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Economia - Notizie dalla regione Umbria

Marco Giulietti è il nuovo Presidente di Umbria Export

Economia
Già Direttore generale di Isa (Bastia Umbra) dal 2005, Marco Giulietti prende il posto di Pietro Tacconi e assume la carica di nuovo Presidente di Umbria Export. "Attualmente - spiega l'Associazione degli industriali - sono soci di Umbria Export, oltre ad alcune imprese, Confindustria Umbria, Confartigianato Perugia, Sistemi formativi Confindustria Umbria, Casse di Risparmio dell'Umbria, Banca Popolare di Spoleto e Banca Etruria". L'agenzia per l'internazionalizzazione del sistema produttivo locale nasce una quarantina di anni fa, promossa, all'epoca, da Confindustria Perugia. Con la recente regionalizzazione della struttura ha esteso le sue competenze anche al territorio della provincia di Terni.

    

 

A completare la Giunta Nazionale di Confagricoltura: Marco Caprai

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Il Presidente di Confagricoltura Umbria, Marco Caprai, è entrato nell'organo di governo di Confagricoltura nazionale: il comitato direttivo dell'associazione di categoria ha infatti completato la squadra che lavorerà con il Presidente Mario Guidi nei prossimi tre anni. Accanto ai nove membri eletti dall'assemblea dello scorso maggio, quindi, Caprai, autore della prima ristrutturazione del sistema di rappresentanza territoriale avviata dalla confederazione attraverso l'unione delle associazioni provinciali in un'unica organizzazione regionale. Nella giunta nazionale, inoltre, sono stati nominati tre Vicepresidenti, Ezio Veggia, riconfermato nella carica, imprenditore cerealicolo-zootecnico impegnato nel settore delle energie rinnovabili, Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura Roma, che conduce insieme alla famiglia, nel Lazio e a Parma, aziende agricole a indirizzo cerealicolo e zootecnico con produzione diretta di Parmigiano Reggiano, e Giandomenico  Consalvo di Salerno, titolare di un'impresa ortofloricola a Pontecagnano che fa anche IV gamma. "Quello a Caprai – commentano da Confagricoltura Umbria – è un importante riconoscimento oltre che per il contributo professionale che potrà dare alla definizione delle politiche dell'organizzazione a livello  nazionale anche alla capacità di guidare il rinnovamento strutturale avviato da Confagricoltura nel mondo della rappresentanza dell'agricoltura".
 

Ancora tagli al budget dei lavoratori della Multiservizi Adige: la reazione di Ugl

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Si fa sempre più drammatica la situazione dei dipendenti e dei soci lavoratori perugini della Cooperativa Multiservizi Adige, associata della Ciclat per l'appalto delle pulizie al Comune di Perugia e del palazzo di Giustizia. Nella serata di venerdì 30 maggio, nella sede Ugl di Perugia, durante un'assemblea con il candidato Sindaco Andrea Romizi è esplosa la rabbia e la disperazione delle decine di persone rimaste "intrappolate" nel repentino passaggio di appalto imposto dalla Ciclat a favore della cooperativa "La Torre". "Una iniziativa da parte del consorzio Ciclat paradossale, incredibile e dai contorni poco chiari. Basti pensare che per legge esiste l'obbligo di un preavviso ai dipendenti e alle Organizzazioni sindacali di almeno 15 giorni prima del temine del servizio. E invece dalla Ciclat si sono limitati a spedire una mail alle ore 15 del 30 maggio, annunciando che il giorno dopo terminava l'appalto dei servizi di pulizia perché affidato alla cooperativa La Torre dal 1 giugno. Un tale comportament - tuona l'Ugl - è inammissibile e  inaccettabile". "L'aspetto peggiore di tutta questa situazione – continua il sindacato – è che il motivo scatenante di questo "passaggio" anticipato di appalto sembrerebbe essere uno solo: le proteste dei lavoratori che abbiamo rivendicato anche a mezzo stampa. Siamo ai limiti dell'assurdo. Non si possono mettere in mezzo alla strada decine di famiglie solo perché hanno giustamente preteso che i loro diritti fossero rispettati attraverso la nostra organizzazione ("di destra" dice qualche funzionario comunale) e perché i giornali hanno portato alla luce tutta la vicenda. La Ciclat, quale consorzio, non può fare solo i giochi della politica rossa e cacciare aziende consorziate con qualche difficoltà temporanea, ma contribuire al risanamento della stessa, anche perché la cooperativa "La Torre", anch'essa consorziata Ciclat, non ci risulta vivere momenti d'oro e vedremo cosa accadrà ai lavoratori dopo la sentenza del Tar che ha annullato la gara d’appalto, per irregolarità,  precedentemente vinta nel Comune di Todi per la gestione dei cimiteri". "Il Sindaco Boccali  - spiega l'Ugl – in questi giorni risulta irraggiungibile e quindi gli è stata inviata anche una email attraverso "il popolare" Facebook, per organizzare un incontro e coinvolgerlo per chiarire i contorni di questa drammatica situazione. Ad oggi la risposta di disponibilità non è mai arrivata. Dal Comune solo silenzio anzi peggio, perché invece che tagliare sulla burocrazia e sugli sprechi, il taglio di ulteriori risorse economico sugli appalti ricadrà ancora una volta sulla qualità dei servizi e sulle spalle dei lavoratori; la drastica riduzione delle ore lavorative porterà l'ennesimo colpo di mannaia sui stipendi che a stento superano i 500 euro mensili". "Sappiamo bene – interviene il Segretario Gaudiosi - che uno tra i problemi persistenti del comparto "igiene ambientale" è quello delle gare al massimo ribasso delle aziende, pubbliche  e private, e spesso i  consorzi vincono gare e poi affidano, sul territorio,  la gestione a società che, in alcuni casi, non risultano neanche dalle visure camerali". "Consorzi in cui esiste una sorta di subappalto – continua Gaudiosi - dove i lavoratori migrano continuamente dall'una all'altra società consorziata senza alcuna garanzia in caso d’inadempienze retributive e contributive. "Subappalti a tempo" dove non si investe sul personale, sulla sicurezza e  dove manca la formazione professionale dei lavoratori. Gare d'appalto svolte sempre più spesso al "massimo ribasso" a danno esclusivamente dei lavoratori che il più delle volte sono part-time e quindi già "precari"; la logica di contenimento dei costi applicata dalle aziende pubbliche unitamente ai ritardi nei pagamenti causano la perdita di  posti di lavoro; il massimo ribasso non conviene a nessuno, né all'azienda assegnataria che dovrà fare enorme sacrifici per rientrare nei costi né, in questo caso, al Comune di Perugia che rischia di ricevere un disservizio". "Ovviamente, bisogna contenere i costi – termina il segretario generale Ugl -  tenendo però presente una soglia minima nella quale siano garantite le unità lavorative e la qualità del servizio. Un appalto, inizia proprio nel momento dell'aggiudicazione e da quel momento e si dovrà monitorare in virtù delle regole che ne hanno determinato la valutazione. Purtroppo molte volte gli appalti diventano il punto di forza del clientelismo, di una gestione approssimata, di un business a tutti i costi dove a pagare è sempre la cittadinanza e il lavoratore. Chi deve intendere intenda". 
 

