni, per la selezione del loro personale. "Siamo davvero orgogliosi – afferma Danilo Toppetti Direttore generale di PAC 2000A Conad – di questa realizzazione. E' un segnale tangibile, in controtendenza rispetto alla crisi, una possibilità di offrire nuovi posti di lavoro e quindi di dare una prospettiva concreta di futuro a molti giovani e alle loro famiglie. Il rammarico è di non poter far fronte a tutte le richieste ricevute, esageratamente superiori alle necessità del momento". Si stima che, tra interni e indotto, si riusciranno a creare complessivamente, nell'intera area commerciale, oltre 500 posti di lavoro. Fiore all'occhiello del centro saranno i suoi 5mila metri quadrati di superficie di area vendita. Una struttura innovativa sia per layout ed esposizione che per l'approccio. Fuori dall'area sorgerà anche un distributore di carburanti Conad totalmente automatizzato, self service e sempre aperto. Sistema, questo, che consentirà un ulteriore risparmio oltre a quello che garantisce il marchio per la sua benzina. Le innovazioni riguarderanno anche gli aspetti legati al rispetto ambientale e al risparmio energetico. Solo per fare degli esempi, sul tetto della struttura principale del centro commerciale saranno installati pannelli fotovoltaici, nella galleria sarà attivo un impianto di illuminazione naturale artificiale (con finestre a soffitto che a seconda dell’intensità della luce esterna permetteranno di regolare quella interna), negli spazi esterni saranno collocate due vasche per la raccolta di acque piovane per uso esterno. E ancora, per i parcheggi saranno utilizzati esclusivamente corpi illuminanti a led. All'esterno, poi, si sta sviluppando una più vasta area commerciale con edifici che ospiteranno, altre catene, alcune delle quali garantiranno l'apertura 24 ore su 24. Il massiccio intervento di edificazione ha comportato anche la previsione di un piano di viabilità, progettato dal Comune di Corciano ed eseguito da PAC 2000A Conad. "Non ci piace sentir dire – conclude Toppetti – che l’area commerciale che sta sorgendo comporterà problemi alla viabilità. Al contrario, siamo convinti che con gli interventi, indicati dal Comune, che stiamo realizzando si risolveranno problematiche che affliggono la zona da molti anni. Certo è che se, in futuro, nella stessa zona, si insedieranno altre strutture importanti, senza ulteriori interventi sulla viabilità, allora qualche problematica potrebbe riproporsi. Ci auguriamo che questi nuovi soggetti si pongano come noi il problema".
 

Chiusura dei nosocomi di Narni ed Assisi: il parere di Nevi

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Il Consigliere Nevi, Presidente Gruppo Forza Italia Regione Umbria, entra in merito alla questione della chiusura dei nosocomi umbri di Narni ed Assisi e asserisce che: "La scelta della Regione di proseguire nella folle direzione di chiudere il punto nascita di Narni ed Assisi, lasciando aperti quelli di Castiglione e Pantalla, che sono di gran lunga meno importanti, è un'autentica "porcata" che la Regione fa nei confronti di questo territorio andando a chiudere un presidio di assoluta eccellenza sull'altare di una becera scelta politica e campanilistica per evitare di toccare Pantalla e Castiglione del Lago. In più sempre si era detto che questo punto nascita sarebbe stato chiuso con la realizzazione del nuovo ospedale di Narni - Amelia che, nonostante i ripetuti annunci in occasione della campagna elettorale ancora oggi non risulta finanziato dal Governo amico che però non si può minimamente criticare in quanto appunto amico. Se è vero come è vero che i punti nascita dei nosocomi territoriali vanno chiusi, per motivi economici e di sicurezza, vanno chiusi tutti e subito, altrimenti occorre cominciare da quelli meno importanti e tra questi non c'è assolutamente Narni. Anzi proprio questo andrebbe chiuso per ultimo. Spero che il Sindaco abbia la forza di organizzare una mobilitazione pubblica su questo perché ciò che sta accadendo merita una risposta, altrimenti sarà connivente di una scelta folle che indebolirà non solo la città narnese ma l'organizzazione dei servizi sanitaria dell'intera Provincia".  
 
 

Raffaele Nevi: sulle Imprese estrattive ennesima promessa non mantenuta dalla maggioranza. E la crisi avanza

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“Ancora una volta la maggioranza regionale non mantiene le promesse fatte e perde l’occasione di andare incontro alle esigenze delle aziende alle prese con la crisi”. E’ quanto afferma Raffaele Nevi, capogruppo Forza Italia in consiglio regionale, in merito alle problematiche che colpiscono il settore dell’estrazione. “Nel bilancio presentato in questi giorni, la maggioranza ha ridotto l'Irap per le cooperative sociali di tipo A, unica scelta vera che si fa in questo documento. Nel 2008 si scelse di aumentarla mentre quest’anno la proposta è stata accolta con una minore entrata per le casse pubbliche di un milione e 200mila euro. Un trattamento opposto invece è stato riservato al mondo delle imprese di estrazione: sempre nel 2008, in un momento in cui il settore andava bene, gli si chiese di dare un contributo in cambio di una snellimento delle procedure, di sburocratizzare per abbassare i costi. Promessa mai mantenuta dalla Regione e che ora si incrocia con la crisi che ha colpito questo settore in maniera spaventosa”. Nevi, in un emendamento, aveva chiesto una  rimodulazione ai livelli del 2007 (inferiore di circa il 35 percento) della tassa per l'estrazione del materiale da cava. Emendamento bocciato. “Probabilmente, continua Nevi, a questa maggioranza conviene di più, per propri ritorni propagandistici,  aiutare le cooperative sociali  che non le imprese di estrazione. Ennesimo sintomo di sordità e scarso interesse verso il mondo dell’imprenditoria umbra”.

 

Aumenti di tariffe e dispersione idrica: Nevi chiede interventi

Economia

"Ho chiesto, alla luce dei dati diffusi dall'Osservatorio Prezzi & Tariffe di Cittadinanzattiva sull'aumento delle tariffe dei servizi idrici integrati e sui livelli di dispersione idrica - asserisce Raffaele Nevi, Presidente Gruppo Forza Italia Regione Umbria -, al Presidente della II Commissione di convocare un'audizione con i vertici degli Ati e delle aziende di gestione dei servizi idrici. Il triste primato dell'Umbria, terza dopo Toscana e Marche in termini di costi sostenuti dai cittadini per i servizi idrici e il livello di spreco dell'acqua superiore alla media nazionale impone un chiarimento per capire come possa esser giustificato un aumento tariffario che, nel caso di Terni, ha registrato un incremento del 51% dal 2007 al 2013. Ancora più incomprensibile il dato sulla dispersione dell'acqua immessa nelle tubature pari al 39%, una percentuale in aumento di 4 punti rispetto al 2007, se si pensa agli importanti investimenti fatti in questi anni". 

 
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