 

 

Umbria presente alla tappa "Road show per l'internazionalizzazione" a Mantova

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Mercoledì 11 giugno sarà una vera e propria "giornata in trasferta" per parlare dell'agricoltura e dei suoi prodotti. Le aziende di Confagricoltura Umbria saranno infatti coinvolte, a Mantova, nella tappa del "Road show per l'internazionalizzazione" sul tema "Italia per le imprese. Con le pmi verso i mercati esteri". La manifestazione, promossa dal Ministero dello sviluppo economico, prevede l'organizzazione di eventi rivolti a tutti i settori produttivi in circa venti città italiane nell'arco di due anni. Quello di giugno a Mantova sarà il primo interamente dedicato al mondo dell'agricoltura, all'industria alimentare e alle loro filiere produttive, e vede Confagricoltura partner esclusivo, nell'organizzazione dell'evento, dell'Ice Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Nel corso della giornata le aziende entreranno in contatto con i principali organismi nazionali deputati ad illustrare le potenzialità dell’internazionalizzazione. "Saremo presenti con i nostri associati all'evento – ha commentato Marco Caprai, Presidente di Confagricoltura Umbria – in un'ottica di attenzione crescente verso l'internazionalizzazione, preparandoci a sfruttare le opportunità che ci fornirà Expo 2015". Oltre ad un'assemblea plenaria che sarà aperta dal Presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, si terrà anche un momento di confronto con i professionisti della finanza e del mondo istituzionale per un'analisi personalizzata che si rivolgerà sia ad aziende che già operano in mercati internazionali e hanno ancora un potenziale di crescita, che a quelle che si vogliono avvicinare per la prima volta ai Paesi esteri.
 

 

 

Cambio nome per la Banca di Mantignana e Perugia: diventa regionale

Economia

Un Istituto di credito proiettato su dimensioni regionali: il Credito Cooperativo Umbro – Bcc Mantignana Società cooperativa. Domenica 25 maggio, a Perugia, l'assemblea straordinaria dei soci di quella che può essere ormai definita la ex Banca di Mantignana e di Perugia, deliberando con voto unanime il cambio di nome e l'apertura, già autorizzata dalla Banca d'Italia, di una sede distaccata a Terni, ha infatti compiuto il passo determinante per la nascita dell'istituto. Al tavolo di presidenza dell'assemblea erano presenti Paolo Grignaschi, Direttore della Federazione delle banche di credito cooperativo di Lazio, Umbria e Sardegna, Antonio Marinelli, Marcello Morlandi, rispettivamente Presidente e Direttore generale della Banca di Mantignana e di Perugia, nonché il Presidente del Collegio Sindacale Luca Mercati; le funzioni di segretario sono state assolte dal Notaio Giuseppe Brunelli. "Un'operazione – ha sottolineato Marinelli – che, come palesemente sta ad indicare la scelta del nuovo nome, non si identifica nella mera ambizione di occupare ulteriori spazi operativi, ma costituisce il presupposto per una radicale evoluzione della Banca di Mantignana e di Perugia allo scopo di essere una banca di carattere locale che ha come obiettivo fondamentale il contatto con le persone". "Si concretizzano in questo modo – ha continuato Morlandi – le linee strategiche poste in essere dal consiglio d'amministrazione della banca che, in relazione alle difficoltà riscontrate dal comitato promotore della Bcc delle Terre umbre di Terni nel raggiungere la necessaria dotazione patrimoniale valevole per l'ottenimento dell'autorizzazione a operare da parte della Banca d'Italia, ha inteso offrire agli ex soci della non autorizzata banca ternana l'opportunità di accedere comunque ai vantaggi del credito cooperativo attraverso la realizzazione di una propria sede distaccata nella città". Nella stessa giornata, l'assemblea riunita in seduta ordinaria ha anche approvato il bilancio di esercizio 2013. "Un anno sicuramente impegnativo – ha ricordato Marinelli – per la pesantissima congiuntura economica i cui effetti si sono ripercossi sulle imprese e sulle famiglie", ma che comunque riprende Morlandi: "ha consentito alla banca, che oggi conta 15 filiali ed oltre 3 mila soci, di conseguire risultati più che soddisfacenti con significativi incrementi delle masse di raccolta". Al netto delle imposte e dei consistenti accantonamenti sul rischio di credito, l'esercizio si è infatti chiuso con un utile di 1,282 milioni di euro, superiore del 46,01 per cento rispetto all'anno precedente. "Un risultato di tutto rispetto per i tempi che corrono – ha spiegato Grignaschi – e importante soprattutto perché contribuisce all'ulteriore rafforzamento dell'istituto coerentemente con le politiche di patrimonializzazione sostenute da tempo dalla banca nella consapevolezza che solo un patrimonio forte può consentirle di continuare a svolgere il suo ruolo di sostegno all'economia del territorio". Per quanto riguarda la raccolta totale, attestatasi a 488,4 milioni di euro, si rileva un aumento del 6,2 per cento rispetto al 2012, mentre l'aggregato degli impieghi, anche mediante il supporto della Banca Corporate del gruppo Iccrea, ha contribuito a sostenere adeguatamente l'economia del territorio. Il patrimonio netto della banca ammonta a 34,698 milioni di euro con un aumento del 7,70 per cento rispetto al 2012. 

 

Acquasparta: "Leadership umbra al femminile" con Roberto Re

Economia

All'ottava edizione del meeting "Leadership umbra al femminile", promosso da Unioncamere Umbria e dal Coordinamento Umbria e dal Coordinamento regionale dei comitati per la promozione dell'imprenditorialità femminile, hanno partecipato ieri, 23 maggio, più di 90 imprenditrici. Roberto Re, uno dei numeri uno della formazione manageriale e comportamentale, "coach" personale di imprenditori, managers, personaggi dello spettacolo, calciatori e atleti, ha "allenato" le imprenditrici dell'Umbria nella Casa della Cultura Matteo d'Acquasparta nell'intero pomeriggio. Il tema dell'incontro, "Cambiare senza paura", era centrato sui temi dell'impresa ma è stato allargato dal relatore a tutti gli aspetti della vita personale. A partire da un assunto: "La qualità della nostra vita è direttamente proporzionale alla nostra capacità di convivere con l'insicurezza". E' la condizione permanente dell'impresa moderna, alle prese con una crisi economica che ancora non è finita e con mille ostacoli quotidiani da superare, dalla burocrazia all'accesso al credito, dalla gestione corretta delle risorse alla necessità dell'innovazione permanente. Ma la battaglia contro la paura di non farcela si può vincere, cambiando i metodi di lavoro e affrontando i problemi sotto aspetti diversi. Molte le domande delle imprenditrici, che hanno interagito con Roberto Re. Maria Zappelli Cardarelli, presidente del Coordinamento regionale per la promozione dell'imprenditoria femminile, ha invitato le sue colleghe a trasmettere il coraggio imprenditoriale di cambiare ed innovare a tutti coloro che lavorano nell'azienda. Giorgio Mencaroni, presidente regionale di Unioncamere, ha sottolineato il ruolo sempre più forte, anche negli anni difficili della crisi economica, della imprenditoria femminile. Ha evidenziato l'importanza strategica delle nuove reti d'impresa e la necessità di "unire gli sforzi per uscire dal lungo inverno della crisi". Ma soprattutto ha lanciato un allarme sul forte ritardo con il quale l'Umbria si sta preparando al cruciale appuntamento di Expo Milano 2015: "Il tempo stringe e non abbiamo ancora un progetto unitario come regione nel suo complesso. Sarà una occasione irripetibile per il rilancio dell'impresa italiana. Una vetrina delle eccellenze produttive. Ma serve un grande progetto che coinvolga tutta l'Umbria. Prima, durante e dopo l'Expo".  

 
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